sabato 18 giugno 2011

San Gennaro

 Episodio  tratto dall'ultimo libro
  "Tutti i Santi me compreso"
 di Luciano De Crescenzo.


San Gennaro: si festeggia il 19 settembre.
Protegge:gli orafi e i donatori di sangue.
E' patrono: di Napoli, Benevento e Notaresco ( Teramo)



I napoletani sono un popolo pieno di devozione cristiana ma non hanno mai veramente abbandonato le tradizioni pagane. Sono sempre rimasti un po' politeisti. E' proprio l'idea di Dio, del Dio che è uno che noi napoletani facciamo fatica a digerire. Prendete i protestanti , quelli appena hanno un guaio, anche piccolissimo, dicono subito: "My God" Noi non diciamo mai "Mio Dio", preferiamo rivolgerci a qualcuno di più preciso, per questo invochiamo i santi, quelli di provata efficacia e sopratutto specializzati nel settore della grazia che viene richiesta. E visto che san Gennaro ha dimostrato buoni risultati quando è stato chiamato per le eruzioni del Vesuvio, i napoletani gli sono eternamente grati. In certi particolari si sceglie di rivolgersi alla anime del purgatorio. Qui qualcuno può obbiettare: è perchè non a quelle del paradiso, non sono influenti, più introdotte? Ma il punto è proprio questo e i napoletani lo sanno: Le anime del paradiso se ne fottono, ormai vivono la loro estasi celeste, hanno raggiunto l'obbiettivo e di quello che succede quaggiù non gliene importa niente. Invece le anime del purgatorio lottano ancora, hanno bisogno delle preghiere. E allora nasce lo scambio, la convenienza reciproca. Noi preghiamo per loro, per la redenzione definitiva, e loro intanto pregano per noi, per farci prendere Un Superenalotto o un posto fisso.

Circa una quarantina di anni fa la chiesa di Roma fece capire che all'esistenza di san Gennaro non credeva troppo.
" Abbiamo tanti dubbi. lo eliminiamo anche dal calendario."

La curia di Napoli si offese e si fece sentire:
 " E noi ai napoletani che diciamo? Nun pazziammo. San Gennaro c'è stato,  san Gennaro ci deve essere."

Tutto questo succedeva dopo il Concilio Vaticano secondo. La commissione formata da vescovi e teologi  chiamata Congregazione dei Riti decise che le notizie su san Gennaro erano poche e quelle poche erano anche sospette. I resoconti sul suo martirio non erano attendibili. Perciò,  con la riforma liturgica del 1969 il titolo di santo veniva revocato. Una situazione piuttosto imbarazzate nella quale Gennaro non si trovava nemmeno da solo; al suo fianco c'erano santa Veronica, santa Filomena e qualcun altro, Quando la chiesa napoletana alzò la voce, il Vaticano le venne un po' incontro:

Voi questo san Gennaro lo volete proprio?
E va bene lo rifacciamo santo e ve lo ridiamo. 
Però ve lo tenete voi. 
 Il suo culto da questo momento
 avrà una diffusione esclusivamente locale.
San Gennaro diventava un santo minore,
 un santo ammaccato, un santo di serie B.

Il primo pensiero che venne in mente ai napoletani fu:

 "Gesù, vuoi dire che mo il santo si è offeso?"

Bisognava consolarlo, e sui muri della città apparvero delle scritte per tirarlo un po' su, questa rimase celebre:

SAN GENNA' FUTTATENNE.

Ecco perchè dicevo che a noi non importa se è esistito o no. Certo, i napoletani possono sembrare un popolo di creduloni che si fida della leggenda di san Gennaro e del suo sangue. Ma perchè, gli altri italiani sono più furbi? Se veramente i napoletani sono fessi, non superano la media nazionale. Come la mettiamo coi segni zodiacali? Ditemi voi se sono più tondi i napoletani che credono al sangue che si scioglie al quale possono assistere in diretta, o sono più chiodari (babbei) quelli che sperano di innamorarsi perchè Venere è entrato nella bilancia.

