venerdì 28 maggio 2010

Nuove Capitali Primo Post San Pietroburgo

Nuove Capitali- San Pietroburgo, Edimburgo, Berlino Washington.

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L'idea barocca di uno spazio razionalmente ordinato ed esteso "all'infinito" ha il suo diretto corrispondente nell'idea di città capitale, intesa quale centro di forze che si estendono oltre i propri confini.
mentre nella capitale italiana i punti focali collegati da ampi viali prospettici sono gli edifici di culto, Parigi assegna invece la medesima funziona alle piazze, la cui semplice forma geometrica è ideata per ospitare  al  centro la statua del sovrano: il punto  focale diventa quindi l'immagine del sovrano assoluto. Nel corso del regno di Luigi XIV Parigi ha ormai acquisito una forma pressochè definitiva.
 La pianificazione urbanistica di Torino costituisce un ulteriore esempio di come il sistema ideale di monarchia assoluta si rifletta anche sull'idea di città e sulla relativa organizzazione urbanistica.
Nonostante ciò in nessuna delle tre  città la concezione planimetrica barocca si è espressa al meglio, in quanto la maglia urbana teneva conto di una situazione già esistente.


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San Pietroburgo
Nelle due immagini la cattedrale dei Santissimi Pietro e Paolo-1704-1803
L'ammiragliato 1712-1733

All'inizio del Settecento il nuovo zar Pietro il Grande inaugura una nuova stagione politica e impone alla Russia un'importante svolta al fine di eliminare le ormai arretrate strutture feudali, dando avvio a un rapido processo di svecchiamento. A tal fine lo stesso organizza viaggi in Olanda e Inghilterra, acquisendo direttamente i nuovi principi culturali derivati dall'Occidente.Il suo intento di trasformare la Russia in una grande potenza europea si esprime in particolare in una realizzazione dal forte connotato simbolico: la fondazione di una nuova capitale, Pietroburgo.
Nel 1709 la città comincia a crescere e nel 1712 Pietro il grande dichiara Pietroburgo capitale del regno trasferendovisi con la famiglia. Nel frattempo il forzato processo di edificazione di San Pietroburgo prosegue a ritmi serrati e lo zar impone agli alti funzionari dello stato e all'aristocrazia di trasferirsi nella nuova capitale.Dopo il 1740 Pietroburgo assume il ruolo definitivo di centro della vita di corte. Lo sviluppo dell'insediamento è organizzato per lo più sulla riva sinistra della Neva, dove dal palazzo dell'Ammiragliato si diramano le principali direttrici su cui si organizzerà la crescita urbana.



Bartolomeo Rastrelli Palazzo Stroganov,1750-1754 San Pietroburgo.Mentre sotto Pietro il Grande l'architettura è caratterizzata da una razionale sobrietà, durante il regno di Elisabetta (1741- 1757) figlia di Pietro il grande, si assiste a una maggiore esuberanza decorativa.In questo periodo opera nella capitale Rastrelli; a lui si devono il palazzo Stroganov,

la seconda versione del palazzo d'inverno
Il museo occupa in realtà cinque edifici, uno più sontuoso dell'altro: il palazzo d'Inverno, il Piccolo Ermitage, il Grande Ermitage, il Nuovo Ermitage ed il teatro dell'Ermitage
L’Ermitage o Palazzo della solitudine è il museo che Caterina la Grande iniziò a creare a San Pietroburgo a partire dal 1746. Per buona parte è ospitato da quello che noi conosciamo come Palazzo d’Inverno (nella foto), certamente il più famoso edificio imperiale della splendida città russa.



e il monastero di Smolny (1744- 1757), si presenta come una riuscita sintesi tra gli elementi tipici delle tradizioni russe e le tendenze architettoniche dell'età barocca.
L'opera di Rastrelli influenza parecchio la produzione architettonica di questo periodo, finchè, verso il 1760, sotto il regno di Caterina II (1762-1796), l'orientamento artistico muta a favore del Neoclassicismo
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Caterina, è alla continua ricerca di artisti occidentali, in particolare dell'opera degli illuministi francesi, con cui mantiene rapporti epistolari, che numerosi chiama a collaborare. In particolare è il  barone Grimm, ministro di Caterina, a condurre Giacomo Guarenghi  a S Pietroburgo.L'architetto italiano sarà uno dei più importanti artefici della tradizione neoclassica. Tra le sue opere figurano il teatro dell'Ermitage (1783-1787), direttamente ispirato al teatro olimpico di Vicenza
La personalità della Grande Caterina   (l'avevo sospettato)


