domenica 30 ottobre 2011

Ricordare il 2 novembre

Personalmente voglio parlare del 2 Novembre in un modo un po' diverso. Con gli occhi di una bambina e di come  vedeva e sentiva questa ricorrenza.
Ma sempre con rispetto.


 Per noi collegiali il due novembre era una festa anche perchè all'epoca fuori ai cimiteri c'erano   le bancarelle e  si vendevano giocattoli. Palloncini, castagne, noci nocelline e torrone, ma la cosa più bella che in questo giorno stavamo tutta la giornata fuori. 


La mattina  del 2 novembre ci alzavamo come sempre  alle 0:6. Come sempre la suora di turno passava tra i letti suonando la campanella e dandoci il buongiorno. Queste suore stavano sempre fresche e toste all'incontrario di noi ragazze. Era duro svegliarsi alle sei di mattina. Quel suono di campanella lo odiavamo. 
 Prima cosa da fare era rifarsi i letti, prendere dal comodino  l'asciugamano, dentifricio, spazzolino e andare nei bagni per lavarsi.
Le camerate avevano tre enormi bagni, freddi e   anche l'acqua per lavarci era sempre fredda.

Rifarsi il letto,  pulire la camerata... in più c'erano alcuni corriddoi che il pavimento andava lavato di mattina.  Alle sette tutte in fila si scendeva nella cappella, per la messa. Dopo la messa in  refettorio. 
Dopo il refettorio a scuola o nei laboratori.

 Ma di questo giorno tutto saltava..  Dopo la messa e il refettorio, immediatamente su  in guardaroba ad indossare la divisa blù marino... La gonna tutta pieghettata, la maglietta con il collo alto dello stesso colore della gonna, il cappotto grigio e lungo,  la sciarpa bianca e il basco sempre blu, scarpe nere e calzettoni bianchi.
Mentre ci vestivamo eravamo allegre, tra poco saremmo uscite.  Alle nove del mattino! Era una  una grossa novità per noi. Avremmo visto la gente e il mondo!

Prima di uscire,  come  sempre si sostava nell'androne e si salutava   la madre superiora con questa canzoncina...Tra le rose e le viole in collegio si sta bene  e noi vogliamo tanto bene  alla nostra superiora. Questa canzoncina 
 noi ragazze di nascosto la cantavamo così..(Tra le spine e le ortiche, in collegio si sta male e noi vogliamo tanto male alla nostra superiora  e altre cattiverie  che non ricordo).


Ogni anno prima di uscire, si sostava nell'androne e  la madre superiora ci diceva sempre le stesse cose...Ragazze, adesso andrete al camposanto, sapete perchè si chiama camposanto? Perchè è un campo-santo e dovete camminare piano piano, non dovete mai alzare la voce. In questo luogo  si cammina con rispetto e pregare pregare,  pregare e tante altre cose. 
Dopo ci salutava, augurandoci..Buona uscita e buon ritorno.  In coro rispondevamo..Grazie, e buona permanenza a lei madre superiora.
Ecco,  che si apriva il portone, in fila a due a due si usciva, con una suora davanti, una al centro e una alla fine della fila.


A piedi si arrivava al cimitero, la strada era piena di gente con fiori, lumini, piante e tutti vestiti con l'abito buono e i bambini piccoli, mezzani e grandi. Una processione di gente andava verso il cimitero e noi con loro. 


Le suore e noi ragazze con la corona tra le mani    ad alta voce s'iniziava l'eterno riposo in latino.
 Rèquiem aetèrnam, dona eis, Domine, et lux perpètua lùceat eis. Requiéscant in pace. Amen.( quanto tempo per imparare la messa, il rosario e cantare tutto  in latino, ma non sapevamo manco che volessero dire quelle preghiere)

Da lontano si vedeva il cimitero, ma mano che ci avvicinavamo..Eccole  le bancarelleeeee!! da cui pendevano palloncini colorati, giocattoli, castagne, nocelline, torrone e tante altre cose...  I I bambini accompagnati dalle mamme stavano tutti intorno alle bancarelle, anche qualche  trombettina suonava.
 il 2 novembre era   la festa dei morti e dei bambini.

