lunedì 12 aprile 2010

LA F.LLI LOMBARDI MARMI.


LA F.LLI LOMBARDI MARMI
MEMORIA DI UNA RINOMATA DITTA BRESCIANA
Il trasporto del masso di Botticino

Non c’è un vero buon carro nella storia del genere umano, che in qualche modo non sia stato legato a difficili prove da superare. Mi viene in mente quello dell’Orsa Maggiore, la costellazione in prossimità del Polo Nord galattico, che la mitologia accosta all’infelice Callisto. Un’indicazione assai significativa, considerato che i navigatori da questa risalgono alla stella polare, indispensabile per ben procedere. Mi domando perplesso se dovettero essere questi stessi presupposti per concepire una ideale “Italia Polare” all'indomani dell'inizio Novecento. E dove individuare il carro che fu necessario per simile impresa.Nei fatti pratici – secondo una mia visione – ci fu l’ideale carro, quello che servì per il trasporto del marmo per la statua della «Dea Roma» da porre al centro del monumento del Milite Ignoto sul Campidoglio e tanti altri carri che lo seguirono per far erigere questo monumento. Fu scelto il marmo di Botticino poco distante da Brescia che, nella foto seguente, si vede disposto su un carro ferroviario in attesa della partenza per Roma.


Ma la storia di questa pietra, ancorché era ancora salda al monte della cava di estrazione, inizia il 25 marzo 1:Trasporto del «Masso di Botticino» di oltre 35 mc per la «Dea Roma» destinata alla tomba del Milite Ignoto, monumento a Vittorio Emanuele II. Roma. 1903. Questo fu il giorno in cui la Ditta Davide Lombardi di Rezzato, non tanto distante da Botticino, otteneva la commessa per la fornitura del marmo necessario alla realizzazione della Tomba dei Milite Ignoto a Roma (foto 2 e 3).





2: Roma. Tomba del Milite Ignoto, monumento a Vittorio
Emanuele II.





3: Dettaglio del Sacrario romano. La
Dea Roma.
Per questo grandioso monumento, progettato dall’architetto Giuseppe Saccone, la ditta rezzatese si impegnò a fornire circa 11000 m3 di marmo di Botticino e di Mazzano, altra località poco distante. Il monumento, dedicato al Re Vittorio Emanuele II, fu felicemente completato e a tutt’oggi è ciò che conta per
gli italiani quale sacrario di superni valori patri, eretto proprio là sul colle del Campidoglio ove iniziò la storia di Roma leggendaria. Riguardando il carro della foto, si è pervasi da un solenne e misterioso rituale. Pare una sorta di vascello su cui è stato delicatamente adagiata una principessa dormiente, adombrata fra veli discreti. Ed è prossima la partenza, ma il luogo di destinazione non sembra appartenere al presente: un presagire di un mondo nuovo, non privo di sensazioni funeste. Mi sovviene l’irreale approdo ad Itaca di Ulisse mercé il provvido aiuto dei Feaci:


                                                                       «(…)balzar tosto a terra
i rematori; e poi sùbito Ulisse,
così com’era, in alto sonno avviluppato,
tolsero dalla nave e chetamente
il posar su l’arena. (…)»
(Odissea XIII,
135 139)





