mercoledì 18 aprile 2012

Post dedicato a mia madre


Il Grand Hotel nasce il 29 giugno 1946 ed è subito un gran successo e  in pochi giorni fu ristampato 14 volte.
L'8 maggio del 1947 nasce a Milano il fotoromanzo il mio Sogno.  ( dopo 4 mesi nasco io. Adesso, capisco, perchè sono una sognatrice) e  poi arriva anche  Bolero.

I fotoromanzi diventano per tanti attori un trampolino di lancio per il cinema
Sofia Loren a 17 anni esordisce su Sogno, con il nome d'arte Sofia Lazzaro.
Mario riva, Giorgio Albertazzi, Raffaella Carrà, Paola Pitagora, Mike Buongiorno, Silvana Pampanini, Virna Lisi, Corrado Pani, la Lollo e altri.
I fotoromanzi, con disprezzo erano snobbati e  chiamati.. fumettoni o giornali da servette..forse gli snob avevano ragione ma questi  snob snobbano tutto e tutti, eppure tanta gente diventata poi importante ha lavorato per i fumettoni..
Questo post  è dedicato a mia madre.



Mia madre  adorava i fotoromanzi, ogni settimana comprava il Grand Hotel  e il Sogno.
Fin da piccola ho visto questi giornali girare per casa.
Ricordo una vecchietta, piccola piccola e curva, passava per le strade del paese spingendo un piccolo carrellino pieno di giornali e tutte le donne l'aspettavano per comprare i fotoromanzi, anche mia madre. Dedicare questo post a mia madre è doveroso.
A 15 anni usci dal collegio..veramente scappai. A casa i rapporti con la mia mamma erano tesi, lei non era abituata a me e nè io a lei. Tra noi non c'era nessuna intesa e  nessuno argomento da condividere. Mamma non sapeva leggere ma comprava i fotoromanzi da una vita.
Un giorno come sempre  con il suo fotoromanzo in mano  iniziò a sfogliarlo.
 La guardai e pensai..ma cosa legge? Senza neppure rendermi conto, sentii la mia voce dire.. Ma cosa leggi? Mamma Alzò lo sguardo, mi guardò e mi disse..vedo le figure e capisco. Ancora un'altra volta, sentii la mia voce che diceva..aspetta che te lo leggo io. Gli occhi di mia madre si spalancarono dalla sorpresa e ridendo felice come una bambina mi fa..Veramente?
Mi sedetti di fronte a lei e iniziai a leggere.  Oramai era diventato un incontro fisso il nostro. Ora avevamo qualcosa da condividere e discutere assieme. Finalmente!
 Un giorno le stavo leggendo una storia di   una  madre e  di una figlia che non andavano d'accordo. Sempre d'istinto iniziai a cambiare le parole  omettendo quello che stava scritto e infilandoci del mio.  Erano  messaggi  che lanciavo a  mia madre, che poverina ci credeva. Ho sfruttato questi fotoromanzi per arrivare al cuore di mia madre. I messaggi  arrivarono tutti.
Una mattina, mamma tornò a casa con il solito fotoromanzo e con un libro per me.
Tutta felice mi disse.. Tu mi leggi i fotoromanzi e io ti compro i libri.. Mi comprò un libro che neppure una bambina di 10 anni avrebbe letto.
L'accettai, la ringraziai e le dissi...facciamo così.. quando mi vuoi regalare  un libro  vado a comprarlo io.. Mi accarezzò e mi strinse  forte tra le sue braccia. Imparò ad amarmi , ma proprio tanto tanto, anche troppo. E cosi   grazie, ai fotoromanzi,  potevo dire di stare finalmente a casa..Anche se i nostri rapporti erano sempre accesi..ma questa volta il fuoco non bruciava...scaldava il cuore. Continuavamo sempre  a litigare ma imparammo   a fare subito la  pace. Da quel momento ebbi   tutto l'affetto e l'amore possibile e inimmaginabile da mia madre  e cosa più bella ebbi la sua stima.  Ciao  mammà e scusa per l'imbroglio,  ma era  tutto a fin di bene.
Una cosa è certa mammà che sei stato tra i miei amori quello  più sofferto, ma anche il più bello, il più ricco e quello che mi ha fatto diventare quella che sono oggi. Sembra strano..ma la vita è tutta una stranezza.

Facendo delle ricerche in rete per le immagini, ho scoperto tanto sui fotoromanzi.
Posto due link.. dove si può non solo leggere tutto ma addirittura  hanno creato fotoromanzi virtuali con i vecchi fotoromanzi.

Il fotoromanzo della Lancio più famoso in assoluto è
Il treno che porta Rosy.