A pensarci bene non era un male, forse si abituavano i bambini ad accostarsi  una volta all'anno ad una commemorazione tanto importante.  


 In tanta  confusione e gioia  noi ragazze  perdevamo  il filo della  preghiera, ma le solerte suorine ci pensavano loro a farci riprendere il filo.  Si avvicinavano piano piano e in silenzio ci davano i  pizzicotti sotto le braccia, in un  posto preciso, ma  più che dolore si avvertiva un bruciore fortissimo. 


Le mamme per calmare il pianto dei loro figli   li alzavano in alto e gli dicevano...Guarda a mamma, quante belle orfanelle e come sono brave e  come pregano bene.  Le suore ascoltavano e salutavano  tutti con un bel sorriso stampato sulle labbra, ma era falso.Con noi non ridevano mai.Adesso sono morte anche loro.  La madre superiora sta nello stesso cimitero, lo scopri per caso anni fa e  ogni 2 novembre che vado da mia madre e mia sorella  le porto sempre un fiore a suora  Aurelia.


Finalmente si entrava nel camposanto. Al nostro passaggio tutti si spostavano.  Passavamo tra la folla pregando in latino..ci guardavano tutti con rispetto. Eravamo cento ragazze, tra piccole, grandi e mezzane.
Ma noi  in tanti anni ci eravamo scelti pure i morti, si, ognuna di noi attraverso le foto si sceglieva un volto da pregare.
 Come è bello, essere bambine ma è ancor più bello conservare l'animo di bambina..è una gioia, anzi, è un dono.


Si rientrava all'ora di pranzo, appena dopo pranzo si ritornava  al cimitero. Questa volta con noi  venivano tutte le suore  e la madre superiora.
Si rifaceva  di nuovo tutta la  strada pregando e cantando.

Alcune persone  nel cimitero si avvicinavano alle suore, chiedendo le preghiere delle ragazze per i loro cari e  allora si andava vicino al  loculo richiesto  e s'iniziava a pregare. Tutta la famiglia del morto  restava all'impiedi accanto al loculo. Ci guardavano sorridendo e fiduciosi delle nostre preghiere.  
  
Alle cinque si rientrava,  le bancarelle non c'erano più.  Tutta  la strada era coperto da palloncini rotti,  scorze di noci, castagne  e  fiori sfuggiti dalle braccia di qualcuno, tappi di birra.  Di nascosto delle suore  raccoglievamo sta roba. Forse  era un modo per portare con noi in quella prigione un qualcosa che ci ricordasse che fuori c'era il mondo? 
 Non saprei dire.


Appena rientrate si andava su in guardaroba. Togliere la divisa buona, sfilarci le scarpe buone e   pulirle. Rimetterci la divisa di tutti i giorni...un grembiule nero con una pattina sul davanti che si chiudeva con tanti bottoncini, colletto bianco e nastro rosso.  Scendere in refettorio, cenare  e  a letto.


Eravamo stanche di tanti Rèquiem aetèrnam ma anche per l'emozione di essere state fuori per un intero giorno. Sono certa che come me anche le altre ragazze nel proprio lettino si addormentavano  avendo  negli occhi le bancarelle, i palloncini, le castagne  e i bambini in braccio alle proprie mamme. Forse ogni ragazza nel suo lettino sognava la libertà?!
 Per me era un sogno ricorrente.



Adesso, il 2 novembre non dico che passa in osservato ma lo si vive diversamente. Non erano male le bancarelle fuori al cimitero almeno i bambini andavano col pensiero di avere a pazziarella.. (giocattolo) e forse anche i morti erano più contenti. Un po' di vita quel giorno entrava anche nella  loro casa eterna.
 Sempre così  silenziosa.


