lunedì 6 luglio 2009

Coriandoli di vita.





Forse sfioravo gli otto anni, lo so perchè ancora non avevo fatto la prima comunione.
Non mi ricordo cosa combinai, le suore per castigo mi diedero da pulire per una settimana la nostra chiesetta, durante l'ora della ricreazione, il castigo era proprio diretto alla ricreazione.
Cosi con secchio, scopa e straccetti mi avviai alla cappella, mentre le amiche andavano a ricreazione.
Mentre pulivo, ogni tanto andavo nell'angolo dove stava la bottiglietta di vino bianco di Don Mimmi il nostro parroco e ne bevevo un goccetto piano piano mi fini quasi tutta la bottiglina.
La mattina dopo, durante la messa, don Mimi si accorse che mancava il vino fece segno alla suora che svelta si alzò per provvedere.
Solo allora capi che si era schiarita una brutta giornata per me- avevo profanato con le mie labbra una cosa Santa e capi che l'avrei pagata e cosi fu!
La Cappella non me la fecero pulire più
Il castigo continuò divesamente...



tutto il tempo della ricreazione
dovevo staresenza giocare.
Con divieto assoluto da parte del nemico
(le suore)
nessuna ragazza doveva rivolgermi la parola
e ne avvicinarsi a me.
Scontai per un mese il mio castigo
seduta sull'ultima panchina in fondo al viale
che vedete



Questo è il prato della ricreazione.
Ordine e disciplina-
In questa caserma
ho fatto il mio servizio militare.



Il parco del collegio

oggi è diventato villa comunale.

dove spesso i miei nipotini vanno a giocare

dove ha  giocato la loro nonna da piccola.

Mai da piccola avrei pensato di rimettere piedi in questo parco.
Anche percvhè abito a Caserta
Mia figlia si è sposata ed è venuta ad abitare a san Nicola la strada.
Spesso porto i miei nipotini in questo parco, ma davanti ai miei occhi 
passano tanti volti di bambine che non so più nulla di loro.



8 commenti:

  1. Amarezza o nostalgia quando vi porti i nipotini?
    Nostalgia dell'infanzia malvissuta, naturalmente.

    RispondiElimina
  2. Stella,quando varco il cancello, il cuore mi si stringe, non lo so, quello che provo, e cosi indecifrabile.
    Certo è che non vedo l'ora di uscire da quella che oggi viene chiamata da tutti, villa comunale.
    Anche i gridolini dei bambini, le loro corse, li guardo e altre bambine, e altre voci, si sovrappongono
    Comunque, cerco di accompagnarli raramente.
    Preferisco portarli ad un'altra villetta, più piccola e meno bruciante per il mio cuore.
    Un bacio

    RispondiElimina
  3. Bruciante è una parola che calza a pennello con quanto hai sicuramente sofferto, cara Rosy.
    Ma che razza di crudeltà anche tra le suore!
    Ti abbraccio forte, più forte del solito :D.
    Lieta serata e a presto,
    Lara

    RispondiElimina
  4. Rosy, l'avevo capito...evita di andare alla gran villa!

    RispondiElimina
  5. Stella, evito di andarci, ma i bambini certe volte insistono e cosi ci vado...che ne sanno loro?
    Ti abbraccio.

    RispondiElimina
  6. Lara, le suore, erano di una severità, che rasentava, il sadismo.
    Grazie, ricambio il tuo abbraccio.
    Bacioni

    RispondiElimina
  7. Ciao Rosy, un abbraccione forte, fortissimo.
    I brutti ricordi devono diventare proprio come i coriandoli: piccoli pezzettini che volano via al vento, che lasciano posto solo ai sorrisi.
    Un bacio.

    RispondiElimina
  8. follettina cara, sei un angioletto
    Gli angeli vovono tra noi ci sfiorano con le loro parole e con il amore
    Ti voglio un mondo di bene
    Salutami i tuoi folleti.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...