giovedì 10 settembre 2009

Settembre è il mio mese.Compierò 62 anni tra pochi giorn e...


una bella età, ricca di tante esperienze, brutte e belle Oggi abbraccio le brutte e le belle perchè tutte e due mi parlano di me e dei miei giorni che tra salite e discese mi hanno permesso di costruire il mio piccolo sentiero.

Fino al giorno del mio compleanno, voglio scrivere una carrellata di ricodi di bambina

La foto che vedete, è l'unica foto della mia infanzia, attraverso lei so come ero a 8 anni.Sto con la mia madrina di cresima. Antonella, ha lasciato questo mondo a solo 38 anni.
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Tanti di voi sanno che la mia infanzia l’ho vissuta in collegio, per questo se voglio parlare di lei, devo parlare del collegio. In questo mattatoio di anime, eravamo cento ragazze di ogni età, le piccole, le mezzane e le grandi. Inutile dire che qui dentro vigeva non solo la gerarchia, ma anche il nonnismo, si il nonnismo. Le mezzane, usavano il loro potere sulle piccole potere che le veniva dalla loro età, le grandi comandavano sia le mezzane che le piccole, insomma, si aspettava di crescere per salire di “grado” nella scala gerarchica. In questa comunità eterogenea cento anime vagavano senza sapere neanche di esistere. L’unica cosa che si imparava qui dentro appena entrate, era l’ubbidienza assoluta, no si aveva voce in capitolo, le più temute dalle piccole erano le suore, le mezzane e le grandi . Essere messa in collegio l’avverti come un ingiustizia e crebbi ribelle, non mi sottomettevo a niente, a nulla e a nessuno. Le suore mi lasciavano stare, avevano capito che con me non l’avrebbero spuntata. Il tempo passava e con lui la mia rabbia si affievoliva, ma non si spegneva. Le ragazze mi volevano bene tutte, forse, in me vedevano il coraggio di ribellarmi, ma più che coraggio la mia era rabbia.

In questo piccolo" villaggio" lontano dal mondo vagavano anime impaurite, deboli e fragili Piano, piano sulla mia pelle imparai cosa significa saper vivere, sembra strano, ma e cosi. Qui dentro, ancora bambina imparai a confrontarmi con i miei simili. Imparai ad ascoltare, imparai a mantenere i segreti, imparai ad essere di aiuto, imparai a coprire le spalle alle più deboli, imparai a non litigare con nessuno, imparai tante cose. ll collegio è stato in assoluto la mia prima società, una società dura da affrontare e da vivere. Il mio era un orfanotrofio, tutte eravamo pagate per stare li da vari enti. A noi ragazze aspettava il compito di pulire scale, corridoi, camerate, piatti, bagni, lavori che venivano assegnati dalle suore ogni mese. Lavori che anche le piccole dovevano svolgere, ogni mese si cambiava compito, cosi li chiamava il nemico i compiti. Sveglia alle sei del mattino, d'inverno era cosi buio che ancora si vedevano le stelle e la luna.

Dio mio ogni mattina, quel campanello e il passo della suora che diceve e faceva sempre le stesse cose "svegliaaa ragazze su sbrigatevi, mentre parlava passava tra i letti tirando giu le coperte e aprendo i finestroni, che aria gelida che entrava, avevamo tutti i geloni e per lavarci l'acqua era fredda. Avevamo mezz'ora per lavarci, rifare il letto e pulire la camerata Sei e mezza in chiesa per la messa fino alle sette poi in refettorio, poi su ai laboratori o a scuola. Tutto questo dai quattro ai 15 anni fino a che scappai.

I compiti delle pulizie erano troppo grandi per delle bambine, cosi ci aiutavamo tra noi di nascosto delle suore, che non ci avrebbero mai permesso di dare e ricevere aiuto Imparammo ad aiutaci tra noi in silenzio, c'erano bambine che piangevano e fu in questo inferno che il sentimento della solidarietà attecchi per sempre nel mio cuore e credo, anche in quelle delle mie amiche.

In questa caserma si imparava solo il dovere, se c’erano diritti o carezze per noi ragazze non lo sapevo e nè li conoscevo. La cosa che più mi irritava era vedere che tra noi c’erano ragazze cattive, che pur di essere benvolute dalla suore, facevano la spia. Questo era il nemico più pericoloso e odiato. Un nemico che divideva la tua tavola, la camerata , insomma stava bene infiltrato tra noi. Per questo, ancora oggi odio ogni tipo di bugia, perché a volte questo stupido nemico combina solo guai.


In questo mattatoio di anime troppe sono le cose che imparai e troppi sono i pezzi del mio piccolo cuore che si frantumarono, col tempo imparai anche a raccoglierli...e forse ancora li sto raccogliendo per ricomporre il mio cuore di bambina. Tra noi c'erano anche ragazze cattive, piene di gelosia e invidia, il fatto è che questi due sentimenti sono come il vinavil a lui si attaccano altri sentimenti che deformanno l'animo per sempre.

Una cosa all'epoca mi fu chiara, chiarissima...mai scendere a compromessi con nessuno. Per riuscire in questo dovetti imparare a difendermi, anzi, combattevo ogni cosa... fino a quando crescendo mi trovai al centro di un grande cambiamento (a mia insaputa )il primo in assoluto nella vita collegiale del nostro istituto

Quando passai nel gruppo delle mezzane, non abbandonai il vecchio gruppo delle piccole, anzi, le inserì nel gruppo delle mezzane,me le trascinai con me, in teoria c’erano sempre tre gruppi, ma, in pratica non era più cosi, le piccole sostenute da noi mezzane, divennero anche loro più forti e più sicure, diventò anche più bello stare insieme. Un giorno durante la ricreazione una ragazza che faceva parte del gruppo delle grandi si accorse di me mentre giocavo a palla prigioniera,(ero bravissima, se non c'ero io la partita non si faceva) mi chiamò e mi invitò ad entrare nella loro squadra per il prossimo torneo, ( che vincemmo alla grande!) Le piccole e le mezzane per la prima vota parteciparono al torneo come spettatrici (per tifare per me e per la mia squadra) In questi tornei era presente anche la madre superiora con il suo esercito di cape di pezze... come noi ragazze chiamavamo le suore.

