sabato 23 luglio 2011

Buon Natale

 Un vecchio detto da rivedere.

Marzo aggiungi le pezze. ( coprirsi bene)
Aprile non te le  togliere.
Maggio adagio adagio
A giugno apri il pugno.

A luglio ho aggiunto al letto un copriletto e  questa mattina ho indossato un golfino di lana.
 Stiamo a 18 gradi e piove.
Così riposto un post natalizio.





La figura do sapunar,
appartiene al mio mondo di bambina. U sapunar era lo straccivendolo,
che puntuale dopo un tot di tempo arrivava al mio paese. Indossava sempre lo stesso vestito, capelli arruffati e sulle spalle una mazza, ai suoi lati pendevano due sacchi. Arrivava strillando a squarciagola.


DONNE ,DONNE VENITE CHE ARRIVAT O O SAPUNAR. Lo straccivendolo
era atteso dalle donne che in cambio di stracci vecchi ricevevano sapone, scope
e non solo. Questa figura antica portava nei cortili allegria e igiene. Io che ero una bambina sempre curiosa di tutto.
Come sentivo la voce dello straccivendolo, correvo da mia nonna, sapevo che quest'uomo si sarebbe fermato nel suo cortile. Le donne alla voce dello straccivendolo preparavano i loro stracci che avevano messi da parte in un angolo dell'armadio, che andava dalle scarpe rotte, a vestiti vecchi, camice insomma tutto il vestiario che era da buttare (che non era poi troppo, visto i tempi che correvano, a casa mia ad esempio non c'era mai nulla da buttare)  La scena era questa..


Le donne attorniavano o sapunar,  prima di iniziare il baratto l'uomo salutava, in segno di rispetto si alzava il cappello, poi si guardava intorno, sorrideva e se all'appello mancava qualche donna chiedeva sue notizie...e donna rosa, non c'è? Qualcuna spiegava il motivo della sua assenza. Lo straccivendolo era sempre lo stesso e conosceva tutte.


Il saponar iniziava il baratto dicendo: donne donne fatemi vedere la vostra merce, a turno le donne aprivano i sacchi e il saponar dopo aver guardata la merce, la valutava con occhio clinico e in cambio offriva a chi un pezzo a chi due pezzi di sapone...ma le donne si ribellavano sempre, tutte volevano più pezzi di sapone, o sapunar con calma e pazienza le ascoltava e spiegava che la merce era scadente e dovevano ringraziarlo se dava loro un pezzo di sapone. Seduta fuori la porta di mia nonna mi godevo lo spettacolo, era come stare a teatro.



Una scena mi è rimasta impressa, da anni la conservo nel mio cuore. Una donna, piangendo faceva vedere la sua merce, che accarezzava e piangendo raccontava la sua storia. Stringendo tra le mani un vecchio vestito diceva..questo vestito è di seta pura, era il vestito buono di mia madre che e morta, spese un sacco di soldi, lo comprò per il mio matrimonio e mamma ci teneva tanto. Mentre parlava accarezzava la trama del vestito, mi incantai su questa scena e sulla trama del vestito di seta vedevo passare volti e trame di altre vite e di altri tempi e fu allora che capi, che anche un semplice fazzolettino ha la sua storia e nella trama di  vecchi vestiti altre trame si uniscono, si intrecciano tra loro e raccontano la loro favola.


Il saponaro, ascoltava con rispetto la storia del vestito di seta, le donne intorno ascoltavano e scuotevano la testa e qualcuna diceva...Santa donna la tua mamma. Alla fine del racconto, mentre la donna si asciugava le lacrime, il saponaro guardandola e togliendosi il cappello dice alla donna. "con tutto il rispetto per la tua mamma non metto in dubbio che ha speso un sacco di soldi, ma adesso il vestito vale poco, ma ti do due pezzi di sapone, va bene cosi? La donna chiese anche una saponetta profumata (da un po di tempo il saponaro portava anche saponette profumate).  Il baratto continuava e alla fine quando tutti erano stati accontentati si passava alla fase più bella. Si offriva al saponaro una sedia e un bicchier di vino e lui seduto in mezzo alle donne, beveva il suo vino e iniziava a raccontare storie di altri paesi e noi lo ascoltavamo rapite.
Io mi sedevo ai suoi piedi e mentre lui raccontava mi immaginavo i posti e i volti di tanta gente e invidiavo o sapunar, che girava tanto e sapeva tanto e vedeva tante cose, conosceva tante strade. Sognavo che da grande avrei fatto anch'io la saponara.


Il mio mondo di bambina era circondato da tante altre figure, ormai perse L'ombrellaio, l'arrotino, quello che aggiustava il piatti, lo stagnaro, quello che radunava il ferro e tante altre....tutte queste figure portavano con loro anche le biglie colorate e qualche volta le regalavano a noi banbini. Insomma, questa era una bella differenziata ci ripulivano le case e in cambio ci davano sapone, scope, e saponette. Oggi paghiamo e abbiamo l' immondizia sparsa ovunque.