Il Ponte dell'Ermitage di fronte al teatro.
Progettato come teatro palatino, il Teatro dell'Ermitage venne costruito tra il 1783 ed il 1787 per volere di Caterina la Grande su un progetto di stile palladiano disegnato da Giacomo Quarenghi. Qui sorgeva già una struttura fatta edificare da Pietro il Grande che venne pertanto demolita in quanto vecchia e cadente, anche se alcune tracce di questa vecchia fondazione sono ancora oggi visibili sul pavimento del pian terreno. Il disegno di Quarenghi per il teatro venne realizzato anche su incisione e venne pubblicato nel 1787, consentendogli di riscuotere il successo delle altre corti europee.
La capitale Russa completa la sua fisionomia nei primi decenni dell'Ottocento arricchendosi sempre più di grandi complessi edilizi verso il linguaggio eclettico e il decorativismo aulico in voga verso la metà del secolo.
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  Un colorato  Buon fine settimana a tutti  

   Ciao a tutti. Alla prossima!  
*****
Cara Rosy, si usa porre ogni stellina per misurare le opere non solo sul web e con questo tuo post a quante stelline siamo? Non lo diciamo, ma sono già ad un livello ragguardevole.

Però sii sempre modesta ed amabile come sei, senza insuperbirti mai. 

Guarda, per esempio, la sorte di uno che ebbe tante stelline che non si contano, Pietro il Grande, grazie al quale la Russia ebbe un piedistallo considerevole in seno all'Europa delle grandi potenze. E questo post ne è la dimostrazione. Ecco un grande, tanto da indurre, anni fa, poco prima del 1997, autorevoli di Mosca a erigere per lui una enorme statua. Proprio quelli della città che fu quasi odiata da questo famoso zar di tutte le Russie! 
Però su questo monumento di 97 metri, che è al 6° posto, o 7°, tra le statue più alte del mondo, sorgono delle perplessità.
Su wikipedia:
(...) Realizzata su progetto dell'architetto Zurab Tsereteli, concepita per raffigurare Cristoforo Colombo, fu donata agli Stati Uniti d'America nel 1992 in occasione del 500° anniversario della scoperta dell'America. Rifiutata a causa della sua bruttezza è stata "riciclata" come statua raffigurante Pietro il Grande ed è stato, infine, deciso di collocarla a Mosca. La testa del condottiero genovese fu sostituita con quella dello zar, ma le tre caravelle rimasero, lasciano il dubbio sull'accostamento tra esse e Pietro il Grande.
E su un articolo del giornale Repubblica del 1997, assai imbarazzante, e non si fa cenno ai suddetti precedenti americani.

Titolo : TUTTA MOSCA INORRIDISCE PER LA STATUA DI PIETRO IL GRANDE.
Comincia con tanti blà, blà che ometto e inizio da qui:

Nella Mosca sovietica non c'erano monumenti dei Romanov, tantomeno di Pietro il Grande, lo zar delle prime riforme, della modernizzazione, dell'apertura all'Occidente. Crollata l'Urss, mentre da un capo all'altro della nazione rotolavano teste di Lenin e busti di Stalin, le autorità della capitale hanno pensato di rimediare. Il sindaco, Jurij Luzhkov, ha affidato a uno scultore di sua fiducia, il georgiano Zurab Tsereteli, il progetto di una statua di Pietro I. 

I lavori sono durati un anno e mezzo, e costati una fortuna, pari a 30 miliardi di lire. Ma solo recentemente, da sotto le impalcature, è sbucata l'opera pressoché conclusa. E immediatamente sono partite le polemiche. Lo zar in formato gigante non è piaciuto a nessuno. "Gulliver, Terminator, il Ciclope", lo ha soprannominato la stampa locale. "Un orribile pugno negli occhi", ha sentenziato la critica, architetti, urbanisti, artisti.