Le suore non sopportavano questa unione dei gruppi per loro i tre gruppi dovevano stare lontano, ma col tempo si arresero e cosi ogni barriera cadde e le suore non formarono più i gruppi. Il trono della gerarchia era caduto, (tranne quello delle suore) forse un po grazie a me perchè Io non mi spostavo e non accettavo di fare nessuna partita con le grandi se con me non c'era una mezzana e le piccole raccattavano la palla quando andava lontano.

Dopo tanti anni incontrai Peppino il nipote della direttrice dell’orfanotrofio in una riunione di scuola , precisamente allo scientifico. Stavamo in corridoio in'attesa di essere ricevuti dagli insengnanti, quando mi si accostò un signore e sottovoce mi fa buonasera, risposi al suo saluto, ma, nel tono della sua voce raccolsi un qualcosa di confidenziale Mi girai e gli chiesi.. “Ci conosciamo?


Si, fu la sua risposta.., al che chiesi “non mi ricordo, forse ci siamo incontrati ad altre riunioni”? Lui scuoteva la testa in segno di no. Io insistevo “forse ci siamo incontrati alle medie..NO . Alle elementari? NO! All’asilo? Si, fu la risposta del signore, lo riguardai e fui folgorata da un'idea e gridai … Peppino sei Tu? Si entrando ti ho subito riconosciuta e mi sono accostato a te Lo guardai e dissi...Peppino come sei diventato brutto eri cosi bellino. Le altre mamme, intorno a noi che avevano seguito la scena scoppiarono a ridere. Ci abbracciamo felici, alla fine della riunione dei professori mi riaccompagnò a casa. In macchina il discorso cadde sul collegio e le suore Peppino mi raccontò che ero la preferita delle suore(però, chi l'avrebbe detto) che a tavola non si faceva che parlare di me e delle mie marachelle , della mia disubbidienza.Da Peppino seppi che la rabbia delle suore era dovuta al fatto che non erano riuscite ad arrivare al mio cuore, però guai a chi ti toccava. Scoprire questi sentimenti nei miei riguardi da parte del nemico, mi fece commuovere.. ma ripensandoci bene... devo dire che…

la madre superiora, certe volte mi chiamava di nascosto dalle altre ragazze , metteva la mano in tasca e mi dava un uovo fresco da succhiare, allora se ne andava quando l’avevo finito . Suor Virginia picchiava tutte tranne me. Suor Valeria mi chiamava a nome, alle altre con il cognome e mi voleva sempre accanto a lei, ma io scappavo sempre da lei. Lei faceva parte del nemico. Solo dopo tanti anni, grazie a Peppino ho scoperto che il nemico mi amava. Ero convinta che io per loro non esistevo e invece...non era cosi.


9 commenti:

  1. Toc toc.. stasera veramente entro in punta di piedi... ma volevo farti sapere che trovo questa tua idea, deliziosa, e mentre ti leggevo, mi catapultavo nella mia infanzia.. tenerissimi piensieri, tornero cara roy tornero.. fra tempo un abbraccio a te e ai tuoi cari. Come sta la piccola? State tutti bene? baci, Lisa

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  2. ...Entrare in punta di piedi nel tuo mondo è doveroso...un poco della mia infanzia lo hai conosciuto tramite Cecilia...
    Carissima Rosy, voglio farti gli auguri ogni giorno, fino al giorno del tuo compleanno!
    verrò a trovarti tutte le mattine e ti accompagnerò fino al giorno che tu sola conosci, per adesso.
    Oggi ti mando una rosa color salmone, domani vedremo...

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  3. Cara Rosy leggere i tuoi ricordi è come viverli, hai la capacità di far visualizzare ciò che racconti... "eri così bellino sei diventato brutto" avrei voluto sentirti nella tua spontaneità.
    Divertentissima come sempre pur nel dolore di tanta sofferenza.
    Un abbraccio forte forte

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  4. rosy, non a caso ti chiamo la "donna delle meraviglie"...perché sai suscitare una sana, immensa meraviglia con il tuo narrare di te e della tua vita.

    Attraverso questo tuo raccontarti, imparo ad apprezzarti ogni giorno di più e a volerti sempre più bene.

    Mi pare di vederti: piccola, caparbia, generosa e solidale con con tutti...persino amata dal nemico.
    E come potrebbe essere diversamente?

    Bacioni
    annarita

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  5. Lisa, sei un tesoro, sono contenta che questi miei racconti ti hanno catapultata nella tua infanzia.
    Ti aspetto lisa.
    Grazie e notte serena.

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  6. Sara il tempo è breve, solo oggi ho avuto l'idea di scrivere questi post.
    Magari dopo posse sempre andare avanti...
    Grazie della rosa color salmone.
    Un bacio a te e a cecilia.

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  7. Rosalba, guarda che io ci credo che scrivo come dici tu!
    Se sapessi scrivere come dico e piace a me, scriverei una seconda
    Divina Commedia...scherzo ma non troppo!
    Un bacione.
    A scuola tutto bene?

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  8. Antonella..donne delle meraviglie è bellissimo!
    Ti ringrazio delle tue parole.
    Il fatto è che quello che scrivo è tutto vero.
    Povera me
    Un bacione grande.

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