domenica 11 novembre 2012

Una lezione di vita



Foto che mi ricordano la mia infanzia.


Una  bilancia  di questo tipo stava sul comò della nonna materna, dove al ritorno dalla spesa pesava tutto,  per vedere se l'avevano rubata sul peso.

Il mortaio


La madia  per impastare il pane. 

 Da noi c'è un detto che dice
Pan cul' uocch e furmmag senz'uocch.
- Pane con gli occhi e formaggio senza occhi-

Il pane con gli occhi significa che è ben cresciuto e non fa male. Il formaggio non lo so perchè deve essere senza occhi?

Ogni volta che si faceva il pane era una festa, dopo il pane s'infornava di tutto, pizze, ruoti interi con patate e cipolle, e altre cose. Mia nonna quando era il tempo delle melanzane,  preparava un bel cesto di melanzane lavate e asciugate e aspettava che la signora la chiamasse dopo ave sfornato il pane e insieme ad altra roba venivano infornate anche loro. Il caldo del forno toglieva tutta l'acqua alle melanzane e mia nonna le riprendeva e le faceva a listarella, poi le condiva con sale, origano, olio d'oliva, capperi e aceto. le girava delicatamente e le copriva. Ricordo ancora il profumo e come mi piacevano, ci andavo matta, ma  andavano consumate fredde, meglio il giorno dopo.
La nonna non le faceva per lei ma per le figlie e nipoti. Una volta entrando da nonna senti il profumo delle melanzane e tutta contenta chiesi a mia nonna se me le dava, mia nonna mi dice no. Quel no non mi andava giù, così giocai un po' con i miei cugini, salutai la nonna e me ne andai arrabbiata. la nonna rispose al mio saluto, mentre me ne andavo pensavo alle melanzane che mi piacevano e perchè la nonna mi aveva detto no.
Ero arrivata sulla soglia del portone del cortile e sento la voce di mia nonna che mi chiama e mi fa segno di avvicinarmi. Camminando imbronciata e  lentamente, tornai indietro. Arrivata vicino a lei, la nonna  si alza  e si avvia verso la credenza...due parole sulla credenza della nonna...la credenza della nonna sembrava il Tabernacolo...con tutto il rispetto..l'apriva e la chiudeva con le chiavi e dentro non si sapeva mai che cosa c'era, comunque, era una credenza magica, secondo me,  usciva di tutto...continuiamo con le melanzane...la nonna mi fece una bella fettone di pane, sopra mise le melanzane e poi un'altra fettone di pane sopra, ma nel darmela, mi disse...Ricordati che queste le faccio per voi anzi più per te che so che ti piacciono, ma non devi chiedere, se lo fai qui che sono tua nonna non fa nulla ma  se ti prendi l'abitudine puoi farlo dove ti trovi..ti ho solo voluto dare una lezione di vita...
Crescendo, pensavo spesso a questa lezione di vita, e mi sembrava esagerata.


 Nel tempo mi servì...

Laura, mia figlia  era piccola, aveva forse  quattro anni e  aveva preso un brutto vizio, come varcava la porta di altre case,  la prima cosa che chiedeva era il pane..la richiamavo, le davo la merendina prima di uscire, insomma le provai tutte, niente da fare, fino al giorno che ci fu una persona e anche di famiglia... che come chiese il pane le  disse...Ma tu  come entri chiedi sempre il pane? E se uno non lo tiene. Anche la nonna paterna di mia figlia la riprese. Questa risposta  di mia suocera mi ricordò  la lezione di vita di mia nonna. Da quel giorno ogni volta che uscivo mi portavo il pane in borsa...come lo chiedeva aprivo la borsa e glielo davo...Dopo un po' il vizio sparì, comunque mia nonna Rosaria non sbagliava.



Buona domenica e buon san Martino!


18 commenti:

il monticiano ha detto...

E tu non hai dimenticato gli insegnamenti di tua nonna Rosaria.
Un abbraccione,
aldo.

ivana ha detto...

Ciao Rosy ,
una bella storia, anche a me di primo impatto il modo di tua nonna m'è sembrato esagerato ma a pensarci bene un po' di severità a volte non guasta e col tempo fa capire meglio certe cose della vita .

Farfalla Legger@ ha detto...

Ricordi bellissimi per me, quando vedo tua nonna impastare il pane...Bei tempi, eravamo poveri ma anche felici...Baciobacio

Tomaso ha detto...

Cara Rosy, un post veramente straordinario! quanti ricordi su quelle vecchie foto.
Ciao e buon San Martina cara amica.
Tomaso

Nou ha detto...