E poi il mio pensiero mi porta a considerare il lato del mistero che avvolge l'idea della pietra “lavorata dai costruttori”, assai somigliante a quella della «Dea Roma» come emblema di profondi valori. Si capisce che alludo alla leggendaria “pietra filosofale” degli alchimisti e anche “pietra d'angolo” di evangelica memoria.Pietra che viene chiamata in tanti altri modi e che si lega al destino delle opere, scultoree nel caso delle pietre della terra bresciana di Botticino e dintorni, come significativa metafora storica legata alle vicende dell'Italia. A questo punto mi domando perplesso: cosa potrei io,  modestissimo cantore di italiche cose bresciane suggellate nella pietra, aggiungere per fissarne la luminosità e così dar rilievo alle patriottiche supposizioni potenziali emergenti dal trasporto del masso di Botticino e di tutta la sua corte di innumerevoli pietre che lo seguirono alla volta di Roma? Del mio presente non ravviso nulla in modo personale che sia degno di tanto onore. Tuttavia, nel passato decennio, guarda caso, di significativo dopo alterne vicissitudini di forzata inattività lavorativa, come naufrago sono approdato alla Ditta Fratelli Lombardi Marmi in dissesto, di Rezzato. Per quasi quattro anni, fino al trasferimento dell'azienda ad altro imprenditore, avvenuta all'inizio del 1993, sono stato il direttore tecnico, l’ultimo, che il destino ha deciso di porre per il tempo necessario onde mettere in salvo ciò che di preziosità “intima” vi era riposta perché non ne andasse perduta la memoria. Forse è così che doveva essere suggellata la fiamma insita nel Carro del Masso di Botticino per la Dea Roma.
Lo so, il mio è un parlare inconsueto che oggi non trova appigli, ma non credo che sia così raro sentire da altri, cose del genere. Sta di fatto che la ditta Fratelli Lombardi, da diversi anni esclusa dalla scenario imprenditoriale, sussistendo solo le sue cave in mano, però, di estraneo altro imprenditore, sia da comprendersi anch'essa come “milite ignoto” fra i tanti del Sacrario romano. Chissà proprio in seno alla statua della Dea Roma. Mi sono chiesto, cosa potrei io, aggiungere per fissarne la luminosità? Sì, una cosa posso fare ed è quella di raccontare la storia della Ditta Fratelli Lombardi che mi ha visto come ultimo nocchiero, per certi versi dell'oblio.


4: Uno dei trascorsi aspetti della cava di Botticino.


5: Visione dall'alto del vecchio stabilimento di Rezzato


La Ditta Fr.lli Lombardi è stata tra le più antiche del mondo nel campo della escavazione e della lavorazione  dei marmi. Nata nella prima metá ell'Ottocento dalla valentia di due grandi scultori, i fratelli Giovita e Giovan Battista Lombardi, ha via via allargato la propria attività, grazie soprattutto alla lungimirante iniziativa di due intraprendenti personaggi della famiglia, il cav. Davide ed il comm. Carlo. Ed è a questi ultimi che si deve l'espansione della Ditta da una struttura prevalentemente scultorea ad una fisionomia industriale di risonanza internazionale. Attraverso il tempo la lavorazione del marmo, pur valendosi di sempre più avanzate tecnologie, ha dovuto tener conto di fattori che ne costituiscono nello stesso tempo la difficoltà ed il fascino. Da un lato ogni materiale ha le sue qualità, le sue doti di adattabilità ed i suoi limiti di impiego; di più, ogni blocco ha le sue caratteritiche di saldezza, colore e misura, che ne determinano per così dire il destino. Dall'altro lato, l'impiego del marmo è sempre stato richiesto per opere, applicazioni, usi, che pur rappresentando la solidità stessa, devono piegarsi alle forme ed alle cromie che la fantasia dell'uomo intende esprimere nel costruire. È logico quindi che maestria personale e fantasia di forme e colori siano sempre state richieste a chi doveva provvedere alla produzione e alla lavorazione dei marmi. Per questo le aziende marmifere sono state quasi sempre legate a presenze personali. La Ditta F.lli Lombardi ne fu un tipico esempio: attingendo alla tradizione familiare ed avvalendosi della maestria dei propri collaboratori, ha fatto conoscere in tutto il mondo il fascino del Botticino Classico in straordinarie realizzazioni. Tra la fine del 1800 e la prima parte del 1900 la Ditta F.lli Lombardi ha eseguito lavori di notevolissima importanza per mole e qualità, tra i quali fanno spicco il monumento a Vittorio Emanuele II (Altare della Patria) in Roma, che ho mostrato all'inizio, quale emblema di prestigioso valore patriottico. E poi fa seguito, un considerevole numero di opere, il Museo Oceanografico di Monaco Principato (foto 6 e 7), il Municipio di Vienna, il Palazzo di Giustizia in Roma (foto 8), il monumento al Gen. Miguel Gomez all'Avana, lavori che hanno comportato via via l'impiego di decine di migliaia di metri cubi di materiale. Altri notevoli lavori emergono dal «curriculum» operativo della Ditta: l'Ospedale Maggiore Niguarda, il Palazzo di Giustizia di Milano, la sistemazione della Piazza Vittoria in Brescia, il lavoro per la sede dell'OMS di Ginevra, altri importanti Palazzi in Ginevra, il Palazzo del Sultano in Jeddah Arabia Saudita (foto 9), il Goldhill Square di Singapore (foto 10) e numerose ulteriori realizzazioni.