Di Gennaro parlano comunque gli Atti bolognesi e gli Atti vaticani. Raccontano di un vescovo di Benevento vissuto a cavallo tra il terzo e il quarto secolo. Sembrerà incredibile, ma non conosciamo nemmeno il suo nome vero. Gennaro era in effetti una specie di cognome, il nome gentilizio che si usava in epoca romana e che apparteneva alla famiglia. Siccome lui faceva parte della gens Ianuaria, ha finito per tenersi addosso quel nome per sempre. Dalla stessa gens nacque proprio in quel periodo anche il vescovo di Cartagine, che venne  a morire da martire in Italia. Si chiamava Gianuario e decise di predicare Cristo nell'Italia meridionale. Fu Leonzio, il magistrato che risiedeva a Potenza, a ordinare che fosse imprigionato e ucciso. Gianuario riusci a rifugiarsi nella località di Marsico Nuovo, dove però fu preso e decapitato. Si raccontava che la sua testa riusci ugualmente a restare viva e parlare ai soldati che l'avevano appena ammazzato.

Secondo una versione Gennaro nacque a Napoli secondo un'altra in Calabria, sulla cima del monte Poro, nella zona di Vibo Valentia. Pare che  il padre fosse un guardiano di porci e che in gioventù anche a Gennaro fosse toccata quest'attività, prima di dedicarsi agli studi e di scegliere il sacerdozio. L'episodio decisivo della sua vita avvenne quando era già vescovo di Benevento. Si trovava a Pozzuoli, dove il capo dei cristiani di Miseno, il diacono Sossio, era andato a predicare. Ma anche in questa storia c'era un personaggio col ruolo del cattivo. Si chiamava Dragonio ed era il proconsole romano in Campania. Applicava in modo inflessibile le leggi sulle persecuzioni religiose volute dall'imperatore Diocleziano:

"Arrestate questo Sossio" disse alle sue guardie " e mettetelo immediatamente a morte."

Gennaro a pozzuoli non era solo: lo accompagnava il diacono Festo e il lettore Desiderio. E' difficile capire perchè, ma la notizia  dell'arresto di Sossio mise Gennaro quasi di buon umore. Lo scrivono gli Atti bolognesi: Egli ne godette e corse a consolarlo.
Che ci fosse anche lui a Dragonio non sembrò vero e ordinò di arrestare tutto il gruppo. Del resto, le celle si sarebbero svuotate in fretta. Il proconsole fece condurre nell'anfiteatro Gennaro Sossio e i loro amici:

"Li faremo sbranare dagli orsi."

Già sognava uno stadio con il pienone e un pubblico molto divertito. Ma qualche giorno prima dell'esecuzione sentì odore di ribellione popolare. Gli riferirono che ai sudditi non piaceva l'idea che il vescovo e i suoi amici venissero ammazzati pubblicamente. Dragonio rinunciò allo spettacolo con gli orsi e i cristiani, ma certo non alla condanna a morte, e la mattina del 19 settembre 305 ordinò:
" Siano tutti decapitati, oggi stesso, nella zona della Solfatara.


Quel giorno, a poco più di trent'anni si spense la vita di Gennaro e si accese la leggenda dei suoi resti. Il suo sangue è tutt'ora conservato nel Duomo della città in due ampolle, nelle quali si scioglie tre volte l'anno: all'inizio di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre. Il canonico napoletano del XVI secolo Paolo Regio vescovo di Vico Equense racconta che fu una donna di nome Eusebia a raccogliere il sangue del santo dopo il martirio. I cristiani dell'intera provincia furono subito devoti all'ex vescovo di Benevento e nessuno ricordò più il povero sant'Agrippino, che era il patrono ufficialmente attribuito a Napoli dalla Chiesa.

