Translate

Visualizzazione post con etichetta LA CABALA E' SEMPRE UNA COSA SERIA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta LA CABALA E' SEMPRE UNA COSA SERIA. Mostra tutti i post

lunedì 31 gennaio 2011

NAPOLI INTERNO BANCO LOTTO ! LA CABALA E' SEMPRE UNA COSA SERIA !!!

Reperito da qui


Link segnalato da Gaetano


Dovete sapere che il Banco del lotto,ormai in via di estinzione,perché soppiantato dalle ricevitorìe semiautomatiche e asèttiche,dove si gioca di tutto,è stato per decenni,un luogo sospeso tra metafisica e socialità,un porto franco,dove si incontravano le realtà  più disparate, ma omologate dalla stessa febbre della speranza, del convincimento di un imponderàbile che sfuggiva all’umana comprensione, e che proprio perciò, andava interpretata, scrutata, sfidata.

L’impiegato addetto al banco ricevitoria,veniva chiamato abitualmente o pustièro,  ( dal tèrmine “pòsta” ) oppure “officiante”, etimologicamente più complesso,che deriva dall’”officiata”,cioè la cerimonia ufficiale con la quale si annunciava (e si annuncia ancora adesso) l’estrazione. Dal che anche il vecchio adagio : “ a speranza d’ò falluto, è a bbòna officiata” ,( l’ùltima speranza del diseredato, è un’estrazione favorevole).

Naturalmente la figura del ricevitore era assai importante,perché la sua capacità di consigliare,di discèrnere,di interpretare il sogno o la situazione abnorme,era basilare, Egli consigliava comprensivo e paziente, naturalmente a voce bassa, affinché le energie oniriche non si disperdessero e si contaminassero con altrettanti sogni episodi di persone in attesa... Inoltre egli aveva una caratteristica, unica e comune a tutti i colleghi delle altre ricevitorie di Banco lotto ,  aveva una calligrafìa particolarissima, per cui i numeri, venivano scritti in modo quasi incomprensibile, Sembravano più geroglifici che numeri àrabi.

 Bastava fermarsi per giocarsi un ambo, e ci si calava in una realtà teatrale e reale che era uno spaccato di vita di questa città. Giovani e vecchi, ricchi e poveri,uomini e donne, senza distinzione di censo, èrano gli interpreti della commedia della vita, composta dai personaggi più variegati, ma tutti uniti dal filo invisibile della speranza. C’è chi si portava “à libretta”,  ( un taccuino) dove annotava i numeri da giocare, e chi,invece, se li inventava lì per lì, perché aveva incontrato un tipo strano, o perché gli era successo un episodio inaspettato.

Ma la figura del giocatore più interessante, era quella di chi aveva fatto un sogno,ed era lì per interpretarlo nel modo corretto.Il dialogo seguente,surreale e grottesco,è una testimonianza di quanto detto fin’ora. Si è svolto verso mezzogiorno,in una delle ultime ricevitorìe del centro storico,dove mi sono recato per una giocatina. Personaggi e intèrpreti : l’impiegato allo sportello (anziano,comprensivo,disponibile,capelli pochi e bianchi,occhialini sul naso,sembra mastro Geppetto), due donne,mamma e figlia,di chiare origini popolane.La madre sulla settantina,un po’ sorda e acciaccata,e la figlia che cerca di spiegare il sogno all’impiegato,chiedendo conferma alla madre.

L'impiegato, chiede,  allora “ e carabiniere s’hanno levate è scarpe e so trasùte tà chiesa”, ( i carabinieri si sono tolti le scarpe e sono entrati in Chiesa).
 la Figlia  pronta risponde,  “gnorsì”.
L'impiegato, chiede : “ è scarpe erano nòve o cunsumàte ? “ ( le scarpe èrano nuove o consumate).
  E la mamma risponde : “ nun me ricordo, nun g’iagge fatte caso”. ( non ricordo,non ci ho fatto caso).
 E la figlia, conciliante  risponde, : “ vabbè, ma sempe scarpe so, nun facite ò difficile”,  ( vabbè, sempre scarpe sono,non fate il difficile !
 L'impiegato:  spiega,“ signò,vuje pazziate ? Chelle è scarpe consumate fanne 24,chelli nòve  75”, ( signora volete scherzare ? Le scarpe vecchie fa 24,quelle nuove 75.
 La Figlia, chiede   : “ oi mà ! Tè ricuorde o no ? “ ( Mamma,ti ricordi o no ? ).
 La Mamma risponde : “ vuje a mè chè vvulìte, chille era nù suonno e me l’agge scurdate”, ( cosa pretendete da me ? Era un sogno e me lo sono dimenticato).
L'impiegato :  con pazienza,“ e vabbuò,allora è scarpe nun c’è mettimme”.. ( vabbè,allora le scarpe non ce le mettiamo).
 La Figlia,  risponde : “ o vèro ? E pecchè ? Chell’ha vviste e scarpe”. ( davvero e perché ? Lei le ha viste le scarpe).
L'impiegato, un po' stanco risponde.  :”n’ata vota ! E mò ve l’agge spiegate ! ( un’altra volta ? Adesso ve l’ho spiegato).
 E la figlia, dice all'impiegato : “ vabbuò, ca tra mamma cà s’è scemenuta e vvuje ca facite ò difficile, me pare camma scrivere nù strumento ! “ ( qui,tra mia mamma un po’ svanita dagli anni e voi che fate il difficile,sembra che dobbiamo redarre un atto notarile).
 L'impiegato,risentito, risponde : “ bellafè ! Cà strumente nun se ne fanne,! decìteme chè vvulite jucà e facimme abbrèsse” ! ( belladonna,qui non si fanno atti notarili,ditemi cosa volete giocare e facciamo presto).

A quel punto,un signore anziano,piccolino,con fare educato dice : “ signò ! Permettete nù parere ? “ La donna,tra il nervoso e il sospettoso,fa : “ dicite”, ( Dite pure). Il bassetto osa : “ si è carabiniere s’hanne levate è scarpe, vuol dire ca le facèvene male, erano stanche, pecchè avèvane camminate”. ( se i carabinieri si sono tolti le scarpe,era perché gli facèvano male,forse a causa del lungo cammino e perciò erano stanche), continuando. “ perciò è scarpe erano vecchie, nu putèvano essere nòve” ,( per cui le scarpe erano consumate,non potèvano essere nuove).

Per lunghi secondi, nella ricevitoria,il tempo si è fermato. Il ricevitore, con lo sguardo al di sopra degli occhialini, guardava con aria interrogativa la signora anziana, che a sua volta guardava la figlia , immobile, a scrutare e soppesare le parole dell’anziano intervenuto. Sùbito dopo, un brusìo di approvazione, liberatorio, da parte anche degli astanti..ha sciolto l’arcano dilemma. La donna,rivolta al ricevitore gli fa : “ allora mettimme è scarpe vecchie,  “ e il ricevitore,alzando gli occhi al cielo : “ assa fa a Madonna” !! ( Grazie Madonna per il tuo intervento) !

Buon Inizio di settimana a tutti.
Notare nel video con quanto rispetto la gente sta zitta,  ascolta e aspetta il suo turno, queste son cose serie! Sono soldini e basta un po' distrazione e si perdono milioni. Come successe a me tanti anni fa Si, per chi non lo sapesse la sottoscritta ha perduto una cinquina secca. Per pigrizia non andai a giocare. La mia famiglia sempre mi rinfaccia  che per colpa mia non son diventati milionari. Ma a me che me importa della cinquina persa.
Però...!!