E qui altri tanti blà, blà, sull'autore della scultura in questione, Zurab Tsereteli e sul sindaco di Mosca, Luzhkov, preso per le sue personali questioni politiche, per giungere a quanto ci interessa sul monumento di Pietro I il Grande.

Ora la polemica sulla statua di Pietro il Grande segnala un altro fenomeno: dopo decenni di realismo socialista, il gusto artistico dei russi sta cambiando. Il 60enne Luzhkov appartiene a una generazione che predilige l'arte grandiosa, monumentale, agiografica, tipica del periodo sovietico. Ma i moscoviti più giovani rivelano inclinazioni differenti. L'idea che più una cosa è grande, maestosa, più è bella, non va più di moda. "Vogliamo una città dinamica, moderna", dice il promotore della rivolta, il gallerista Gelman. E del resto, una riproduzione di se stesso alta sessanta metri non sarebbe piaciuta nemmeno allo zar più dinamico e moderno della storia russa: Pietro I, che era "Grande" di statura e di genio, ma aveva il senso delle proporzioni, come dimostra la meravigliosa città che ci ha lasciato. Vedi articolo qui.

Buona domenica, Gaetano. 30 maggio 2010 09.44





21 commenti:

  1. Rosy, volevo farti una sorpresa, hai visto?!? Ce l'ho fatta!!! Comunque il tuo consiglio sulla scelta del video era perfetta!
    Grazie, un contributo prezioso per riflettere. E in effetti si adattava bene col mio post...
    occhio...

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  2. A Pietroburgo c'è stata una mia amica lo scorso anno. Me ne ha parlato entusiasta e consiglia una visita alla città a ,come me, non c'è mai stato. L'ho già messa in lista
    Ciao Rosy, passa un buon fine settimana!

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  3. Su Torino e Parigi posso confermare perché ci sono stata. Mi riferisco a come l'ideale di monarchia assoluta permeasse lo stilke artitettonico delle due città. A torino ci sono stata di recente, e nella visita allla città abbiamo trovato conferme grazie alle spiegazioni delle guide.

    Ma San Pietroburgo mi manca! Conosco per averli visti su immagini e reportage gli eccelsi monumneti che hai citato, ma vederli...ah che sogno!

    Grazie per questo stupendo reportage: un tuffo nella storia, nell'arte e nella bellezza.

    Un bacione.
    annarita

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  4. Scusa errori e refusi, Rosaria, ma sono stanca dura!

    Bacioni.
    Ciao.

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  5. cara Follettina, sorpresa ruscita
    Brava!
    Contributo dato con grande piacere,
    non devi ringraziarmi, tra amiche questa parola è vietata.
    Bacione
    Occhio...quello non te lo do..!
    capisci a me...
    Ciao

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  6. Brava Angelo azzurro metti in lista e vai che non ti pentirai
    Ciao a prestissimo.

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  7. Annarita cara, dobbiamo mettere in lista anche noi Pietroburgo è bella.

    La Russia mi ha sempre affascinata, l'ho visitata attraverso la letteratura russa e ci e stato un periodo che la sognavo sempre.

    A torino non ci sono stata a Parigi si e confermo quando dici.

    Gli errori? non me ne ero accorta.Allora penna rossa...

    Bacione.

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  8. Ennesima, splendida lezione per me.
    Quello che mi ha reso felice è l'aver appreso che a rendere meravigliosamente bella San Pietroburgo hanno contribuito ed in maniera considerevole, molti grandi artisti italiani tra i quali un certo Rossi. Chissà se era un avo di mia moglie avendo lei lo stesso cognome? Scherzo, è troppo comune.
    Una bella chicca anche rivedere molti quadri di tyanti pittori celebri esposti all'Hermitage.
    Hai capito Pietro il Grande e Caterina che bei soggetti erano?
    Grazie di tutto Rosy, sempre.

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  9. Bellissimo blog,molto interessante !Per questo ti ho aggiunto ai miei preferiti !Mi prenderò un po' di più tempo per leggerti con calma e gustarti meglio !Baci Sandra

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  10. Rosy anche per me che non ho mai visto San Pietroburgo è stato un piccolo e interessante viaggio nella sua archittettura. Che diversi Italiani vi avessero messo le idee e l'ingegno non lo sapevo proprio.