L' amore per il santo ricorda quello che Napoli ha per Maradona, che è diventato un altro patrono cittadino: di lui c'è sempre un'immagine nei vicoli e nelle case.
Negli anni in cui giocava per il Napoli gli dedicai alcuni versi:

San Gennà, non ti crucciare
Tu lo sai, ti voglio bene
Ma na finta e maradona
Sguaglia o sangue dint'e vvene.
( da cosi parlò Bellavista)

(Ho  comprato e letto on-line ( veramente mi è stato regalato da mio genero,  e non sapevo che si possono comprare e leggere libri on-line)  l'ultimo libro di  Luciano De Crescenzo   Non credo che all'autore dispiace se posto la storia di San Gennaro. Molto bella!  De Crescenzo è un altro personaggio napoletano, che  è nel cuore  dei napoletani).

Buon fine settimana a tutti i naviganti della rete con  Luciano de Crescenzo e da me.


Impariamo a conservare anche se io sono l'ultima a poter dare consigli del genere. Personalmente le candeline dei compleanni le buttavo sempre,  mi ero convinta che quelle dell'anno prima portassero sfortuna. Mio marito mi diceva sempre: tu si scem!  Forse aveva ragione,  ma tu  va a capire la mente umana.

13 commenti:

  1. Secondo me hai fatto bene,anche De Crescenzo te ne sarà grata,perchè comunqe un buon libro ha bisogno di essere letto ma anche di essere conosciuto.
    Mi sa che lo comprerò anch'io,cartaceo,sono una inguaribile abitudinaria,e poi starà bene in compagnia dei suoi fratelli....
    Ciao Rosy,-Ancora nonna babysitter?Una felice domenica.

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  2. Chicchina, compralo è favoloso!
    Anche perchè devi continuare la
    raccolta...
    Credo anch'io che De Crescenzo ne sarebbe contento, in fondo è pubblicità al suo libro anche se vanno a ruba.

    Si, la nonna beby-sitter continua lunedi.
    Adesso riposo.

    Una serena domenica a te e a tuo figlio.
    Bacione ciao.

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  3. De Crescenzo è un vero filosofo! I suoi scritti ne danno ragione.

    Molto interessante la storia di san Gennaro. Che sia veramente esistito non è poi fondamentale. Quello che conta è la voglia delle persone di credere in qualcosa che per loro abbia un significato e che in fondo li rappresenti.

    Grazie dell'assaggio del libro.

    Un bacione buona domenica.

    annarita

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  4. ciao Rosy, mi sono gustata il racconto su S. Gennaro ed anche il video sulla "fretta"
    La simpatia e la creatività dei napoletani è veramente unica!
    un abbraccio
    Nina

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  5. Cara Rosy, che bel post, mi hai fatto venire voglia di leggerlo. Ti confesso che non conoscevo tutte queste informazioni
    De Crescenzo mi piace molto per il suo modo di esporre le cose e per la sua filosofia di vita.
    Bello anche il video... quello lo conoscevo e l'ho rivisto con piacere.
    E si, oggi si butta tutto... usa e getta.
    Ti auguro una felice settimana.

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  6. Bravissimo De Crescenzo ma brava anche tu Rosy.
    A proposito Rosy, anche se non sono napoletano, che ne dici San Gennaro me lo farebbe un favore anche a me? Sììì! E allora glielo chiedo: San Genna', stanotte fa' spari' tutti i rifiuti da Napoli e dintorni. Grazie.

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  7. ..Cara Rosellina, per le candeline, ebbene, le conservo anch'io, anche se sono solo a metà..per il Santo,che dirti? Hai fatto un post bellissimo, De Crescenzo sarebbe contento di leggerlo..Il Santo in questione è intoccabile, come appunto il grande Dieghito, pensa che ancora adesso me lo sogno Maradona, che viene a pranzo da me in elicottero:-) San Gennaro mi fece conoscere il Duomo, da bambina, e per anni ho fatto lunghe code il 19/9 per assistere al miracolo, poi mio padre si chiamava proprio come il santo (ironia del destino), un grande devoto...Emozioni me ne ha date ed ancora ogg, quando faccio un giretto a Napoli, passo dal duomo.
    Baci, un grazie grande quando un grattacielo ed un caffè, telo porto personalmente:-) Mitica fanciulla.

