LA F.LLI LOMBARDI MARMI
MEMORIA DI UNA RINOMATA DITTA BRESCIANA
Il trasporto del masso di Botticino
Non c’è un vero buon carro nella storia del genere umano, che in qualche modo non sia stato legato a difficili prove da superare. Mi viene in mente quello dell’Orsa Maggiore, la costellazione in prossimità del Polo Nord galattico, che la mitologia accosta all’infelice Callisto. Un’indicazione assai significativa, considerato che i navigatori da questa risalgono alla stella polare, indispensabile per ben procedere. Mi domando perplesso se dovettero essere questi stessi presupposti per concepire una ideale “Italia Polare” all'indomani dell'inizio Novecento. E dove individuare il carro che fu necessario per simile impresa.Nei fatti pratici – secondo una mia visione – ci fu l’ideale carro, quello che servì per il trasporto del marmo per la statua della «Dea Roma» da porre al centro del monumento del Milite Ignoto sul Campidoglio e tanti altri carri che lo seguirono per far erigere questo monumento. Fu scelto il marmo di Botticino poco distante da Brescia che, nella foto seguente, si vede disposto su un carro ferroviario in attesa della partenza per Roma.



2: Roma. Tomba del Milite Ignoto, monumento a Vittorio
Emanuele II.


3: Dettaglio del Sacrario romano. La
Dea Roma.
Per questo grandioso monumento, progettato dall’architetto Giuseppe Saccone, la ditta rezzatese si impegnò a fornire circa 11000 m3 di marmo di Botticino e di Mazzano, altra località poco distante. Il monumento, dedicato al Re Vittorio Emanuele II, fu felicemente completato e a tutt’oggi è ciò che conta per
gli italiani quale sacrario di superni valori patri, eretto proprio là sul colle del Campidoglio ove iniziò la storia di Roma leggendaria. Riguardando il carro della foto, si è pervasi da un solenne e misterioso rituale. Pare una sorta di vascello su cui è stato delicatamente adagiata una principessa dormiente, adombrata fra veli discreti. Ed è prossima la partenza, ma il luogo di destinazione non sembra appartenere al presente: un presagire di un mondo nuovo, non privo di sensazioni funeste. Mi sovviene l’irreale approdo ad Itaca di Ulisse mercé il provvido aiuto dei Feaci:
«(…)balzar tosto a terra
«(…)balzar tosto a terra
i rematori; e poi sùbito Ulisse,
così com’era, in alto sonno avviluppato,
tolsero dalla nave e chetamente
il posar su l’arena. (…)»
(Odissea XIII,
135 139)
E poi il mio pensiero mi porta a considerare il lato del mistero che avvolge l'idea della pietra “lavorata dai costruttori”, assai somigliante a quella della «Dea Roma» come emblema di profondi valori. Si capisce che alludo alla leggendaria “pietra filosofale” degli alchimisti e anche “pietra d'angolo” di evangelica memoria.Pietra che viene chiamata in tanti altri modi e che si lega al destino delle opere, scultoree nel caso delle pietre della terra bresciana di Botticino e dintorni, come significativa metafora storica legata alle vicende dell'Italia. A questo punto mi domando perplesso: cosa potrei io, modestissimo cantore di italiche cose bresciane suggellate nella pietra, aggiungere per fissarne la luminosità e così dar rilievo alle patriottiche supposizioni potenziali emergenti dal trasporto del masso di Botticino e di tutta la sua corte di innumerevoli pietre che lo seguirono alla volta di Roma? Del mio presente non ravviso nulla in modo personale che sia degno di tanto onore. Tuttavia, nel passato decennio, guarda caso, di significativo dopo alterne vicissitudini di forzata inattività lavorativa, come naufrago sono approdato alla Ditta Fratelli Lombardi Marmi in dissesto, di Rezzato. Per quasi quattro anni, fino al trasferimento dell'azienda ad altro imprenditore, avvenuta all'inizio del 1993, sono stato il direttore tecnico, l’ultimo, che il destino ha deciso di porre per il tempo necessario onde mettere in salvo ciò che di preziosità “intima” vi era riposta perché non ne andasse perduta la memoria. Forse è così che doveva essere suggellata la fiamma insita nel Carro del Masso di Botticino per la Dea Roma.
Lo so, il mio è un parlare inconsueto che oggi non trova appigli, ma non credo che sia così raro sentire da altri, cose del genere. Sta di fatto che la ditta Fratelli Lombardi, da diversi anni esclusa dalla scenario imprenditoriale, sussistendo solo le sue cave in mano, però, di estraneo altro imprenditore, sia da comprendersi anch'essa come “milite ignoto” fra i tanti del Sacrario romano. Chissà proprio in seno alla statua della Dea Roma. Mi sono chiesto, cosa potrei io, aggiungere per fissarne la luminosità? Sì, una cosa posso fare ed è quella di raccontare la storia della Ditta Fratelli Lombardi che mi ha visto come ultimo nocchiero, per certi versi dell'oblio.