Ma da noi è rimasta la tradizione del torrone dei morti.Torrone  morbido di cioccolato ripieno di noci, castagne... come a voler  conservare l'antica tradizione delle bancarelle del torrone fuori al cimitero? 
 Solo che la bancarella  ha cambiato volto e posto..da noi le vetrine delle pasticcerie in questi giorni  sono piene di questo torrone. Nei pressi di casa mia c'è una cioccolateria artigianale e ogni anno  lo compro e ogni anno rispolvero i ricordi della festa dei morti.
La vita quando la  si racconta a distanza di anni anche le amarezze diventano poesia per il cuore.   Che strano!


Refettorio del mio collegio. Ogni arcata divideva i tavoli. Ad ogni tavolo 10 ragazze.
 In  questa foto si vede solo un'ala del refettorio.. l'altra non si vede.. Sul refettorio al piano di sopra  si trovava la camerta, della  stessa lunghezza  e larghezza, ma le camerate ne erano due..la prima e la seconda.
   Il pavimento del refettorio  è lo stesso ma è consumato. La venatura di verde s'intravede appena. Questo pavimento toccava a noi pulirlo.  Con le ginocchia a terra con  acqua  calda e soda e spazzoloni.  Ci alzavamo da terra con le ginocchie bianchissime e dolenti. 

Oggi Museo.

(Foto del refettorio presa dal web. 

Le foto del torrone prese da casa mia con la mia digitale).

25 commenti:

Tomaso ha detto...

Complimenti cara Rosy, questo riassunto del 2 novembre risveglia in me tanti ricordi cara amica.
Buona domenica con serenità.
Tomaso

Caterina ha detto...

Ciao Rosy,leggevo con commozione il tuo 2 novembre.Mi hai fatto ricordare a quelli miei di allora.Noi siamo andati ieri in giro dei cimiteri dove sono sepolti i nostri cari.
Buona domenica pomeriggio a te e alla tua cara famiglia.
Baci

zicin ha detto...

Cara Rosariella, mi hai commossa profondamente...
Le tue parole toccano le corde dell'animo e vi restano impresse per le emozioni che generi.
Perchè non raccogli questi tuoi ricordi e ne fai un libro?
Le tue esperienze ti hanno resa una persona straordinaria e di spessore notevole e nonostante tu scriva in prosa produci poesia.
Poesia che si espande libera e spontanea e si colora di infinite sfumature.
Sei bravissima... non mi stancherò mai di dirtelo...
- s e i b r a v i s s i m a -
Ti lascio un bacio ed un sorriso

riri ha detto...

Cara Rosellina questo percorso che hai fatto, intriso di ricordi lascia un alone di dolcezza..è vero, i ricordi assumono un altro aspetto, a volte ci vengono in mente solo i momenti belli ed ecco che i palloncini, le bancarelle riempivano i vostri sogni di fanciulle fuori dal mondo, ma per un giorno vive, sia pure in un cimitero a pregare..La vita insegna, dà e toglie, a te ha donato la saggezza e la ricchezza interiore che emergono proprio dai ricordi sofferti...da aloni, ma lasciati indietro..Sei un mito quando scrivi, lo sai?Ti voglio bene.

Gabe ha detto...

molto dolce questa rievocazione del 2 novembre.Ti abbraccio

il monticiano ha detto...

Te e le tue compagne avete fatto felici anche i defunti solo con la vostra presenza.
Certi ricordi non si potranno mai cancellare dalla mente.

ps. a me ogni 2 novembre viene in mente "a livella" di Totò che tu conosci bene.

Caterina ha detto...

Ciao cara, qui oggi si vedeva anche il sole di fine ottobre e domani Ogni Santi.
Mi sento ancora sotto l'influsso del tuo 2 novembre inciso nel cuore.
Un caro saluto e baci

Annarita ha detto...

Cara Rosaria, che cosa aggiungere alle belle parole degli amici che mi hanno preceduta?

Condivido i loro pensieri e le loro emozioni.
Sai pensavo che pur non avendo vissuto una infanzia difficile come la tua, non ho un 2 novembre così struggente da ricordare. Anzi questo giorno mi ha sempre suscitato un po' di malinconia.

