venerdì 15 gennaio 2010

UN FATTO DI CRONACA DEL 7 FEBBRAIO 2007-Gaetano Barbella.

RIFLESSIONI SULLA MORTE

L’EDELWEISS DI MANTUA

Gaetano Barbella




Da quel fiore s’ode il suo canto:
“Zu Mantua in Banden
der treue Hofer war”
[“Il fedele Hofer era
a Mantova in catene”].
Dov’è l’amor ch’io non vedo,
nei due della mappa di Mantua?
In colei dalla malcelata vergogna
dell’ignuda accanto?
O nel suo ventre che par
sol della colpa, ma di lui
ella indica decisa:
per riparar l’oltraggio subito?
Forse l’amor fuggiasco
è in questi che par un re,
ma è anche un cavalier
a caccia di draghi o,
a veder le stelle e pianeti
e dilettarsi con la geometria.
Però la coscienza del vecchio,
lo tormenta come non mai,
per il desiderio avuto per ella,
ma l’amor chissà dov’era.
Accadrà che l’infante nascerà,
e l’amor che reca seco, saprà
a chi giovare perché è scritto:
sarà per i “Martiri di Belfiore”.
Lì nell’isolato vuoto fra i due:
della mano di lei ed una lingua
di un atavico inganno in lui.
E come si sa, a causa di questi
venne la morte e l’amor perì.
Ma or vedo chi è risorto
fra quei “Martiri di Belfiore”.
Niun s’accorge che è in quei due
da seimila anni in un abbraccio,
lì a Valdaro di Mantua,
da scheletri or rinato all’aria.
Testimoni due bresciani
del dì 7 febbraio 2007.


LA SEPOLTURA RINVENUTA NEL MANTOVANO
di Massimo Lenzini
[Dal GIORNALE DI BRESCIA dell’8 febbraio 2007]




Illustrazione 2: La sepoltura rinvenuta nel Mantovano.


Se ne stanno lì, in un abbraccio che dura da seimila anni. Le fronti che quasi si toccano, intrecciati gli sguardi e le gambe, una mano che ancora lascia immaginare il gesto di un'ultima carezza sul volto.
È una scoperta di grandissimo interesse scientifico - ma anche di forte coinvolgimento emotivo - quella effettuata alcuni giorni fa a Valdaro, alle porte di Mantova: nel corso di uno scavo attorno ad una villa romana è emersa una doppia sepoltura («bìsoma», direbbe il linguaggio degli archeologi) che il corredo fa risare al Neolitico e che non ha uguali in tutta l’Italia settentrionale. Forse un caso unico a livello nazionale.
Nel rinvenimento sono coinvolti due quarantenni archeologi bresciani: Daniela Castagna (componente della Sap, la società archeologica che sta effettuando la campagna di scavo per conto della sovrintendente mantovana Elena Menotti) e Piergiorgio Cinelli (che in particolare si sta occupando dei rilievi dello scavo). Anche per loro - pure impegnati ad agire sul sito con un’attenzione tutta scientifica - la scoperta è stata accompagnata da un forte coinvolgimento emotivo: trovarsi di colpo di fronte a quei due scheletri, a quelle due persone - dice Daniela Castagna - è un'emozione fortissima. Da pelle d'oca. Sembra ancora di percepire il momento che unisce i due corpi, le braccia dell'uno rivolte verso l'altro. «Non ce li aspettavamo - conferma Piergiorgio Cinelli, archeologo ma anche cantautore, in questi giorni impegnato a trasferire su lucido il rilievo della sepoltura -. Stavamo lavorando ai margini di una grande villa romana e cercando quel livello di terreno che in archeologia si dice sterile, cioè privo di segni di presenza umana. E invece ecco la sepoltura. Che poco alla volta si è rivelata una scoperta incredibile».Il rinvenimento ha subito suscitato una forte eco fra i mass media. E non solo fra quelli nazionali. Un servizio é andato in onda addirittura su Al Jazeera mentre proprio in questi giorni sul sito archeologico Valdaro, è impegnata una troupe della Cnn.
Ma chi erano quelle due persone? Come sono morte? Perché sono state sepolte abbracciate in quel modo?
Sono moltissimi gli interrogativi ai quali ora i ricercatori dovranno rispondere. «Nel giro di un giorno o due al massimo - spiega Daniela Castagna - la sepoltura verrà prelevata per intero e raccolta in un cassone rigido. Questo permetterà di trasportarla in laboratorio così com'è, perché un antropologo la possa analizzare». L'obiettivo é quello di effettuare un'indagine la meno invasiva possibile, perché la sepoltura possa in futuro mostrare il suo abbraccio millenario anche al grande pubblico.
L'antropologo dovrà saper dare ai due scheletri un sesso e un'età, dovrà saper dire se la loro è stata una morte violenta ma anche se in vita avessero avuto malattie particolari o se la loro dieta fosse carente di qualcosa. Pare non sia ancora stabilito se per la datazione esatta dei due corpi sarà possibile utilizzare il C14. In ogni caso a dare un primo, importante orizzonte temporale alla sepoltura ci pensano già gli oggetti del corredo funebre.Sulla spalla dell'individuo a sinistra è stata rinvenuta adagiata una punta di freccia in selce. Una punta silicea di una dozzina di centimetri si trova invece appoggiata al femore del corpo a destra, sotto il cui bacino si trovano anche due lame lavorate di selce. I manufatti parlano di Neolitico. Tutto il materiale siliceo sembra proveniente dai monti Lessini, nel Veronese, dato che testimonia di una capacità di movimento e di commercio non inusuale nell'epoca.«Dalla sepoltura ci attendiamo informazioni preziosissime circa aspetti della vita sociale del Neolitico che ancora non conosciamo o che quanto meno attendono di essere colti con uno sguardo d'insieme» spiega Daniela Castagna. Prematuro invece - se non addirittura fuorviante - lasciare spazio a congetture che forse possono apparire suggestive ma che al momento non trovano alcun supporto scientifico. Sembra non aver senso ad esempio chiedersi se i due fossero il Romeo e Giulietta della preistoria. O se alla morte violenta di lui fosse seguito il sacrificio umano di lei. «Lasciamo che l’antropologo faccia il suo lavoro - frena Castagna -. Quel che è certo è che i due sono stati sepolti nello stesso momento».
Poco o nulla conosciamo del significato di legami parentali di seimila anni fa. Forse i due corpi di Valdaro erano solo persone legate da simile rango sociale. Forse non erano neppure un uomo e una donna legati da quell'affetto che oggi noi riconosciamo proprio degli innamorati.Ma ai nostri occhi non può non colpire l'eco tenera di quel lunghissimo abbraccio. Di quella carezza iniziata seimila anni fa e non ancora terminata.