6: Monte Carlo. Museo
Oceanografico. Atrio e gruppi
“Progresso” e “Verità”.



7: Trasporto in stazione delle colonne destinate al Museo
Oceanografico di Monte Carlo.



8: Roma. Parte del cortile d'onore del Palazzo di
Giustizia in marmo di Botticino.


9: Jeddah di Arabia
saudita. Palazzo del
Sultano.


10: Singapore.Centro
Commerciale Goldhill
Square.





Una foto d'archivio
Cerimonia nel Cantiere Fratelli Lombardi di Rezzato per la conclusione dell'opera scultorea della statua di S.S.Pio XI. Fu eseguita in marmo di Botticino su modello dello scultore Castiglioni di Milano. La statua si trova nel Seminario di Venegono (Milano).


Un ultimo sguardo voltandomi





Ho iniziato questo scritto da un carro astronomico, l'Orsa Maggiore, ed ora che questo scritto volge a conclusione, mi sovviene quel giorno in cui varcai la soglia per l'ultima volta dello stabilimento della ex F.lli Lombardi S.p.A., nel 1993. Un altro carro era lì davanti a me, proprio di fronte all'uscita, in un locale malandato come si vede dalla foto sotto a sinistra; l'altra foto è l'uscita dello stabilimento. È stato l'ultimo locomotore a batteria poi  abbandonato e sostituito dagli autocarri.



"Mi sono chiesto, cosa potrei io, aggiungere per fissarne la luminosità? Sì, una cosa posso fare ed è quella di raccontare la storia della Ditta Fratelli Lombardi che mi ha visto come ultimo nocchiero, per certi versi dell'oblio".

Caro Gaetano, un lumicino può accendere cento, duecento e mille e più  lumi. Con questa tua testimonianza di vita vissuta,  da bravo nocchiere chetamente hai fissato una piccola luce in questo grande  mare di internet   credo che nessuno più la fermerà. Grazie per il grande onore che "in punta di piedi"  ha ricevuto e con lui ti ringrazio anche io. Un abbraccio. Rosaria







Gaetano  dice...
Cari amici che avete letto il mio modesto scritto autobiografico - vado per ordine:
@ Viviana,
@ Angelo azzurro,
@ il monticiano,
@ Annarita (che è felicemente a Frascati del buon vino e della Fisica: poi farà il riassunto),
@ Tomaso,
@ Janas,
@ Paola e
dulcis in fundo
Rosy (non senza Rosaria a suggello che le piace tanto). Continua


Gaetano ha detto...


«... assaporare la gloriosa storia della F.LLI LOMBARDI MARMI e delle tante opere che hanno realizzato come vanto dell'italianità...».


Hai colto nel segno, cara Annarita. Era questo ciò che mi premeva trasmettere col mio modesto canto. Sì! «Una italianità tutta positiva e all'insegna della creatività, che rimpiango molto, dati i tempi che corrono... », come tu rilevi e te ne sono assai grato.