Tempi in cui non si era tanto davanti al televisore che ci mette ansia e ci racconta quello che vuole, senza sicurezza che sia vero quanto va blaterando.
Da bambini non si può capire bene il limite delle richieste, ma la nonna ha pensato che era più giusto anche per la bambina capire la sottigliezza. Meglio essere redarguiti da chi ci vuole bene e lo fa con amore.
Buon S.Msrtino cara Rosy. Qui c'è stata una giornata con vento e pioggia copiosi.
Stasera abbiamo per cena un risotto di zucca e castagne arroste per festeggiare il generoso Santo.
Un abbraccio
Nou

Gabry ha detto...

Buongiorno Rosy, quando ho rimesso a posto la casa è saltato fuori un mortaio di marmo con il pestello di legno ed ho trovato anche la bilancia come quella che hai postato con tutti i pesi, l'ho un po restaurata ed adesso è in bella mostra in casa.

Rudy è ancora apatica, e per farla mangiare ci vuole la pazienza di Giobbe ... che io non ho.....

Un abbraccio!

zicin ha detto...

Che bel post,Rosy!!!
Tua nonna era una saggia...
Piccole regole, ma importanti... mediate da una mamma dolce e paziente...come sai essere Tu.
Bellissimi i tuoi ricordi e le tue foto... un mondo stupendo con un sapore autentico.

Buona settimana

riri ha detto...

Lezione di vita..però penso fosse un pò esagerata,crescendo certe cose si imparano, poi i bambini possono chiedere..però la saggezza era di altri tempi, adesso le cose sono cambiate..un pò per tutti ed in meglio:-) Un bacio Rosy ed un caro saluto a tutti voi.

Sandra M. ha detto...

Una volta, avrò avuto 5 anni, a casa di amici mangiai quasi tutto un bensone...con gran vergogna di mia mamma che, quando uscimmo, mi sgridò a dovere!
Bellissima quella madia posata sulle sedie. Io ho conservato quella di mia nonna che non faceva il pane come la tua...faceva la sfoglia : perfettamente sferica e trasparente ...un grande sole dorato! Io non sono mai riuscita a fare la stessa cosa.

Gaetano ha detto...

Un passato che talvolta, per la tristezza, somiglia al mese di settembre, giusto in relazione alla tua "lezione di vita". Come per dire "quanno ce vedimmo", tal'e quale a settembre di questa mia poesia in napoletano, una delle non poche.

SETTE’ ADDÒ VAI?

Settè addò vai?
Settè quanno ce vedimmo?
Te ne staj’ ienne, ma fra l’ombre
de’ frasche che frusceeno, sento.
Sento a malia de ccose do viento.
Co' viento pure l’auciell che sanno
'ndalleeno a ccà e llà co' affanno.

Traduzione per chi ne ha bisogno.

SETTEMBRE DOVE VAI?

Settembre dove vai?
Settembre quando ci vediamo?
Te ne stai andando, ma fra le ombre
delle frasche che frusciano, sento.
Sento la malizia delle cose del vento.
Col vento pure gli uccelli, che sanno,
indugiano di qua e là con affanno.

Gaetano

Annarita ha detto...

Un post dall'ineguagliabile sapore retrò!

Suggestive le immagini che sanno di cose buone e tempi sani, quando due belle fettone di pane, imbottite di melanzane, erano leccornie ambite.

Adesso si va di nutella...e aria fritta.

Un abbraccio.
Annarita

nella ha detto...

Che meraviglia Rosy...la bilancia, il mortaio( beh quello noi liguri lo abbiamo tutti per il pesto ...)etc etc cose che io adoro, e che vado collezionando dai robi-vecchi!
Post romantico e suadente, veramente "amazing"...

Caterina ha detto...

Bellissimo post! Mi hai riportato tanti ricordi di un tempo passato. Anch'io ritengo esagerato "la lezione di vita" ma eravamo anche noi educati cosí.Sono bellissime anche le immagini. Anch'io conservo alcune cose dalla casa paterna. Per esempio un mortaio di ottone. Se avró piú tempo lo lucideró!
Baci e buona notte cara sorellina

rosy ha detto...

Alduccio, gli insegnamenti dei nonni sono da non dimenticare è la saggezza che parla.
Ricambio l'abbraccio. Ciao!

Ivana, è vero al primo impatto sembra un'esagerazione anche perchè ho dimenticato di dire che andai verso il tavolo dove stavano le melanzane e mi permisi di tuffarmici sopra e la nonna mi riprese.
Buona giornata e grazie Ciao.

Carafarfalla leggera, la povertà era il collage che univa, oggi il benessere divide.
Baciobacio.

Tomaso, grazie della tua presenza e delletue parole.
Un caro abbraccio e un ciao!

Nou, tempi passati ma per chi come noi li ha vissuti in parte, son difficile da dimenticare, anche perchè oggi possiamo fare il bilancio non solo della nostra vita ma del cammino dell'umanità che camminando, camminando abbiamo perduto lungo il percorso certi valori che non sono stati rimpiazzati da altri migliori.
Anche se la nostra vita sotto alcuni aspetti è migliorata, ma il progresso da e toglie.
Un abbraccio, ciao!