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  8. Povero San Gennaro che oggi a Napoli tutti invocano per fare un miracolo, far sparire la spazzatura! Ci giurerei...
    Non funziona, e neanche un vero santo, quelli di serie A, ci riuscirebbe, compreso il Padreterno. Già! con quello che succede col calcio-scommesse, dire di serie A è una bestemmia.

    Rosà, qui ci vuole un altro da venerare, chissà uno della "sponda" opposta, dell'inferno. Come quel "Landru" del film "Totò e le donne" in cui Totò, che impersona Scaparro, esaperato dalla moglie, passa le notti in soffitta abbandonandosi ai ricordi. Qui può fumare in pace i suoi sigari, leggere libri e accendere ceri al "protettore" dei misognini, il pluriomicida Landru, un assasino seriale veramente esistito.

    Durante la prima guerra mondiale, Monsieur Landru trova un modo originale per mantenere la propria famiglia: attira con annunci matrimoniali donne sole dotate di un discreto patrimonio, le conduce nella sua villetta di campagna e, non appena riesce a farsi nominare loro erede, le uccide e le brucia nella stufa a legna. Finché viene riconosciuto dalla sorella di una delle vittime ed imprigionato. Il suo processo coincide con la firma dei trattati di pace e Clemenceau fa in modo che le notizie sul "mostro" abbiano il massimo rilievo sulla stampa, in modo da distogliere l'attenzione dalla sofferta Conferenza di pace.

    Ps: Grazie per Cenerentola di Emanuele Rubini.

    Un caro abbraccio,
    Gaetano

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  9. X Annarita:De Cescenzo è un filosofo bravo anche se è un matematico mancante.

    La storia di San Gennaro è strana molto!
    L'importante e come attesti tu-
    L'importante che i napoletani ci credono e avranno anche le loro ragioni.

    Ma il fatto che Napoli è sempre nell'occhio del mirino
    ma fa pensare che sant'Agrippino si sia offeso e si sta prendendo dall'alto la sua rivincita?
    Con tutto il rispetto per il santo.

    Bacione, Buona settimana Ciao


    x Lina-solopoesie:
    Buona settimana Lina bacione



    X nina:il napoletano è famoso in tutto nel bene e male
    ma è un popolo di grande vedute e di spazi mentali illimitati, con tutta una loro filosofia.
    Ciao nina e buona settimana abbraccio.





    zicin: il post bello è tutta opere di De Crescenzo
    Neppure io conoscevo la storia del santo ma non è possibile fare e disfare i santi come se fossero cose..
    questo mi ha lasciata un po' da pensare.
    In conclusione san Gennaro è solo per voi napoletani.
    Bacione e buona settimana.
    ps compra il libro e ti divertirai.
    Più in la, posto un altro santo.






    il monticiano: Alduccio hai detto bene ma non è possibile! la storia dei rifiuti a napoli puzza più dei rifiuti stessi
    Sa Gennà e fa sta grazia a questa bella città, bella è martorizzata.
    Noi qui a Caserta funziona ancora tutto ma viviamo con la paura.
    Un bacio alducio e buona settimana.


    riri: per acchiappare il tuo bacio ho dovuto scalcare il grattacielo ma ci sono riuscita.
    Belli i tuoi ricordi di bambina.
    Mi fa piacere di averti regalato tanta emozione.
    Un bacione e che san Gennaro ci aiuti...ma sta storia che questo santo appartiene solo a voi mi da pensiero e non poco.
    Buona settimana.Ciao.