Ma basta anche aver rilevato che non esiste solo il marmo Carrara, assai familiare agli scultori, come hanno sottolineato gli amici che qui hanno letto il mio scritto.
Esiste il marmo Botticino, come ne esistono tanti altri, come per esempio il Rosso di Verona (un vaso di calore racchiuso!) con il quale fu fatto il sarcofago per seppellire Giulietta della tragica storia d'amore con Romeo.


Se si parla d'amore, non solo per la Patria come ho fatto io, completa saperlo e perciò ora lo rammento. Anzi è un'occasione per suggerire di dedicarvi un post - vedasi qui.


Annarita, questa è la prova che tu non ami solo la scienza, "scientificando", come mi è piaciuto scherzare per l'amicizia che ci lega, ma hai la visione completa delle cose che importa amare della vita. Amare e donare senza tornaconti. Amare può anche sussistere da sola, ma è solo un breve istante perché il mondo ne ha assolutamente bisogno e non può farne a meno. Non è una speranza, ma una certezza.


E tu cara Rosaria basta aver gratificato Annarita e per la stima e amicizia che ti lega a lei, è come averlo fatto anche a te.


Un grande abbraccio a tutte e due,


Gaetano

28 commenti:

  1. Ciao Rosaria, ho appena letto il post di Annarita che riporta il tuo bellissimo lavoro. Complimenti, il tuo lavoro e veramente meritevole e sei bravissima. Domani mattina mi leggo con calma questo post.
    Bacione Viviana

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  2. Annarita mi ha fatta una sorpresona
    ieri sera,Viviana non credevo ai miei occhi, vedere il mio nome su scientificando mi tolse il respiro
    e la parola, l'emozione che Annarita mi ha regalato non la dimenticherò mai più!

    Grazie cara Viviana, fai con comodo
    un bacione e notte serena.
    Ciao

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  3. Brava Rosy, la citazione di Annarita è tutta meritata
    un caro saluto

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  4. Carissima Rosaria, mi ero ripromesso di chiamarti Rosy, ma in questo caso vale il nome Rosaria della tradizione.
    Non badare a me ma all'Italia. È Lei che ti è grata per aver divulgato la memoria di una fulgida pietra italica. Io sono solo un alfiere che è orgoglioso di sventolare un vessillo per il quale molti, moltissimi, militi hanno donato sé stessi perché oggi l'Italia sia buon ostello, non solo per i nativi di questo bel paese, ma anche per tanti altri provenienti da paesi lontani.

    Grazie a te, dunque Rosaria.
    Gaetano

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  5. A te cara Rosi e a Gaetano Barbella il mio ringraziamento particolare per avermi fatto conoscere la storia del marmo di Botticino.
    E io che credevo che ci fosse soltanto il marmo di Massa Carrara.
    Capito che ignorante sono?

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  6. Grazie Angelo azzurro.
    Un caro saluto a te
    e buona settimana

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  7. Caro Gaetano mi pice essere chiamata Rosaria, tutti mi chiamano cosi, solo mio marito mi chiama Maria.
    Rosaria era il nome della mia nonna materna, che tanto ho amato.Donna forte, coraggiosa e di grande intelligenza.Tante cose ho imparato da lei e le ricordo tutte.
    Mia nonna era un monumento, di fronte a lei mi sentivo cosi piccola, ma la osservavo ammirata.

    Siamo grati noi a te, di questa bella storia, bella nel sentimento.

    Buona settimana anche a te caro Gaetano
    Ciao!

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  8. Caro Aldo, ti confido una cosa, anche io come te pensavo che ci fosse solo il marmo di Massa Carrara.
    Ora, grazie a Gaetano abbiamo riempito una lacuna e non siamo più ignoranti in materia.

    Chissà quante cose ancora "in punta di piedi" con i suoi post ci farà scoprire.