Forse, quando si vive una dura realtà, anche un giorno come il 2 novembre può assumere un significato speciale e foriero di gioia. E' il tuo animo ricco, però, che ha saputo sublimare la realtà per trovare un viatico verso la speranza di una vita migliore, come poi è stato, in realtà.
Altri si sarebbero intristiti, tu invece hai saputo operare un miracolo, piccola e forte rosa.

Grazie di aver condiviso questa ricchezza.

Un abbraccio.
annarita

Caterina ha detto...

Ciao Rosy, questo giorno di Ognisanti ha portato per la nostra famiglia una triste notizia.Le strade di Dio sono inscrutabili. Grazie per la tua dolce presenza nel mio blog e per i saluti di San Francesco oltre quelli tuoi.
Un caro saluto e baci

Sandra M. ha detto...

La mia mamma ha passato la sua adolescenza in collegio...i suoi genitori si separarono e, nel 1934 era davvero un'altra storia rispetto ad oggi. .
Leggo e mi sembra di sentire i suoi racconti. E mi commuovo.

Caterina ha detto...

ciao cara, grazie per le tue parole.
Un forte abbraccio

rosy ha detto...

Tomaso il 2 novembre risveglia in tutti tanti ricordi.
Un abbraccio ciao.


Caterina, la commozione del 2 novembre appartiene a tutti, tutti abbiamo immagini e ricordi che ritornano e che quando si è bambine lo si vive diversamente, tutto quando si è bambine è diverso.
Un abbraccio ciao.


Zicin d'accordo sulla commozione ma sul bravissima è troppo magari, magari potessi scrivere un libro allora si, che salterebbero fuori tante sorprese..e non sai quante che alla fine si direbbe di me che sono una pallista;))
Un bacione e grazie per i complimenti che mi fai.
Un bacione Ciao.

Riri, col tempo ricordi si addolciscono, si mimetizzano quasi vergognosi i brutti e così i belli prendono volo e respirano...certamente, devo ammettere che il collegio mi ha tolto ma mi ha dato tanto..la prima mia società è stata lui e impari a vivere in piccolo le leggi che poi in grande troverai fuori allora serve solo un piccolo sforzo, ampliare la mente.
La saggezza quella mi manca mi è sempre mancata...ma una cosa è certa che la voce del cuore mi ha sempre accompagnata.
Un bacione ciao

Gabe , grazie del tuo passaggio e di aver letto. ciao

Aldo, come si può dimenticare c'è chi raccontando la propria infanzia i ricordi sono legati alla famiglia ma se devo parlare della mia per forza devo parlare del collegio..entrata a 4 uscita a 15-

La livella di totò una grande verità
Un fiore al grande artista che tanto ci ha divertito ma ci ha lasciato anche tanti spunti di riflessioni.

Ti abbraccio, ciao fratellne.


Annarita, anche il 2 novembre per chi vive una dura realtà acquista un altro valore...a noi bastava uscire tutta la giornata, rubare gli sguardi delle persone, il movimento della vita, quella vita che solo chi non la vive l'apprezza e noi apprezzavamo tutto del mondo esterno.
Devo dire che poi sono entrata nelle grazie di nostro Signore e ha fatto di me quella che sono ora, da sola non potevo farcela.
Un abbraccione, Grazie ciao


Sandra, capisco la tua mamma e capisco anche la tua commozione specie se mamma ti ha raccontato quello che si passa in collegio è una ferita sempre aperta .
Ciao


Un forte abbraccio a te Caterina ciao

riri ha detto...

Ciao cara Rosellina, oggi è proprio una giornata grigiosa, ma lo spirito è battagliero, allora mi accingo a portare giù il mio amico a quattro zampe ed a prepararmi per le eventuali chiacchiere con amici di cani:-) Un bacio
ps. vorrei che tu scrivessi quel libro..hai già iniziato? Sarebbe molto interessante, ne sono sicura:-)

nina ha detto...