    Bravissima come sempre
    Ti auguro una buona domenica accompagnata da un bacino

    RispondiElimina
  11. Cara Rosy, si usa porre ogni stellina per misurare le opere non solo sul web e con questo tuo post a quante stelline siamo? Non lo diciamo, ma sono già ad un livello ragguardevole.

    Però sii sempre modesta ed amabile come sei, senza insuperbirti mai.

    Guarda, per esempio, la sorte di uno che ebbe tante stelline che non si contano, Pietro il Grande, grazie al quale la Russia ebbe un piedistallo considerevole in seno all'Europa delle grandi potenze. E questo post ne è la dimostrazione. Ecco un grande, tanto da indurre, anni fa, poco prima del 1997, autorevoli di Mosca a erigere per lui una enorme statua. Proprio quelli della città che fu quasi odiata da questo famoso zar di tutte le Russie!
    Però su questo monumento di 97 metri, che è al 6° posto, o 7°, tra le statue più alte del mondo, sorgono delle perplessità.

    Su wikipedia:

    (...) Realizzata su progetto dell'architetto Zurab Tsereteli, concepita per raffigurare Cristoforo Colombo, fu donata agli Stati Uniti d'America nel 1992 in occasione del 500° anniversario della scoperta dell'America. Rifiutata a causa della sua bruttezza è stata "riciclata" come statua raffigurante Pietro il Grande ed è stato, infine, deciso di collocarla a Mosca. La testa del condottiero genovese fu sostituita con quella dello zar, ma le tre caravelle rimasero, lasciano il dubbio sull'accostamento tra esse e Pietro il Grande.

    E su un articolo del giornale Repubblica del 1997, assai imbarazzante, e non si fa cenno ai suddetti precedenti americani.

    Titolo : TUTTA MOSCA INORRIDISCE PER LA STATUA DI PIETRO IL GRANDE.

    Comincia con tanti blà, blà che ometto e inizio da qui:

    Nella Mosca sovietica non c'erano monumenti dei Romanov, tantomeno di Pietro il Grande, lo zar delle prime riforme, della modernizzazione, dell'apertura all'Occidente. Crollata l'Urss, mentre da un capo all'altro della nazione rotolavano teste di Lenin e busti di Stalin, le autorità della capitale hanno pensato di rimediare. Il sindaco, Jurij Luzhkov, ha affidato a uno scultore di sua fiducia, il georgiano Zurab Tsereteli, il progetto di una statua di Pietro I.

    I lavori sono durati un anno e mezzo, e costati una fortuna, pari a 30 miliardi di lire. Ma solo recentemente, da sotto le impalcature, è sbucata l'opera pressoché conclusa. E immediatamente sono partite le polemiche. Lo zar in formato gigante non è piaciuto a nessuno. "Gulliver, Terminator, il Ciclope", lo ha soprannominato la stampa locale. "Un orribile pugno negli occhi", ha sentenziato la critica, architetti, urbanisti, artisti.

    E qui altri tanti blà, blà, sull'autore della scultura in questione, Zurab Tsereteli e sul sindaco di Mosca, Luzhkov, preso per le sue personali questioni politiche, per giungere a quanto ci interessa sul monumento di Pietro I il Grande.

    Ora la polemica sulla statua di Pietro il Grande segnala un altro fenomeno: dopo decenni di realismo socialista, il gusto artistico dei russi sta cambiando. Il 60enne Luzhkov appartiene a una generazione che predilige l'arte grandiosa, monumentale, agiografica, tipica del periodo sovietico. Ma i moscoviti più giovani rivelano inclinazioni differenti. L'idea che più una cosa è grande, maestosa, più è bella, non va più di moda. "Vogliamo una città dinamica, moderna", dice il promotore della rivolta, il gallerista Gelman. E del resto, una riproduzione di se stesso alta sessanta metri non sarebbe piaciuta nemmeno allo zar più dinamico e moderno della storia russa: Pietro I, che era "Grande" di statura e di genio, ma aveva il senso delle proporzioni, come dimostra la meravigliosa città che ci ha lasciato. Vedi articolo qui.