    Buona settimana
    Un abbraccio. Ciao!

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  9. Cara Rosaria, vado in off topic, ma voglio ringraziarti per il supporto che mi stai offrendo in tutto.
    Sono commossa. Sei stata squisita come lo sono state, Viv e Rosalba.

    Vi abbraccio tutte.

    Il post con il contributo di Gaetano lo leggerò con la dovuta attenzione al ritorno.

    Adesso sono di corsa.

    annarita

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  10. Molto interessante mia cara Rosy. chiedo scusa ma non mi sento proprio a mio agio motivi che non trovano i miei problemi di un piede, sembra incredibile ma purtroppo è vero...
    Un abbraccio forte forte.
    Tomaso

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  11. Finalmente ci sono e con calma mi sono letta questo spaccato di storia. Anche io come gli altri commentatori,pur avendolo toccato con mano a Monaco durante una al museo, non conoscevo questo tipo di marmo e ora grazie a te ho colmato una lacuna.
    Bacione, Viviana

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  12. Cara Annarita,siamo noi commosse E' bello vedere che la tua intelligenza, il tuo impegno, la passione e l'amore che metti nell'insegnamento, nel portare avanti i tuoi blog, tutto meritato.
    Noi i tuoi amici ti saremo accanto e aspettiamo con ansia e gioia il tuo ritorno.
    Buon viaggio e buon di tutto.
    (chi lavora aspetta premio) dico sempre la stessa cosa, lo so...forse sarà colpa colpa dell'età?
    Un abbraccione.
    Ciao a presto!

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  13. Viviana, tu Aldo e io nessuno dei tre conosceva questo marmo...grazie a Gaetano, lo conosciamo tutte e tre.
    La lacuna è strapiena.
    Un bacione
    Ciao!

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  14. Caro Tomaso, mi dispiace che questi problemi del piede non si risolvono, dai non ti scoraggiare, con la bella stagione e il sole, vedrai, tutto si metterà a posto.
    Un abbraccione caro Tomaso, sai di buono
    Ciao!

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  15. Cara la mia Rosy....
    eccomi qua.
    Oggi pomeriggio sono libera, e sono corsa qui da te per lasciarti un bacino.
    Sono stata influenzata, etcì etcì, e ancora non sto benone!
    Ti abbraccio.
    Con molta calma leggerò il post...

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  16. Carissima Rosy che interessante questo post , non conoscevo questo tipo di marmo quindi ringrazio anche Gaetano per questa bella storia e te che l'hai divulgata.

    Annarita sempre grande e generosa! .Bacioni cara

    Rosy l'influenza è ormai quasi un ricordo ma c'è un nuovo problema.
    Oggi hanno dimesso mia suocera dall'ospedale e l'abbiamo portata da noi . E' un caso difficile ma confido nell'aiuto del Signore .
    Mi assenterò un pò , ma troverò qualche piccolo ritaglio di tempo per lasciarvi un saluto .

    E' bello ciò che scrivi sulla preghiera ed è un peccato che in molti non conoscano il suo potere .

    Ciao Rosy , contraccambio saluti affettuosi a te e famiglia .
    Buona settimana

    RispondiElimina
  17. Cari amici che avete letto il mio modesto scritto autobiografico - vado per ordine:

    @ Viviana,
    @ Angelo azzurro,
    @ il monticiano,
    @ Annarita (che è felicemente a Frascati del buon vino e della Fisica: poi farà il riassunto),
    @ Tomaso,
    @ Janas,
    @ Paola e
    dulcis in fundo
    Rosy (non senza Rosaria a suggello che le piace tanto).

    Bene, bene allora! evviva il buon Botticino dei marmi che è nato nei vostri cuori, ma a farvi coppia non manca il buon vino Botticino DOC (color rubino) che vi raccomando bere e così farvi deliziare il palato.

