mercoledì 4 aprile 2012

La Passione Di Cristo Nell'arte


Ultima cena Leonardo da Vinci, 1495-1498
tempera e olio su gesso , 460 × 880 cm
Milano, chiesa di Santa Maria delle Grazie.




La statua in San Pietro al Vaticano RomaNel 1498 d.C. Michelangelo, a soli 22 anni, stipula un contratto, garantito da Jacopo Galli, con il cardinale francese di San Dionigi, per la realizzazione, entro un anno, di una Pietà di marmo destinata ad essere esposta nella Basilica di San Pietro.
La Pietà di Michelagelo nasce su un blocco di marmo scelto personalmente nelle cave di Carrara, dove l'artista rappresenta le figure isolate della Vergine Maria che tiene in grembo il corpo di Cristo appena deposto dalla croce, secondo un'iconografia che, in quel periodo, aveva trovato largo consenso al di là delle Alpi.Nelle intenzioni dello scultore, la Madonna rappresenta probabilmente l'intera umanità e come tale, usando le parole della "Divina Commedia" di Dante, ella è "Vergine Madre, figlia di tuo figlio".Dalla figura del Cristo sono assenti i segni della Passione, Michelangelo, infatti, non persegue la rappresentazione oggettiva della morte ma manifesta la propria visione religiosa nel volto abbandonato e tuttavia sereno del Figlio a testimonianza della comunione fra uomo e Dio sancita con il sacrificio del Salvatore.Si racconta che Michelangelo, non solito a firmare le proprie opere, dopo aver casualmente sentito alcuni visitatori lombardi dire che la Pietà era opera di Gobbo di Milano, sia entrato la notte stessa nella Basilica di San Pietro, ed abbia inciso sull'opera la scritta: "Angelus Bonarotus Florentinus Faciebat"

Michelangelo era un attento lettore del sommo poeta Dante, da cui capì che il sacro, sottraendosi alla storia, non esiste nè nel passato nè nel futuro e l’unico rapporto temporale possibile è quello della contemporaneità della visione. Quindi Maria è figlia del suo Dio e madre; quest’ultimo aspetto Michelangelo lo sottolineò nello scolpire il seno della Vergine che impercettibilmente appare gonfio da sotto la veste, come quello delle donne che allattano. Con la figura di Gesù Michelangelo ribadì la sua fede nella grandezza e dignità dell’uomo e il suo ideale neoplatonico che vedeva nella contemplazione del Bello, il mezzo per elevare l’anima a Dio. Un’altissima e profonda spiritualità circonda l’opera e su questa genera ogni minimo movimento, così il panneggio cade e assume un ritmo monumentale che racchiude dolcemente le due figure.
Un ruolo importantissimo è quello del marmo, pulito con una tale finezza da divenire traslucido e la stessa materia sembra essere oggetto di una sublimazione spirituale e di una cerea morbidezza, cosa che per Vasari sembrava miracolosa:
“un sasso da principio senza perfezione nessuna, si sia mai ridotto a quella perfezione che la natura a fatica suol formare nella carne”.
La luce accarezza le superfici pulitissime senza incontrare spigoli né interruzioni e crea così un’immagine più vera del naturale. Nessuna descrizione può rendere giustizia alla reale bellezza di questa opera eterna, che è stata ammirata dall’umanità per ben cinque secoli e anche oggi si offre a noi grazie al genio di Michelangelo.
Nella Divina Commedia la figura di Maria è vista nel mistero della redenzione. La tesi fondamentale del capolavoro dantesco, che si presta a vari livelli di lettura, da quello descrittivo a quello simbolico, allegorico e metaforico, è l’esaltazione del ruolo di mediazione della Vergine: si va a Dio per Cristo, ma a Cristo per Maria. La prova di questa tesi è costituita dal viaggio di Dante, parabola del pellegrinaggio terreno dell’uomo verso il Cielo. La storia di Dante è la storia dell’uomo: caduta e grazia, peccato e purificazione, pellegrinaggio e storia, sigillati dalla più bella preghiera alla Vergine Madre, che tutto orienta, protegge, anima con la sua presenza attiva di mediatrice. Orbene questo viaggio ultraterreno di Dante verso l’ultima salute, verso il Cielo per la visione di Dio, avviene per Maria e con Maria. Si inizia nell’Inferno, dove ella appare donna di misericordia che invita alla conversione, si snoda attraverso la purificazione del Purgatorio, dove Maria appare donna di virtù da imitare, giunge alla gloria del Paradiso nel segno della Vergine gloriosa. Viaggio fantastico nei tre regni dell’oltretomba che si snoda con la non richiesta presenza soccorritrice di Maria nell’Inferno, con la sua esemplarità purificatrice nel Purgatorio, e si chiude in un cerchio perfetto nel Paradiso con la sollecitata intercessione materna.