Lo so, il mio è un parlare inconsueto che oggi non trova appigli, ma non credo che sia così raro sentire da altri, cose del genere. Sta di fatto che la ditta Fratelli Lombardi, da diversi anni esclusa dalla scenario imprenditoriale, sussistendo solo le sue cave in mano, però, di estraneo altro imprenditore, sia da comprendersi anch'essa come “milite ignoto” fra i tanti del Sacrario romano. Chissà proprio in seno alla statua della Dea Roma. Mi sono chiesto, cosa potrei io, aggiungere per fissarne la luminosità? Sì, una cosa posso fare ed è quella di raccontare la storia della Ditta Fratelli Lombardi che mi ha visto come ultimo nocchiero, per certi versi dell'oblio.

4: Uno dei trascorsi aspetti della cava di Botticino.


5: Visione dall'alto del vecchio stabilimento di Rezzato
La Ditta Fr.lli Lombardi è stata tra le più antiche del mondo nel campo della escavazione e della lavorazione dei marmi. Nata nella prima metá ell'Ottocento dalla valentia di due grandi scultori, i fratelli Giovita e Giovan Battista Lombardi, ha via via allargato la propria attività, grazie soprattutto alla lungimirante iniziativa di due intraprendenti personaggi della famiglia, il cav. Davide ed il comm. Carlo. Ed è a questi ultimi che si deve l'espansione della Ditta da una struttura prevalentemente scultorea ad una fisionomia industriale di risonanza internazionale. Attraverso il tempo la lavorazione del marmo, pur valendosi di sempre più avanzate tecnologie, ha dovuto tener conto di fattori che ne costituiscono nello stesso tempo la difficoltà ed il fascino. Da un lato ogni materiale ha le sue qualità, le sue doti di adattabilità ed i suoi limiti di impiego; di più, ogni blocco ha le sue caratteritiche di saldezza, colore e misura, che ne determinano per così dire il destino. Dall'altro lato, l'impiego del marmo è sempre stato richiesto per opere, applicazioni, usi, che pur rappresentando la solidità stessa, devono piegarsi alle forme ed alle cromie che la fantasia dell'uomo intende esprimere nel costruire. È logico quindi che maestria personale e fantasia di forme e colori siano sempre state richieste a chi doveva provvedere alla produzione e alla lavorazione dei marmi. Per questo le aziende marmifere sono state quasi sempre legate a presenze personali. La Ditta F.lli Lombardi ne fu un tipico esempio: attingendo alla tradizione familiare ed avvalendosi della maestria dei propri collaboratori, ha fatto conoscere in tutto il mondo il fascino del Botticino Classico in straordinarie realizzazioni. Tra la fine del 1800 e la prima parte del 1900 la Ditta F.lli Lombardi ha eseguito lavori di notevolissima importanza per mole e qualità, tra i quali fanno spicco il monumento a Vittorio Emanuele II (Altare della Patria) in Roma, che ho mostrato all'inizio, quale emblema di prestigioso valore patriottico. E poi fa seguito, un considerevole numero di opere, il Museo Oceanografico di Monaco Principato (foto 6 e 7), il Municipio di Vienna, il Palazzo di Giustizia in Roma (foto 8), il monumento al Gen. Miguel Gomez all'Avana, lavori che hanno comportato via via l'impiego di decine di migliaia di metri cubi di materiale. Altri notevoli lavori emergono dal «curriculum» operativo della Ditta: l'Ospedale Maggiore Niguarda, il Palazzo di Giustizia di Milano, la sistemazione della Piazza Vittoria in Brescia, il lavoro per la sede dell'OMS di Ginevra, altri importanti Palazzi in Ginevra, il Palazzo del Sultano in Jeddah Arabia Saudita (foto 9), il Goldhill Square di Singapore (foto 10) e numerose ulteriori realizzazioni.


6: Monte Carlo. Museo

7: Trasporto in stazione delle colonne destinate al Museo


Una foto d'archivio
Cerimonia nel Cantiere Fratelli Lombardi di Rezzato per la conclusione dell'opera scultorea della statua di S.S.Pio XI. Fu eseguita in marmo di Botticino su modello dello scultore Castiglioni di Milano. La statua si trova nel Seminario di Venegono (Milano).
Oceanografico. Atrio e gruppi
“Progresso” e “Verità”.

7: Trasporto in stazione delle colonne destinate al Museo
Oceanografico di Monte Carlo.

8: Roma. Parte del cortile d'onore del Palazzo di
Giustizia in marmo di Botticino.

9: Jeddah di Arabia
saudita. Palazzo del
Sultano.

10: Singapore.Centro
Commerciale Goldhill
Square.

Una foto d'archivio
Cerimonia nel Cantiere Fratelli Lombardi di Rezzato per la conclusione dell'opera scultorea della statua di S.S.Pio XI. Fu eseguita in marmo di Botticino su modello dello scultore Castiglioni di Milano. La statua si trova nel Seminario di Venegono (Milano).
Un ultimo sguardo voltandomi
Ho iniziato questo scritto da un carro astronomico, l'Orsa Maggiore, ed ora che questo scritto volge a conclusione, mi sovviene quel giorno in cui varcai la soglia per l'ultima volta dello stabilimento della ex F.lli Lombardi S.p.A., nel 1993. Un altro carro era lì davanti a me, proprio di fronte all'uscita, in un locale malandato come si vede dalla foto sotto a sinistra; l'altra foto è l'uscita dello stabilimento. È stato l'ultimo locomotore a batteria poi abbandonato e sostituito dagli autocarri.