    E poi, non mancate di voltarvi verso terra per dare uno sguardo alle marmette del pavimento di casa vostra. Vi accorgere che non sono di marmo Carrara che è bianco in genere, bensì di colore diverso. A volte è scuro, altre, rosa o giallo, tutte con piacevoli venature.
    Qui nel bresciano è molto diffuso il Botticino, non solo per i pavimenti, ma anche per i gradini delle scale e per i rivestimenti di pareti. È gradevole, se non fascinoso lasciarsi attrarre dalla sua brillantezza densa di calore assai gradevole. Non come il Carrara che è freddo e vale per la statuaria degli scultori.

    Ecco, facendo come vi ho consigliato è come allargare l'orizzonte della vostra vita dei sensi e del sentimento. Vi verrà di chiedere al fornitore delle marmette del pavimento o della scala come si chiama il marmo di cui è fatto e così inizia un nuovo rapporto, nientemeno che con la madre Terra.
    Eh sì! con la Natura dalla quale ci viene ogni ben di Dio! Non ci credete?

    Ho detto tra l'altro, a commento del post Mondo Mostre di Web 2.0 dell'amica Annarita, delle cose che grazie alle quali si impara a SAPER VEDERE se solo proviamo a disegnare ciò che vediamo. Come nel nostro caso il pavimento o la scala in questione.

    «... Cosa si può dire sul disegno?

    Il disegno ha un fascino immediato che conquista ed eccita la fantasia.

    Può essere bello disegnare con la mano quello che si vede, che si pensa e che si sente, ma cosa occorre fare per attuarlo?

    Direbbe un artista: occorre cercare di distinguere ed individuare le funzioni e i momenti del disegno, in modo da ritrovare una successione logica di argomenti necessaria per acquisire un "disegno" personale. Il primo momento è quello della "conoscenza": il disegno è un mezzo per imparare a vedere, osservare e capire, confrontare e conoscere.

    Esempio: chissà quante volte siamo passati, nei nostri percorsi quotidiani (per andare al lavoro, a scuola, al mercato), davanti ad un edificio importante o davanti alla facciata di una chiesa o di un palazzo particolarmente interessanti. Ebbene, se ci chiedessimo come è "fatta" quella facciata, quali siano le sue proporzioni, quanti siano i piani, quali le caratteristiche del portone e delle finestre, o qualsiasi altro particolare, sono certo che non sapremmo rispondere o risponderemmo con molta approssimazione. Perché?

    Ma perché siamo talmente abituati a quella facciata, a guardarla, che non l'abbiamo mai vista realmente. Così pure, se cercassimo di ricordare i particolari del volto di una persona con cui abbiamo abitudini di vita, potremmo essere in difficoltà. Ma se, per una volta, proviamo a disegnare quel viso, proviamo soltanto, allora saremo costretti a ritrovarne le forme caratteristiche, a scoprire la linea delle sopracciglia, l'attacco del lobo dell'orecchio, la curva delle narici, il profilo: a vederlo veramente.
    Possiamo dunque dire che IL DISEGNO DIVENTA UNA SCUOLA INSOSTITUIBILE A SAPER VEDERE.

    Gaetano che vi saluta e ringrazia a tutti dell'ascolto

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  18. Cara follettina, mi dispiace che sei stata poco bene.
    Ecco perchè non ti ho vista e ne rispondevi ai commenti.
    vedrai che ti rimetterai presto
    etcì etcì mi hai mischiato il raffreddore :-)))
    Ti scriverò oggi pomeriggio
    Un bacione

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  19. Cara Paola, sono passata da te e ti ho lasciato un commento.
    Coraggio, so che il momento è difficile, ma troverete la forza di affrontarlo.
    Un bacione. Ciao!

    RispondiElimina
  20. Caro Gaetano, Rosaria mi piace è il mio nome, misi rosy,cosi per abbreviare.

    Il disegno deve essere veramente una cosa assai bella,anche se non so disegnare, ciò non m'impedisce apprezzarne il valore.

