mercoledì 18 marzo 2015

Il Palloncino Azzurro


La storia del mio piccolo palloncino. Avevo forse 9 anni. Con mamma e i miei fratelli andammo alla festa del paese. Nostra madre ci disse " Adesso che andiamo alla festa, vi compro il giocattolo, uno solo, pensateci bene prima di sciegliere" Cosa scelsero i miei fratelli non lo ricordo. Ricordo molto bene quello che scelsi io. Avevo notato strani palloncini mai visti. Erano i primi palloncini a gas.
Come erano belli!  Salivano in alto in alto. Scelsi il palloncino. Mia madre, mi disse.. " Pensaci bene, perchè se lo perdi, poi è finita, non ti compro più nulla". Volevo il palloncino. Il venditore mi gonfiò col gas un bel palloncino azzurro. Lo chiuse con un filo e mi disse " Dammi il braccino" Legò l'estremità del filo al mio polso. Raccomandandomi di fare attenzione che non si spezzasse il filo,
altrimenti, -perdi il palloncino per sempre-. Camminavo felice con il mio palloncino, che andava diritto diritto verso il cielo. Non lo so cosa successe, so solo che il filo legato al  mio polso si sciolse e il mio bel palloncino azzurro volava sempre più in alto, lo guardavo e piansi, ma silenziosamente, anche perchè mia madre mi aveva avvertita. Senti la sua voce che mi disse " Avevo ragione io che l'avresti perso"?. Conclusione..i miei fratelli se ne tornarono a casa con il loro giocattolo e io a mani vuote. Ma ero una bambina giudiziosa e non feci storie. Ma ancora adesso ricordo quel palloncino, che   saliva sempre più in alto e sempre più lontano da me. Caro palloncino, se ti avessi perso in modo normale, sarebbe stato anche normale non ricordarmi più di te. Ma perderti in dieci minuti, non è stato normale, e per questo, che  col tempo sei diventato un dolce ricordo.

10 commenti:

Lina-solopoesie ha detto...

Rosaria
Mi hai sempre raccontato ogni tuo ricordo di quando eri ragazza , questa non la conoscevo , leggerla mi ha fatto tanto piacere . L'ho fatto leggere anche a tuo fratello . Sono contenta che sei ritornata a scrivere in blogger . Ne sentivo la mancanza! Ben tornata . Tua cognata Lina

DERIVAZIONE A ha detto...

Un ricordo dolce/amaro il tuo ma perfettamente interscambiabile se solo lo si vuole leggere dalla giusta prospettiva. Anche un distacco, anche una perdita, conserva sempre anche un lato dolce rappresentato dai ricordi.

Tomaso ha detto...

Cara Rosy, vedo che ora ti firmi come Rosaria, penso che sia il tuo vero nome, vorrei sapere con quale nome ti piace meglio che ti chiami!
Parlando del tuo bellissimo racconto è stato molto bello poterlo leggere.
Ciao e buona serata sempre con un sorriso.
Tomaso

Rosaria ha detto...

Lina, sono tante le cose che sfuggono. Ora conosci anche questo fragilissimo ricordo
di me bambina.
Sono contenta di essere ritornata a blogger e torna pure tu.
Bacio a te mio fratello.

Rosaria ha detto...

Tomaso, il mio nome è Maria Rosaria.
Quando apri il blog misi rosy.
Ma tutti mi chiamano Rosaria
e voglio essere Rosaria anche per voi:-)

Ciao Tomaso.

Rosaria ha detto...

Cara Derivazione ( hai un nome che è tutto un programma:-)
Certe volte è necessario leggere i ricordi in una prospettiva diversa, non fosse altro per noi stessi.
Certamente, ci sono ricordi che non è possibile leggerli diversamente...
Anche se giustamente come dici tu, ogni ricordo anche il più amaro ha il suo lato dolce.
Buona serata!

il monticiano ha detto...

Donna Rosaria buongiorno!
Quando il tuo palloncino azzurro è volato via ti ha lasiatosì sì un dolce ricordo ma anche un pochino doloroso visto che dopo tanti anni quel ricordo ti è rimasto così impresso nella memoria.
Un abbraccione,
aldo..

Rosaria ha detto...

Sor Aldo, Buonasera, Buonasera!
Alduccio, Alduccio, nella mia vita tante cose mi son scivolate via dalle mani, cose ben più importanti di un palloncino. Forse non mi crederai, ma questo ricordo a distanza di anni è cosi dolce. Era un palloncino che amava la libertà , un po' come me.
Ricambio con affetto il tuo abbraccione!
Ciao!

Caterina ha detto...

Ciao cara amica Rosaria :), questo tuo ricordo dolce/triste mi commuove. Penso al piccolo Ádi che ama anche lui infinitamente i palloncini. Ne tengo sempre da me almeno uno (naturalmente senza gas, bisogna soffiarli). Altri tempi....

Rosaria ha detto...

Cara Caterina, tutti i bambini amano i palloncini, ma mi sono rifatta alla grande! Se sapessi quanti palloncini ho regalato ai nipotini, come tu fai con il tuo Adì.
Ti saluto in ungherese.
Puszi Neked
Traduz..tanti baci a te.
Si pronuncia..pusi neched.
Me l'ha insegnato la nostra cara amica comune..
Pappnè Varga Zsuzsa.





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