Preghiera alla Vergine Maria di Dante Alighieri

Vergine madre, figlia del tuo Figlio,
Umile ed alta più che creatura,
Termine fisso d’eterno consiglio.
Tu se’ colei che l’umana natura
Nobilitasti sì, che il suo Fattore
Non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l’amore
Per lo cui caldo nell’eterna pace
Così è germinato questo fiore.
Qui se’ a noi meridïana face
Di caritate; e giuso, intra i mortali,
Se’ di speranza fontana vivace.
Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
Che, qual vuol grazia e a te non ricorre,
Sua disïanza vuol volar senz’ali.
La tua benignità non pur soccorre
A chi domanda, ma molte fiate
Liberamente al domandar precorre.
In te misericordia, in te pietate,
In te magnificenza, in te s’aduna
Quantunque in creatura è di bontate!


Polittico di San Zeno – Crocifissione, 1456-1459,
Tempera su tavola, cm 67 x 93, Parigi, Musée du Louvre


Cristo morto Andrea Mantegna,
tempera su tela ,Milano, Pinacoteca di Brera.

Giovanni Domenico Tiepolo, Cristo,
alla colonna,XVIII sec, Museo del Prado, Madrid.

Kirk Richards, la via della sofferenza,
1990, St Anthony's Hospice, Amarillo.

Diego Velàzquez, cristo dopo la Flagellazione
contemplato da un'anima cristiana1628-29
National Gallery, Londra.


Hieronymus Bosch , Coronazione di spine,1510,
Monastero di S. Lorenzo de El Escorial, Madrid.


Mateo Cerzo il Giovane Ecce homo,1665,
Museum of Fine Arts, Budapest.


Lavanda dei piedi Dal Vangelo di Giovanni
" Gesù si alzò da tavola, depose le vesti
e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita.
Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e
ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto.
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse:
' Signore, tu lavi i piedi a me?'.
Giotto 1300- 1305)
Nikolai Ge (o Gay), Giuda si allontana dal cenacolo
o ultima cena,1863, Galleria tretjakow, Mosca. 
Luis de Morales, Ecce homo con Addolorata,
1550-75, Museo, Malaga.
Carl Bloch, Gesù agonizzante nel
Gethsemaniconfortato dall'angelo.

Francisco de zurbaràn, l'agnello di Dio,1635-1640.
Museo del Prado, Madrid.
Sia Platone nel Timeo che Pascal nei pensieri avevano riconosciuto all'uomo la cpacità di elevarsi con il pensiero al di sopra delle cose,di conoscerle, interpretarle e trasmetterle agli altri, fino a farsi parola, messaggio, comunicazione.La più pregnante elevazione dell'uomo la troviamo nella passione di cristo che ha sempre costituito un richiamo importante ed essenziale per l'uomo immerso in un universo di luce e di tenebre. Questo evento ha certamente, turbato menti e coscienze a ha provocato dolore, stupore, conversioni.Gesù, pur essendo figlio di Dio, nella sua passione ha subito nelle carni e sentito nel suo animo sofferenza e dolore estremo e tanti sono stati coloro che si sono ispirati a tale evento, filosofi, teologi scrittori e poeti, pittori e scultori, musicisti.Ecco alcune opere di pittori che si sono accostati a questo tema.
(Immagini prese da Google, informazioni tratte da vari libri che ho in casa casa). Da Soloimmagini.