    Un abbraccio e buona giornata.

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  21. Ho potuto leggere, con la dovuta calma il post di Gaetano e non posso che ringraziare lui, e te, per avermi dato la possibilità di assaporare la gloriosa storia della F.LLI LOMBARDI MARMI e delle tante opere che hanno realizzato come vanto dell'italianità.

    Una italianità tutta positiva e all'insegna della creatività, che rimpiango molto, dati i tempi che corrono.

    Un grande e grato abbraccio a entrambi.

    annarita

    RispondiElimina
  22. Cara Annarita,mi predo il tuo caro abbraccio, ma il merito è tutto di Gaetano, con la storia F.LLI LOMBARDI MARMI, ha regalato a tutti noi davvero una gloriosa storia (come giustamente hai detto tu) di un epoca chiusa e che non ritorna più Epoche, dove il sentimento la passione per quello che si realizzava era la spinta prima...

    Ti abbraccio ciao!

    RispondiElimina
  23. «... assaporare la gloriosa storia della F.LLI LOMBARDI MARMI e delle tante opere che hanno realizzato come vanto dell'italianità...».

    Hai colto nel segno, cara Annarita. Era questo ciò che mi premeva trasmettere col mio modesto canto. Sì! «Una italianità tutta positiva e all'insegna della creatività, che rimpiango molto, dati i tempi che corrono... », come tu rilevi e te ne sono assai grato.

    Ma basta anche aver rilevato che non esiste solo il marmo Carrara, assai familiare agli scultori, come hanno sottolineato gli amici che qui hanno letto il mio scritto.
    Esiste il marmo Botticino, come ne esistono tanti altri, come per esempio il Rosso di Verona (un vaso di calore racchiuso!) con il quale fu fatto il sarcofago per seppellire Giulietta della tragica storia d'amore con Romeo.

    Se si parla d'amore, non solo per la Patria come ho fatto io, completa saperlo e perciò ora lo rammento. Anzi è un'occasione per suggerire di dedicarvi un post - vedasi qui.

    Annarita, questa è la prova che tu non ami solo la scienza, "scientificando", come mi è piaciuto scherzare per l'amicizia che ci lega, ma hai la visione completa delle cose che importa amare della vita. Amare e donare senza tornaconti. Amare può anche sussistere da sola, ma è solo un breve istante perché il mondo ne ha assolutamente bisogno e non può farne a meno. Non è una speranza, ma una certezza.

    E tu cara Rosaria basta aver gratificato Annarita e per la stima e amicizia che ti lega a lei, è come averlo fatto anche a te.

    Un grande abbraccio a tutte e due,

    Gaetano

    RispondiElimina
  24. Un'altra fonte internet, più ampia di contenuti sulla tomba di Giulietta di Verona è questa.

    Gaetano

    RispondiElimina
  25. Caro Gaetano, Annarita ha centrato il tuo pensiero, non poteva essere diversamente.
    Come puoi vedere ho postato il tuo ultimo commento,in risposta a quello di Annarita, che con le sue parole ha saputo dare corpo al tuo pensiero.Annarita è un grande!


    Ciao e buona giornata a te e a tutti i lettori di questo meraviglioso post, tutto di Gaetano Barbella.

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  26. Ciao Rosy, ti lascio il mio saluto, con un abbraccio... veloce veloce, sono sempre più carente di tempo. Grazie di aver partecipato alla nostra festa, anche da parte di Saverio

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  27. Cara Paola,l'unica cosa è che mi è dispiaciuto tanto arrivare in ritardo per l'anniversario di matrimonio tuo e di Saverio.
    Ancora tanti auguri e lunga vita felice a te e Saverio.
    Con affetto.
    Ciao.

    RispondiElimina
  28. Rosaria, Gaetano, grazie.

    Un abbraccio ad entrambi.

    A presto.
    annarita

    RispondiElimina

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