"Mi sono chiesto, cosa potrei io, aggiungere per fissarne la luminosità? Sì, una cosa posso fare ed è quella di raccontare la storia della Ditta Fratelli Lombardi che mi ha visto come ultimo nocchiero, per certi versi dell'oblio".
Caro Gaetano, un lumicino può accendere cento, duecento e mille e più lumi. Con questa tua testimonianza di vita vissuta, da bravo nocchiere chetamente hai fissato una piccola luce in questo grande mare di internet credo che nessuno più la fermerà. Grazie per il grande onore che "in punta di piedi" ha ricevuto e con lui ti ringrazio anche io. Un abbraccio. Rosaria
Gaetano dice...
Cari amici che avete letto il mio modesto scritto autobiografico - vado per ordine:
@ Viviana,
@ Angelo azzurro,
@ il monticiano,
@ Annarita (che è felicemente a Frascati del buon vino e della Fisica: poi farà il riassunto),
@ Tomaso,
@ Janas,
@ Paola e
dulcis in fundo
Rosy (non senza Rosaria a suggello che le piace tanto). Continua
Gaetano ha detto...
«... assaporare la gloriosa storia della F.LLI LOMBARDI MARMI e delle tante opere che hanno realizzato come vanto dell'italianità...».
Hai colto nel segno, cara Annarita. Era questo ciò che mi premeva trasmettere col mio modesto canto. Sì! «Una italianità tutta positiva e all'insegna della creatività, che rimpiango molto, dati i tempi che corrono... », come tu rilevi e te ne sono assai grato.
Ma basta anche aver rilevato che non esiste solo il marmo Carrara, assai familiare agli scultori, come hanno sottolineato gli amici che qui hanno letto il mio scritto.
Esiste il marmo Botticino, come ne esistono tanti altri, come per esempio il Rosso di Verona (un vaso di calore racchiuso!) con il quale fu fatto il sarcofago per seppellire Giulietta della tragica storia d'amore con Romeo.
Se si parla d'amore, non solo per la Patria come ho fatto io, completa saperlo e perciò ora lo rammento. Anzi è un'occasione per suggerire di dedicarvi un post - vedasi qui.
Annarita, questa è la prova che tu non ami solo la scienza, "scientificando", come mi è piaciuto scherzare per l'amicizia che ci lega, ma hai la visione completa delle cose che importa amare della vita. Amare e donare senza tornaconti. Amare può anche sussistere da sola, ma è solo un breve istante perché il mondo ne ha assolutamente bisogno e non può farne a meno. Non è una speranza, ma una certezza.
E tu cara Rosaria basta aver gratificato Annarita e per la stima e amicizia che ti lega a lei, è come averlo fatto anche a te.
Un grande abbraccio a tutte e due,
Gaetano
Cari amici che avete letto il mio modesto scritto autobiografico - vado per ordine:
@ Viviana,
@ Angelo azzurro,
@ il monticiano,
@ Annarita (che è felicemente a Frascati del buon vino e della Fisica: poi farà il riassunto),
@ Tomaso,
@ Janas,
@ Paola e
dulcis in fundo
Rosy (non senza Rosaria a suggello che le piace tanto). Continua
Gaetano ha detto...
«... assaporare la gloriosa storia della F.LLI LOMBARDI MARMI e delle tante opere che hanno realizzato come vanto dell'italianità...».
Hai colto nel segno, cara Annarita. Era questo ciò che mi premeva trasmettere col mio modesto canto. Sì! «Una italianità tutta positiva e all'insegna della creatività, che rimpiango molto, dati i tempi che corrono... », come tu rilevi e te ne sono assai grato.
Ma basta anche aver rilevato che non esiste solo il marmo Carrara, assai familiare agli scultori, come hanno sottolineato gli amici che qui hanno letto il mio scritto.
Esiste il marmo Botticino, come ne esistono tanti altri, come per esempio il Rosso di Verona (un vaso di calore racchiuso!) con il quale fu fatto il sarcofago per seppellire Giulietta della tragica storia d'amore con Romeo.
Se si parla d'amore, non solo per la Patria come ho fatto io, completa saperlo e perciò ora lo rammento. Anzi è un'occasione per suggerire di dedicarvi un post - vedasi qui.
Annarita, questa è la prova che tu non ami solo la scienza, "scientificando", come mi è piaciuto scherzare per l'amicizia che ci lega, ma hai la visione completa delle cose che importa amare della vita. Amare e donare senza tornaconti. Amare può anche sussistere da sola, ma è solo un breve istante perché il mondo ne ha assolutamente bisogno e non può farne a meno. Non è una speranza, ma una certezza.
E tu cara Rosaria basta aver gratificato Annarita e per la stima e amicizia che ti lega a lei, è come averlo fatto anche a te.
Un grande abbraccio a tutte e due,
Gaetano