16 commenti:

  1. Grazie cara Rosy di questo grandioso post...
    Buona Pasqua cara amica.
    Tomaso

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  2. Un bellissimo percorso, sulla Passione di mostro Signore. Bravissima Rosy, come sempre hai saputo scegliere le immagini giuste e più esplicative.
    Approfitto di questo mio passaggio per lasciare i migliori auguri a te e famiglia per una Pasqua Serena e gioiosa, da parte mia e di Saverio. Un bacio

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  3. Bellissimo,un Museo di grandi opere
    di Arte Sacra,tra cui una di Hyeronymus Bosch,il pittore che preferisco in assoluto,perchè il più grande ed il più misterioso.
    Ed un augurio di Buona Pasqua,ricca di serenità e di gioia.
    Costantino

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  4. Una passeggiata di alta cultura, la Pietà..non si può commentare..baci Rosy, buona giornata:-) e che sia sempre migliore di quella trascorsa.

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  5. Una Galleria di opere artistiche veramente grandiose scelte da te con la passione che ti distingue.
    Che dici ci risentiamo per gli auguri?

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  6. ...

    Una buona Pasqua di Resurrezione :-) e a risentirci prima :-)

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  7. Ciao cara amica, é bello vedere queste opere fantastiche e grazie per le informazioni. É un post meraviglioso!
    Baci e Buona Santa Pasqua con speranza e serenitá

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  8. Tomaso caro, Grazie a te
    Buona Pasqua amico a te e famiglia.

    Paola e Saverio Buona Pasqua di letizia a voi e ai vostri ragazzi.Vi abbraccio.


    Auguri e buona Pasqua a te e famiglia Caro Costantino.
    Grazie del passaggio ciao.


    Riri, la Pietà è un'opera grandiosa.Quando apri soloimmagini avevo intenzione di postare immagini divertenti, nel cercale mi trovai dinanzi all'immagine della Pietà, rimasi senza parole e la postai..e cosi nacque il mio soloimmagini di arte , musica e versi..Questo blog per me è importante, l'amo..bacio ciao.Buona pasqua

    Nicola a risentirci. Buona pasqua.

    Alduccio, gli auguri ce li faremo in diretta..
    Ti abbraccio.

    Caterina, tutta l'arte è bella...ogni volta che inizio un post e come entrare in un altro mondo e faccio fatica ad uscirne.
    Grazie a te amica cara della presenza e delle tue parole.
    Serenità e pace..questa è la Pasqua.

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  9. Bellissimo e suggestivo! Ricordo bene questo post su Soloimmagini.

    Grazie di averlo riproposto qui.

    Un abbraccio
    Annarita

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  10. Annarita cara, lo so che lo ricordi.. all'epoca mi consigliasti di postarlo in punta di piedi..ma non lo feci e l'ho fatto adesso.

    Un abbraccio

    ps..l'ultimo post di soloimmagini dedicato a JOSEPH MALLORD WILLIAM TURNER
    L'ho concluso con una tua poesia e senza dirti nulla ma tu mi scuserai vero?

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  11. ciao Rosy, buon venerdí santo!
    Un abbraccione

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  12. Ah quella firma sulla Pietà! "Angelus Bonarotus Florentinus Faciebat"!
    Eppure viene tutto da noi ogni talento? Quello di Michelangelo non venne da Dio? Cosa non ebbe di onoreficienze durante la sua vita e poi fino a noi? Poteva egli frenare il suo sdegno allorchè la Pietà fu attribuita ad un altro artista, al Gobbo di Milano? A questi, in modo assai limitato sarebbe andata qualche virtuosa "briciola" in sconto dei suoi demeriti, come a parafrasare in napoletano: "È juto en paravise pe' scambio".
    Ma tu, al contrario, sei molto modesta e non stai tanto a difendere i diritti di autore per queste belle presentazioni d'arte in cui ci metti tutta te stessa.
    Ciao cara Rosaria, con un forte abbraccio e tanti auguri pasquali a te e famiglia.

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  13. Ciao Rosy, gran bel post culturale.
    Tra l'altro la pietà di Michelangelo sono andato a vederla per la seconda volta nel settembre scorso.
    Grazie, Ti auguro una serena Pasqua a Te e Famiglia.Ciao.

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  14. Grazie per questa interessante lezione.
    Cara Rosy, ti mando i miei più affettuosi auguri per una Pasqua gioiosa, a te e ai tuoi cari!
    Un abbraccio,
    Lara

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  15. Mentre mi godo questo bellissimo post, ricambio gli auguri per te e i tuoi cari
    Gingi

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  16. ciao, Rosy, buona Pasquetta:))
    Baci

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