    Buona domenica,

    Gaetano

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  12. Appena dopo aver postato il commento mi sono posto una domanda nel venire a sapere dei risvolti della edificazione del monumento moscovita dedicato a Pietro I il Grande.

    La domanda è questa:

    Si può mai accettare che quel sindaco di Mosca, il 60enne Luzhkov, prima d'altro un fiero moscovita e soprattutto russo, abbia potuto accettare di erigere la statua in questione con un'opera "riciclata"?

    Peggio ancora se si tratta di una statua concepita per raffigurare Cristoforo Colombo, quale dono agli Stati Uniti d'America nel 1992 in occasione del 500° anniversario della scoperta dell'America e rifiutata a causa della sua bruttezza?

    Mai e poi mai poteva essere una cosa del genere, eppure i fatti dicono di sì.

    Allora tento una certa scalata col pensiero immaginando che di tutti i fatti or ora emersi solo i pochi addetti ai lavori (l'autore Zurab Tsereteli e il sindaco Luzhkov) ne dovevano sapere.

    A questo punto, c'è solo un modo per spiegare ogni cosa che all'apparenza risulta inaccettabile: intravedere un occulto ruolo di logge massoniche - mettiamo russe e americane - disposte ad un nuovo assetto di ordine mondiale.

    Di qui l'operazione simbolica, quale emblema esorcizzante un tale nobile proposito, con un monumento che unisce due Grandi, Cristoforo Colombo e Pietro I con la sua testa.

    Non possiamo che immaginare una cosa del genere, ma i fatti storici epocali ce ne danno la prova se si sente dire effettivamente di un nuovo ordine mondiale tra Washington, Mosca e Pechino.

    Rilevo dal web questo articolo di Giorgio Prinzi a riguardo:

    Washington - Mosca - Pechino: nuovo ordine mondiale?

    News del 25-10-2005

    Ci si è più volte chiesti quale fosse la posizione della Cina continentale verso quello che da tempo sembra delinearsi come un nuovo ordine mondiale fondato sul bipolarismo tra Mosca e Washington; notizie di poche ore fa sembrano indicare il coinvolgimento diretto di Pechino in questo processo

    Blà, blà, e poi:

    Ed ancora, è l'agenzia giornalistica cinese "Xinhuanet" che in una corrispondenza da Mosca del 24 ottobre rende noto, con una strana "triangolazione", l'incontro Sergei Ivanov, ministro russo della Difesa, e Stephen Hadley, Consigliere statunitense alla Sicurezza Nazionale, che hanno discusso di cooperazione nella lotta al terrorismo internazionale ed alla proliferazione delle armi di distruzione di massa. Al riguardo traduciamo un paragrafo chiave della nota di agenzia «I due rappresentanti hanno anche discusso di azione congiunta (interaction) per quanto attiene la difesa e la sicurezza, sia per in relazione a scenari regionali che internazionali, comprendendo la situazione nella Penisola di Corea, l'Iraq, l'Afghanistan e l'Iran.

    Nel lancio di "Xinhuanet" viene più volte citata come fonte primaria l'agenzia ufficiale russa "Itar-Tass". Siccome in questo genere di cose ogni particolare ha un significato preciso ed intenzionale, si può cominciare a pensare che stia cominciando ad avvenire una transizione che aprirà l'attuale nuovo ordine, che attualmente fa perno sul bipolarismo tra Washington e Mosca, anche a Pechino, con il contributo di altre importanti capitali, tra le quali sta svolgendo un ruolo affatto secondario Roma.

    Torneremo sull’argomento che si fa sempre più intrigante, anche perché questa tendenza sminuisce il ruolo di altre organizzazioni internazionali, a cominciare dall'Organizzazione delle Nazioni Unite e dell'Unione Europea, quest'ultima sempre più marginale nella politica internazionale.Vedi qui

    Tutto questo sembra esulare da questo convivio sulle bellissime opere monumentali, ma ognuna di loro mi riportano alla bellissima Elena di Troia...