Molti figli di oggi non riescono a perdonare i genitori, eppure hanno avuto tanto..basta poco e li condannano per sempre.
Noi figli di ieri amavamo la nostra famiglia e perdonavamo tutto, perchè amavamo davvero i nostri genitori e il senso di appartenenza alla famiglia era forte!


A mia madre

Sempre mi dicevi:
”Perché non mi dedichi una poesia?”
Io non ti rispondevo.
Tu abbassavi lo sguardo
e ti arrendevi.

Ora che non ci sei più
il mio cuore ti parla così:
dolce era il tuo viso,
i tuoi occhi sempre scrutavano i miei
perché tanta era la voglia
di sapere se io ti amavo.

Sempre sfuggivo da questa tua muta domanda.
Ora che tu sei fuggita per sempre da me,
sono io che ti parlo
e tu resti muta.

Adesso sono io che abbasso lo sguardo
e sottovoce ti dico
Mamma ti voglio bene:
perdonami. 


Maria Rosaria Di Lella

Grazie Agata per aver condiviso nel tuo sito la mia poesia 


6 commenti:

il monticiano ha detto...

Cara Rosy, a proposito di Grand Hotel devo raccontarti una cosa e spero di farlo in breve.
Nel 1949, avevo 19 anni,facevo parte di un gruppo teatrale amatoriale che presentava i propri spettacoli in un piccolo teatro di via dei Fori vicino la Basilica di Massenzio. Principalmente erano commedie in tre atti dei De filippo e di Armando Curcio. In una di queste - "I casi sono due" - si esibiva con noi un giovane, alto, bello ecc. che lavorava come impiegato
presso non ricordo quale società e di cui rammento soltanto il nome: Alberto. Bene, questo Alberto fu scoperto da quelli di Grand Hotel, lasciò l'impiego, lasciò anche noi e diventò uno dei protagonisti di quei fotoromanzi. Lo vidi anche in qualche film, specialmente storici. Chissà in seguito cosa fece nel campo artistico? Noi non lo vedemmo più.
Un abbraccione,
aldo.

chicchina ha detto...

Ciao Rosy,c'è tutto in questo bel post:la ricerca fatta con la solita intelligenza,il racconto,l'amore, il mssaggio.Certo si possono dire tante cose anche senza parole,e fra madre e fifli la scintilla nasce sempre.Qualche volta c'è bisogno di un piccolo aiuto,di più tempo,c'è bisogno di capire,da una parte o dall'altra.
Una storia con un lieto fine,comunque,anche per il tuo grande cuore e la tua sensibilità.Un abbraccio.
Ci sentiamo.

Caterina ha detto...

Ciao cara, mi stringe il cuore leggendo la storia con la mamma e con i fotoromanzi! Tu e la mamma vi siete trovati!
Un bacio e un grande abbraccio

rosy ha detto...

Alduccio, grazie di questa tua bella testimonianza.
I fotoromanzi hanno aperto le porte del cinema a tanti attori.
L'attore che dici tu non lo conosco ma forre basta fare una ricerca su internet?
Un abbraccione ciao.


Cara Chicchina, grazie dei complimenti e del bellissimo commento.
Ho lanciato un messaggio per tanti ragazzi che per molto di meno vanno in crisi..
Nessuno di noi è perfetto e manco i genitori..
per cui non esistono genitori e figli bravi..ma esistono cuori generosi che sanno non dico perdonare ma amare di vero cuore.
Un abbraccione ciao.

Cara Caterina, ringrazio anche te.
Questo racconto, vuole dimostrare che tante volte se sappiamo ascoltare il nostro cuore, lui ci aiuterà a trovare la strada giusta..

Un abbraccione ciao.

nina ha detto...

Cara Rosy, la lettura di questo post mi ha preso non sai quanto e, come spesso succede con te, ho trovato tanti echi che mi risuonano dentro e mi fanno andare alla mia esperienza.
Anche il mio rapporto con mia madre era pieno di spigoli.
Tu hai trovato nella lettura dei fotoromanzi per tua mamma il mezzo per comnicare e avvicinarti a lei. Per noi erano le carte da gioco: anche dopo aver litigato, quando era sera, mia mamma mi diceva:prendi le carte e facciamo una partita. Era il nostro modo, se non di fare pace, almeno di mantenere il contatto.
Un abbraccio
Nina

rosy ha detto...

Cara Nina, mi sorprendi sempre..si, certe nostre storie le nostre storie si somigliano.
Anche il fatto di giocare a carte era comunque un modo per limare gli spigoli.
Una cosa è certa che ne abbiamo cose in comune.
Forse per questo siamo in sintonia.

Ti abbraccio, ciao.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...