Gabry, la casanasconde molte volte e quando la mettiamo a posto saltano fuori tante cose che avevamo dimenticato e con loro saltano fuori anche i ricordi.

Mi dispiace per Rudy, ma vedrai che si riprenderà anche lei ha di bisogno di tempo per far tacere il dolore che la scomparsa di ice le ha dato, non disperare, che si riprenderà con le tue cure e il tuo affetto.
Un abbraccione ciao!


Cara Zicin, i nonni sono tutti saggi, l'esperienza li rende tali, e poui all'epoca la saggezza veniva accompagnata da tanti fattiri...
Ricambio la tua buona settimana. Ciao!

Riri cara, è vero lezione troppo severa è dura, ma la mia nonna era severa e anche troppo. Oggi, tutto è diverso, i nipoti sono il centro della nostra attenzione ma un tempo non era così. Epèoche diverse con diversa educazione e modi di imporla.
Ricambio il bacio e i saluti. Ciao!

Sandra cara, cos'è il Bensone? La tua mamma ebbe ragione a riprenderti ma oggi grazie al Bensone hai un bel ricordo.
Anche mia madre faceva la sfoglia tutta tonda e sottille, io ci ho provato tante volte ma niente da fare mi viene quadrata rettangolare, insomma mi viene di tutto tranne che tonda.
Ciao!


Gaetanooooooooooooooooo!!!! Che bello trovarti qui dopo tanto tempo.

Non conoscevo questi versi di settembre.

Settembre dove vai?Settembre è il mio mese...anche io mi chiedo dove andrò?

Un caro abbraccio e spero tutto bene per te.
Ciao


Annarita cara, hai detto bene oggi si mangia nutella e aria fritta.
Nel tempo tante buone cose abbiamo perduto e le abbiamo rimpiazzate con altre non altrettante buone e genuine.

Un caro abbraccio a te Ciao!


Nella, questi arnesi antichi hanno un fascino tutto particolare, anche perchè ci raccontano il vissuto di epoche diverse e chisà perchè il passato sembra sempre migliore.
"amazing" Anche se non conosco il suo significato.
Ciao!

Caterina, lo so che questa lezione fu esagerata ma altri tempi e altro modo di insegnare ma nella loro esagerazione ci davano delle dritte per il futuro.
Baci a te sorellina- nonnina.Ciao!


nina ha detto...

Ciao Rosy, che bello leggere i tuoi ricordi e di quella nonna che assomiglia anche alla mia nonna. Altre epoche, erano molto meno sdolcinate di quelle di oggi, ma vere maestre di vita.
Io ho il culto per il pane (di grano duro, sia chiaro) fatto nel forno a legna, tanto che me lo sono fatto costruire (pensa un po' da mio figlio) e così a volte, quando vengono a trovarmi le mie sorelle, facciamo il pane. E poi naturalmente, se la stagione è quella giusta, arrostiamo i peperoni (e le melanzane).
D'ora in poi nel farlo ti penserò.

rosy ha detto...

Ciao, Nina, le nonne di una vola si somigliavano tutte ma anche perchè le regole che conoscevano erano poche ma buone e su queste che si reggeva il piccolo mondo antico di un paesino.
Anime semplici che trasferivano a noi la loro semplicità...poi come si sa ogni epoca deve raccontare la sua storia e le regole cambiano perchè cambiamo noi.
Ma dentro di noi restano gli "affreschi" dell'epoca che ci ha viste bambine e ogni tanto diamo a loro voce e luce. Come del resto fanno gli archeologi quando trovano un sito antico. Anche noi siamo nel nostro piccolo Archeologi del nostro passato.

nel forno di campagna dopo che hai tolto il pane quando è la stagione come giustamente dici tu...metti le melanzane intere e lasciale fino a quando non perdono tutta l'acqua e poi le fai a listarella e le condisci con olio, origano aceto, aglio e capperi..dopo le copri e le lasci macerare per una notte e poi vedrai come sono buone.
Se le farai e mi penserai ne sono contenta...il blog è una voce che viaggia nell'etere e ci fa raccogliere esperienze, fatti e ricordi, cosa che una volta era impossibile, al limite si trasferivano ricordi a persone molto vicino a noi fisicamente.
Complimenti per il forno di campagna che tuo figlio ti ha costruito, questo dimostra che comunque la voglia di proiettarci e di rivivere un po' della nostra infanzia è insita in ognuno di noi e questa non può che essere un bene.
Un caro abbraccio, Ciao!

Nicolanondoc ha detto...

I nonni insegnano..a volte..le epoche cambiano, ma i ricordi restano:-) Un bacione ed un abbraccio a te e famiglia.

rosy ha detto...

Già caro Nicola i nonni sono una vera ricchezza per i nipotini.
bacione e abbraccio da me e da Angelo. Ciao!

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