PS quello che vedete nelle due foto è il cortile di mia nonna. Due anni fa con mio mio cugino Michele il francese, facemmo un tuffo nei ricordi dell'infanzia. Fu bello, ricordammo tante cose. Dove siamo abbracciati era l'entrata di casa della nostra nonna materna e noi stavamo sempre dalla nonna, qui era il punto di riferimento di tutti i cugini. Mia nonna quando ci vedeva arrivare diceva sempre...eccoli!! arrivano i munaciell... cioè i fraticelli. Questi vecchi cortili oggi son diventati storici, si possono ristrutturare ma senza intaccare il progetto originale. Allora, caro cuginetto, anche i nostri ricordi sono un pò storici...

  Caro Michele, ho un tuo fazzoletto, che dimenticasti  da me 
questo inverno, anche lui mi racconta la nostra favola .
 Lo porto sempre nella borsa con me.

10 commenti:

  1. Cara Rosy, mi hai incantata!!!
    Mi hai fatto rivivere un pò della mia infanzia.
    Abito da sempre in un paese e questi personaggi li conosco tutti come figure storiche.
    Qualcuno passa ancora... l'arrotino e o mpaglia segge... ma o sapunar no... chissà perchè???
    Bellissimo il racconto della tuaesperienzae bellissima la riflessione finale.
    Bravissima e mi complimento... ma come faccio a darti +1?
    Allora ti dico che sei una narratrice nata e che mi piace come scrivi.
    Un bacio ed un sorriso

    RispondiElimina
  2. Cara Rosaria, ricordo bene questo post e l'ho riletto con la stessa meraviglia provata la prima volta.

    Figure mitiche che adesso non ci sono più, ma che raccontano un mondo ricco di vita e cultura.

    Grazie di averlo riproposto.

    Un bacione.
    annarita

    RispondiElimina
  3. Grazie Zicin,
    sei molto cara e le tue parole le sento sincere.

    Da noi invece o mpaglia segge
    da noi è una vita che non passa.
    A proposito do o mpaglia segge
    avrei qualcosa da raccontare lo farò.
    Un bacio ed un sorriso,
    Ciao e buona domenica.

    RispondiElimina
  4. Annarita cara, pensa che porto il golfino di lana da questa mattina,e stavo bene.

    Quando mi sono svegliata questa mattina, vedendo il tempo invece di dire buongiorno, ho detto buon natale Angelo e così sotto questo impulso ho ripostato questo post.

    Anche a me mi piacciono i miei ricordi di bambina.
    Avevo un mondo tutto mio, com'era vasto, pulito, incontaminato.

    Grazie.
    Un bacione cara amica.

    RispondiElimina
  5. Un racconto che mi ha fatto ritornare indietro nel tempo, all'epoca eravamo incantati noi bambini, da queste figure importanti..viaggiatori che ci aggiornavano sui fatti accaduti negli altri posti..io ricordo quello che vendeva i lupini,oppure o muss e' puorche...(trippa bollita con sale e limone), ma venditori di acqua nelle "mummare"(anfore piccole) sul lungo mare sono ancora il mio sogno ad occhi aperti.
    Un bacio particolare a te ed un caro ricordo per il tuo cuginetto, che con questo fazzoletto (e non solo) ti ha lasciato un'impronta del suo essere così amico,oltre che parente..Un abbraccio e grazie.

    RispondiElimina
  6. Mi piaceva molto leggere questi ricordi che rievocano l'atmosfera e figure anche della mia vita di allora. É bella anche la storiella del fazzoletto:)). C'é dentro tanta nostalgia come nelle tue foto favolose.
    Baci e grazie

    RispondiElimina
  7. Ricordo il post ma l'ho letto di nuovo con piacere; a me piacevano sempre molto i post in cui narravi di queste figure del passato, e parlavi dei tuoi ricordi..e mentre leggevo mi sembrava di vedere le scene.
    Sento che da voi fa freddo.. qua non ci lamentiamo; non è caldissimo, ma si sta bene. Ti lascio il mio saluto e un abbraccio

    RispondiElimina
  8. Riri, i ricordi che hanno accompagnato la nostra infanzia sono pagine della nostra vita, anche se sono un po' ingiallite dal tempo ma proprio per questo hanno il loro fascino.
    Grazie.

    Un bacio ciao.

    RispondiElimina
  9. Caterina, sai che ti dico? Che siamo state fortunate la nostra epoca non era forse molto preparata culturalmente, ma il cuore era davvero il motore che accompagnava ci accompagnava, cuori sinceri e semplici.
    Oggi non è che si sta male, anzi abbiamo tante cose a disposizione ma il troppo storpia...noi avevamo tanti sogni da realizzare.

    Un bacione ciao

    RispondiElimina
  10. Paola e Saverio, che magnifica sorpresa! Tutti e due.

    I miei racconti parlano del mio passato di bambina quando credevo ancora che il mondo non fosse quella "palla" che è!

    Quando ho capito che nel mondo tante cose belle non esistevano ho continuato a credere, credere nel bene fa bene al cuore e gli da sapienza e sopportazione.

    Anche io mi tuffo nel passato dove ritrovo intatta la mia fantasia pura..ero felice è ricca e non lo sapevo, ma ora lo so.
    Questa è la mia vera ricchezza.

    Ti abbraccio a te e saverio e carezza a pallina. ciao.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...