Chi crederà che la morte
può vincere sé stessa?
Però, io vi dico che l’artefice
è l’amore, come l’edelweiss
il “belfiore” alpino or di Mantua,
ma di un martire lì dimenticato:
il tirolese patriota, Andreas Hofer [1].
Dal fiore s’ode il suo canto:
“Zu Mantua in Banden
der treue Hofer war”
[“Il fedele Hofer era
a Mantova in catene”].
È un fiore che torti non fa.
Osserva il disegno mio:
chi son i suoi petali?
La mano ed il ventre di lei.
E poi la cintola di lui e ancor,
del drago la lingua d’inganni.
Il gambo li separa ma,
li riunisce al centro un sole.
È l’amor che anela la libertà,
come quelli di “Belfiore”,
e dimorar suol sempre in alto,
fra rupi scoscese per capanna.
Ed il vento vi si agita intorno
a carezzar le sue esili penne.
leggi qui



SEGNI DELLA TERRA DI MANTUA

L’EDELWEISS LO STRANIERO BELFIORE


Illustrazione3: Disegno allegorico che ho tratto dalla mappa di Mantova.






Grazie Gaetano, di avermi ricordato un fatto che avevo dimenticato.

13 commenti:

  1. Grandioso, come al solito, lo studio di Gaetano sull'edelweiss di Mantua.

    Pensa che mi sono ricordata di aver letto l'articolo quando ancora non conoscevo Gaetano. Come è imprevedibile la vita!

    Delicatissime e commoventi le liriche.

    Grazie di cotanta bellezza, Gaetano, e grazie a te, Rosaria, per averne dato evidenza.

    Un abbraccio ad entrambi.
    annarita

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  2. Rileggendo il mio componimento, così senza il supporto del disegno, mi sono preoccupato temendo che fosse incomprensibile ogni cosa detta. Ma poi, mi sono reso conto che non ce n'era tanto bisogno, salvo poi a vederlo dopo ricorrendo al link. Come dire che basta la parola per attivare l'immaginazione.
    Grazie Rosaria.
    Cari abbracci,
    Gaetano

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  3. Cara Annarita, detto da te, una poetessa ammirevole, è un complimento che mi rassicura, non valutandomi tanto in fatto di versi.
    Non riuscirai ad immaginare il nesso (o forse sì), ma ho qui nel cuore quell'edelweiss di Belfiore. I suoi petali sono rossi.
    Un caro abbraccio,
    Gaetano

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  4. Annarita, la vita è davvero imprevedibile , pensa che anche io avevo letto " il piatto dell'imperatore" di Gaetano quando ancora non lo conoscevo, ricordo la storia perchè chi la raccontava era di Caserta.
    Ci siamo ritrovati tutti e tre.
    Saranno coincidenze? e chi lo sa...
    Un bacione.

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  5. Caro Gaetano, forse tu non lo vedi, certe volte succede anche a me di non vedere le immagini, specie con firefox invece con ex le vedo.
    Le immagini ci sono, tutte e due.
    Mi dispiace che tu non le vedi ma io si adesso mi viene il dubbio che anche gli altri non le vedono.
    Questo fatto è strano.
    Un abbraccio a te e sono io che ringrazio te.

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  6. Rosy, mi riferisco ai miei disegni tratti dalla mappa di Mantova. Tutta la descrizione può considerarsi la didascalia a riguardo, oltre alla foto dei due scheletri.
    Buon mattino,
    Gaetano

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  7. Scusa Gaetano, non avevo capito bene, provvederò ok?
    Buon mattino anche a te.

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  8. Rosy cara,un veloce saluto perchè non vi ho dimenticate.Tornerò,spero,a tessere con voi tutti,amici di blog ancora tante trame di vita.Un abbraccio.

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  9. passo anche io per un veloce saluto. leggerò con calma domani.... ho un sonno, sono distrutta, ma volevo salutari, e salutare anche gli altri: ciao Annarita, ciao Chicchina, ciao Gaetano (anche se non ti conosco bene!).
    Baci

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  10. Buona Domenica Rosy!!!
    Un abbraccio
    Paola

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  11. Cara Chiccina, mi dispiace che sei ancora senza il pc, ma noi ti aspettiamo di qui non ci muoviamo.
    Spero che oltre il pc, tutto vada bene.
    Continueremo a tessere le nostre storie, stanne certa.
    Un bacione grande e se mi leggi ti auguro una buona Domenica.
    Ciao!

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  12. janas, allora buon riposo...
    Un salutone a te e un bacione
    Buona Domenica follettina.
    Ciao!

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  13. Buona Domenica anche a te cara Paola e anche n bacione.
    Ciao!

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