    Gaetano

    RispondiElimina
  13. Sandra, benvenuta in questo mio piccolo spazio, ti ringrazio e verrò a farti visita e ti linkerò anche io.
    Col tempo impareremo a conoscerci meglio, lo spero.
    Buona Domenica.
    Ciao

    RispondiElimina
  14. Cara Rosalba, anche per me è stata una sorpresa (ma per me tutto è sorpresa) scoprire che i nostri architetti italiani hanno collaborato attivamente a dare tanto lustro a Pietroburgo, mi rende un pochino orgogliosa della nostra bellissima Italia.

    Ma Pietro il Grande e Caterina II avevano gusto oltre che grinta e

    Rosalba, quante cose sto imparando
    con questi post.

    Un bacino anche a te
    Buona domenica.

    RispondiElimina
  15. Magnifica SanPietroburgo: spero di poterci ritornare presto.

    RispondiElimina
  16. Caro Gaetano, ho postato il tuo primo commento.
    ma ti rispondo qui-
    Non preoccuparti, per mia natura non sono superba, ci ha pensato la vita con le sue lezioni a farmi capire già da ragazza, quanti sentimenti inutili e dannosi albergano nell'animo umano.
    Le uniche stelle che esistono sono quelle del firmamento, anche se noi siamo delle stelle, ma brilliamo per poco.

    Le opere che l'uomo lascia ai posteri, belli, brutti che siano, comunque, "disegnano" un momento un pensiero, un'epoca nel grande cammino dell'umanità

    Non conoscevo la storia di Pietroburgo e meno male che ci sono sovrani illuministi come Pietro il Grande, Caterina seconda , come il il nostro sovrano Ferdinando, detto francischiello e grazie a lui Caserta può vantarsi della Reggia.

    Quante persone lavorano in queste maestose architetture che sfidano il tempo e un po anche la disoccupazione.
    Opere che hanno dato lavoro ancora lo danno e continueranno a darlo



    Sull'ordine Mondiale, non so risponderti ma da tempo credo che i politici che mandiamo al potere sono anche loro comandati da un ordine che non è visibile alla massa.

    Ho seguito la politica per anni, cercando di capire, ora ne so meno di prima e cosi passeggio tra l'arte, cogliendo la bellezza di ogni tempo...
    Buona serata Gaetano

    RispondiElimina
  17. Sandra...ti auguro di ritornaci al più presto a Pietroburgo cosi ci mandi una bella cartolina che dici? (Scherzo, sulla cartolina)
    Ciao e buona serata.

    RispondiElimina
  18. Like any historical capital, St. Petersburg has a wealth of statues and monuments commemorating its history and its greatest citizens. As well as numerous and very different statues of the city's founder, Peter the Great, St. Petersburg's public spaces are decorated with the figures of Russia's literary greats, military heroes, and political dignitaries, and a score of monuments to the city's triumphs and tragedies, especially to the hardships and losses suffered by the city during the Siege of Leningrad. It is a must see place, but do not forget to book a hotel online before you visit.

    RispondiElimina
  19. Traduzione del commento dell'hotel
    San Pietroburgo ha detto...

    Come ogni capitale storica, San Pietroburgo ha una ricchezza di statue e monumenti commemorativi della sua storia e il suo più grande cittadini. Come statue oltre a numerosi e molto diversi del fondatore della città, Pietro il Grande, San Pietroburgo gli spazi pubblici sono decorate con le figure dei grandi della letteratura russa, eroi militari e personalità politiche, e una ventina di monumenti ai trionfi della città e le tragedie , soprattutto per i disagi e le perdite subite dalla città durante l'assedio di Leningrado. E 'un luogo da vedere, ma non dimenticate di prenotare un hotel online prima di visitare.

    Grazie

    RispondiElimina
  20. Ci sono stata,in camper, nel 2005. Una città bellissima.
    Una meravigliosa guida ci ha accompagnato tra le meraviglie dell'Ermitage ... da allora sogno di poter ritornare!

    RispondiElimina
  21. Rosy carissima,sono appena rientrata era mia intenzione inviarti cari affettuosi e sinceri auguri per la Pasqua, che sia serena, di rinascita in gioia.
    Dovevo per forza fare un po di spesa... anche se sono sola... debbo pur mangiare!! ;-))
    A presto la strega stregata dalla magnificenza dei tuoi post.
    Un sorriso in cammino

    RispondiElimina

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