Ciao Rosy
Bellissimo racconto: molto vivo e palpitante. Sappi che ci andavo anch'io, con le suore e le "orfanelle" al cimitero per la festa dei morti, ma da esterna. Era bello anche per noi: una passeggiata tutta in salita con corse in avanti e indietro. Un pieno di emozioni tra le tombe...
Poi al ritorno si andata tutti dalle suore che ci offrivano le patate bollite.
Ultimo pensiero: la parola "orfanelle" per noi era come un nome proprio, non aveva nessuna attinenza con il suo significato, e chi di noi, frequentando l'Oratorio, riusciva ad entrare in contatto con qualcuna di loro ne era orgogliosa come chi ha accesso ad un mondo parallelo e segreto.
Un abbraccio
Nina

Caterina ha detto...

ciao cara mia, ora solo un buon giorno anche a te + un abbraccio

rosy ha detto...

Riri, meglio che non scrivo nessun libro e e sai perchè la prima a commuovermi sono io..Ogni tanto scriverò qualcosa per voi e per me.
Buona passeggiata con pokerino.
Ciao e bacio rosa di maggio.

rosy ha detto...

Nina, quello che hai detto è vero, le ragazze esterne guardavano il nostro mondo di interne affascinate e si sentivano orgogliose se noi le davamo un po' di confidenza e volevano sapere tutto della nostra vita, di come mangiavamo, se le suore ci picchiavano, questo loro interesse per noi certe volte ci divertivamo tanto.

Raccontavamo delle cose
inimmaginabile tipo tortura
loro sgranavano gli occhi
e restavano con la bocca aperta.
ma quante ne combinavamo le suore si illudevano che con il loro modo di fare avevano raggiunto ordine e disciplina, apparentemente era così
ma noi navigavamo sotto.
Povere suore e povere noi...
Ma ho anche dei bei ricordi e uno lo racconterò perchè a distanza di anni mi da la stessa gioia, anzi forse di più..
Nina tu sei stata con le suore ma da esterna beate voi esterne come vi invidiavamo.

Bacione ciao ninetta.

Nicolanondoc ha detto...

Ciao Rosy, un abbraccio..il torrone lo mangerei volentieri:-)Il tuo bel post mi fa ricordare di quanto ero monello da piccolo, ma per poco tempo, come sai ho iniziato a lavorare a 10 a.
Davide è in Vietnam e mi ha mandato la foto e gli auguri, naturalmente è stata la prima telefonata che ho ricevbuto ieri, sembrava sotto casa:-) Baci

riri ha detto...

Un bacio, un caffè, un sorriso e tanta musica:-) Ti invio una mail con Bach

rosy ha detto...

Riri, grazie sto ascoltando la musica mentre traffico in cucina
ieri sono stati 11 amici di Luca a vedere la partita del Napoli ho fatto 7 kili di ali di pollo e un sacchetto di patatine di 5 kili fritte e formaggio
Adesso sto in cucina a mettere a posto meno male che ho la lavastoviglie che mi aiuta.
Bach bellissimo grazie sei un amore.
Bacioni

rosy ha detto...

Buona giornata di cuore a te Caterina..
Ti abbraccio.

Caterina ha detto...

Ciao cara amica, oggi é un altro giorno e la vita va avanti. Poiché c'é pausa ancora a scuola ho cucinato per G. e anche per la coppia di Colombi.
Un forte abbraccio da Ungheria

rosy ha detto...

Un forte abbraccio dall'Italia all'Ungheria!
Ciao, Caterina.

Angelo azzurro ha detto...

Quanto mi miace questo tuo modo di condividere! Per me è un ascoltare come se fossimo sedute ad un tavolino a berci il tè e a scambiarci ricordi. Che bello! Non smettere Rosy, anche se arriva la stanchezza per il blog ( a me sta capitando)pubblica ancora, magari più di rado, quando avrai voglia, ma pubblica. Io, lentamente, arrivo.

rosy ha detto...

Un abbraccio e grazie.
me lo auguro di tutto cuore di poter continuare

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