giovedì 30 settembre 2010

Caro Gaetano si dice che le cose...

 ...belle vanno esposte.. ed è vero


Questo tuo commento, scritto nel post precedente, è bello  e cosi
dedico un post a te e alle tue parole, che sanno sempre arrivare al cuore.
 Grazie


Gaetano ha detto...


Cara mia Rosaria, se ci fosse solo il bene, saremmo tante pecorelle al pascolo. Ci sarebbe un buon pastore a pensare al resto, prima fra l'altro far ricrescere l'erba. Saremmo dei contemplanti della luce di Dio, l'analoga della presenza del buon pastore anzidetto. Ed è la prefigurazione del biblico Eden.
Ora rifletti sulla condizione degli esseri in questo Eden? È come se non esistessero con la loro coscienza perché non debbono pensare a nulla, come quel giglio del campo che cresce e a questi provvede Iddio, a detta di Gesù nel Vangelo. Aggiunse che noi valiamo più del giglio agli occhi di Dio.
Non pensando a nulla, poiché il bene è assicurato, la mente è inattiva, come immaginare che non ci sia affatto. Anzi, la mente non esiste affatto, non è stata nemmeno creata, non avendo senso il contrario per il suo creatore, non ti pare Maria?
Cosa è avvenuto di grandioso con l'avvento del male, da prefigurarli nel serpente dell'albero edenico, dai frutti proibiti? È avvenuta la nascita (e non la creazione) della mente ed è solo così che l'uomo ha cominciato a pensare. Rifletti sulla "costola" di Adamo con la quale è stata generata (e non creata) Eva: é lei la Mente! Di qui la locuzione "Cogito ergo sum", che significa letteralmente "Penso dunque sono", l'espressione con cui Cartesio esprime la certezza indubitabile che l'uomo ha di se stesso in quanto soggetto pensante.


L'avvento del serpente edenico perché non prefigurarlo in una madre che si preoccupa del suo bambino assai discolo e così, pur soffrendo lo minaccia? Anzi di più, lo dispone in un collegio dove la disciplina è rigorosa, dove si arriva anche alla pena corporale quando si trasgredisce. Così era nel passato la vita in certi collegi destinati a poveri orfani.
Solo così l'uomo ha potuto "riconoscere" il suo Creatore, lodarlo, amarlo e benedirlo. In questo senso ha cominciato a distinguere il bene dal male e fare le sue scelte non senza sofferenza generatrice di dolore. Ecco che si profila l'evangelica "via stretta", l'unica per fissare in noi il "sigillo" che assicura l'uomo lo svincolo dall'ignoranza più che il male.


Ignoranza che era la stessa in potenza dell'uomo edenico senza mente.
Solo con la mente capace di tutte le scelte, l'uomo non è più ignorante, ma senza l'amore in grado di olocausti personali, non sarà mai rivolto alla corona divina che sempre l'aspetta. Tuttavia per ogni creatura che esiste ed è esistita, c'è una corona in attesa.
Buon mattino,
Gaetano
**********


  Caro Gaetano, la via stretta impone un solo tragitto visto solo da chi lo percorre, ed è proprio in questa solitudine dell'animo, che la mente non raramente si mette in comunione con la stessa sua  anima, e piano piano ci si  accorge che tutto quello che di buono fiorirà  in questa via stretta è un canto silenzioso alla vita,  all'amore e a Dio Sai cosa ti dico caro Gaetano, ho amato la mia via stretta e mi è  cara. in lei ho scoperto tutte le meraviglie di questo mondo, ma quelle che non si vedono
Più stretta è la via, più ampi sono i pensieri dell'animo . Sceglierei mille volte questa via che tanto mi ha dato in bellezza e in verità


Un commento bellissimo il tuo che andava postato


Grazie bacione e buona giornata.


PS ringrazio l'orfanatrofio, dove sono cresciuta dai 4 a 14 anni, dove il mio animo di bambina, conobbe il vero dolore,  ma non solo il mio, anche quello delle mie compagne. In quel posto imparai la solidarietà, la complicità, quella buona, la lealtà,  imparai a rifugiarmi in Gesù, imparai il silenzio, quello dell'anima. Mi circondai del buono per scacciare il male, hai ragione, non sempre dal male nasce il male..ma una nuova coscienza si  Fu in quel  mattatoio di piccole anime che la mia si trasformò a mia insaputa.
Solo dopo capi,  oggi ringrazio tutte le lacrime versate, che hanno innaffiato  il mio prato interiore, che si vesti di verde e di speranze buone. Ho  camminato  nella vita cercando di non  ferire  mai nessuno, ricordando le mie ferite ma  non lo  so se ci sono riuscita. Li in quel collegio è fiorita la mia anima.


Spisso o male port o bbene..le parole della canzone
 di Aurelio Fierro da te citate, sempre,nel post precedente.

2 commenti:

  1. Rosy,non trovo parole idonee a commentare questo bellissimo post,solo grazie

    RispondiElimina
  2. Grazie a te cara gabe
    il merito è tutto di Gaetano di questo post, nato dalle sue parole.
    Buona giornata
    grazie
    ciao.

    RispondiElimina

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