    Lina-solopoesie: si lina è stato tutto molto bello e commovente...si sono festeggiati i 25 anni dell'Avis e
    onore ai donatori di sangue.
    Bacio ciao.


    Un abbraccio e bacio circolare a tutti.

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  10. Gaetano: qui a Napoli urge un altro santo uno serie A
    Come dicevo ad Annarita forse sant'Agrippino si è offeso un pochetto e si sta un po' divertendo dal paradiso.
    La santità è santità e va rispettata.
    Mi sono convinta che forse il napoletano ha un pochino sbagliato
    Si poteva venerare l'uno e l'altro.
    Io non sapevo neppure che esiste sant'Agrippino, un santo dimenticato non è giusto.

    Prego, Gaetano.
    Non c'è bisogno che ringrazi per il video. la mia bacheca è per le amiche e amici.

    Di nuovo complimenti.

    Un abbraccio da caserta.Ciao

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  11. Macchè! 'n Paravise ce vonne Dduje viecchie prufessure 'e cuncertino! Ate che Crescenzo filosofo e San Grippino 'ncazzato. Siente ccà Fausto Cigliano che canta e sona a chitarra [http://www.youtube.com/watch?v=8pNbySJb8mw] e po' vid' che tutta a munnezza 'e Napule nun ce sta cchiù!

    Duje viecchie prufessure 'e cuncertino,
    nu juorno, nun avevano che fá.
    Pigliájeno 'a chitarra e 'o mandulino
    e, 'nParaviso, jèttero a suná:

    Ttuppe-ttù... - "San Pié', arapite!...
    ve vulimmo divertí..."
    "Site 'e Napule?! Trasite!
    e facitece sentí..."

    "V'avimm''a fá sentí doje, tre canzone,
    ca tutt''o Paraviso ha da cantá:
    Suspire 'e vase...Museca 'e passione...
    Rrobba ca sulo a Napule se fa...

    E 'a sera, 'nParaviso, se sunaje
    e tutt''e Sante jèttero a sentí...
    'O repertorio nun ferneva maje:
    "Carmela, 'o Sole mio, Maria Marí'..."

    "Ah, San Pié', chesti ccanzone,
    sulo Napule 'e ppò fá...
    arapite stu barcone:
    'A sentite 'sta cittá?...

    E, sott''o sole e 'a luna, vuje sentite
    sti vvoce, ca só' voce 'e giuventù...
    Si po' scennite llá, nun 'o ccredite?!
    Vuje, 'nParaviso, nun turnate cchiù!..."

    Ma, doppo poco, da 'a malincunía
    'e viecchie se sentettero 'e pigliá:
    Suffrévano nu poco 'e nustalgía
    e, a Napule, vulèttero turná:

    "Mo, San Pié', si permettite,
    nuje v'avimm''a salutá..."
    "Site pazze! Che dicite?
    Nun vulite restá ccá?!"

    "Nuje simmo 'e nu paese bello e caro
    ca tutto tène e nun se fa lassá:
    Pusìlleco, Surriento, Marechiaro...
    'O Paraviso nuosto è chillu llá!"

    Gaetano

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  12. Hai ragione. ma lo sai che Fausto Cigliano era il figlio della cugina di mia Suocera?
    Cigliano era il papà e la mamma De Masi come mia suocera tutte e due di Airola.
    Si scrivevono le cugine.
    Ecco spiegato perchè la vena canterina della famiglia.
    sta nel DNA

    Credo che in paradiso si canti Gaetano non solo gli inni liturgici ma di tutto.
    Altrimenti che paradiso sarebbe.
    Di questo ne sono convinta

    RispondiElimina
  13. Ciao Rosy, il vostro San Gennaro rimane per sempre perché vive nel cuore del popolo ed é un simbolo vero di Napoli:)).Mi piace molto il tuo post.
    Baci e buona notte nonnina

    RispondiElimina

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