sabato 4 giugno 2011

L'Atene di Pericle

Pericle (495-429 a.C.), rampollo della vecchia aristocrazia è lo stratega destinato a dominare la scena politica di Atene per buona parte del V secolo a, C.
Pericle sa affiancare al programma democratico, attuato con abilità e spregiudicatezza, un parallelo sviluppo economico senza paragoni nella storia ateniese e della Grecia tutta.
Pericle eletto stratega quasi senza soluzione di continuità dal 443 fino al 429 a C. anno in cui è contaggiato dalla terribile epidemia di peste diffusasi in città.


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I maestri dell'armonia.
Verso  l'idea di classico

(Eretteo  fronte orientale, acropoli, Atenene).
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Nella storia dell'arte greca è generalmente definito "classico" il periodo compreso tra la vittoria  greca di
Salamina sulla flotta persiana, nel 480 a.C, e la morte di Alessandro il Grande(323 a.C,). In questo secolo e mezzo, si distinguono periodi segnati da caratteri formali e stilistici autonomi.
Il termine "classico" è ormai entrato nell'uso comune con il significato di  esemplare, perfetto; della produzione artistica è Classico, in ogni cultura, il momento di più completa realizzazione formale, il punto di arrivo destinato a essere punto di riferimento e il modello dei posteri.Nel mondo greco, tale momento viene indicato nel periodo che vede Atene guadagnare la supremazia sull'Ellade, non solo in campo politico, ma anche culturale e artistico. Atene punto di incontro di tradizioni diverse, rappresenta infatti il fulcro e il riferimento della Grecia. La ricchezza nella capitale dell'Attica è tale da appannare la produzione artistica di altri centri della Grecia.


Il sublime dopo il severo.



( Apollo del Belvedere, copia in marmo del II secolo d.C, da un originale bronzeo del IV secolo A. C.
Città del Vaticano, Musei Vaticani).
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Per lungo tempo, la Grecia classica è stata intesa come il mondo classico tout court,  Il periodo che il padre della storia dell'arte antica. J.J.Winckelmann, ha definito il "sublime" e che la critica antica e quella moderna hanno considerato concordemente , "classico" per eccellenza.
Oggi, più correttamente, riconosciamo nell'arte della Grecia classica il mondo formale elaborato nell'ambito di poco meno di un cinquantennio fortemente condizionato dalla situazione contingente e lo interpretiamo come una tappa per quanto fondamentale, del razionale percorso di secoli affrontati ad Atene e altrove in Grecia da pittori, scultori, architetti e urbanisti di tutto il mondo ellenico.

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Il "il tempio che chiamiamo Partenone", sede della dea vergine.
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Un grande tempio per cancellare il ricordo dell'invasione persiana e celebrare Atena, protettrice della città.
Il progetto del tempio di Atena Vergine(Parthenos)  si realizza, non senza opposizioni, tra il 447 e il 432 a.C. L'area scelta per l'edificazione del tempio è nel settore meridionale dell'acropoli, già occupato dal cantiere tardo-arcaico per la costruzione del tempio Parthenos mai terminato, devastato dai persiani di Serse e ripreso da Callicrate.
Il progetto viene affidato a Ictino, personalità geniale in grado di reinterpretare il linguaggio dell'architettura dorica.
Ictino sfrutta il basamento del vecchio edificio ampliandolo e stravolgendone le proporzioni, ma smontando con cura e riutilizzando i materiali già in'opera e inserendo nel proprio progetto anche le idee del suo predecessore. Per chi ama approfondire... qui

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Fidia e altri. 
Corteo delle Vergini.
(Cliccando sull'immagine si entra  nel Capolavoro).

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Discobolo Lancelotti, copia in marmo da un originale bronzeo del 460-450 a. C., Roma, Museo Nazionale Romano.


L'altleta è rappresentato nel momento che precede il lancio del disco, Non è tuttavia il movimento che Mirone sceglie di rappresentare, quanto piuttosto la carica e la potenza che precedono lo sforzo: tutto il corpo è concentrato, e l'espressione del volto sottolinea il raccoglimento dell'altleta prima dello scatto.

Fra i più celebri scultori dell'epoca severa è Mirone, originario di Eleutere.(unità territoriale greca). Educato ( e con lui altri tra cui Fidia) alla scuola di Agelada, si specializza sopratutto nella realizzazione di bronzi che raffigurano eroi, dei, atleti e animali: nessuno di questi è sopravvissuto in originale.
La più celebre, oggi come probabilmente in antico a giudicare dal numero di repliche giunte frammentarie sino a noi è il Discobolo.
La copia meglio conservata, quella  delle collezioni del Museo Nazionale Romano. A Mirone,   sono stati attribuiti anche i Bronzi di Riace, anche se il dibattito è ancora aperto.
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Gli eroi di Riace.
Sui fondali di fronte a Riace, in Calabria, emersero dal mare i due bronzi che non hanno cessato di suscitare nella critica discussioni ancora irrisolte: incerto è l'autore (forse gli autori), come pure incerte sono l'identità dei personaggi raffigurati, l'ordinaria collocazione e la precisa datazione delle due opere.
Gli storici dell'arte antica hanno immaginato, alle spalle delle due magnifiche statue, l'opera di botteghe di bronzisti attici o peloponnesiaci o magnogreci.

Nella prima immagine sulla sinistra la struttura corporea del guerriero A, arricchita dalla definizione anatomica estremamente dettagliata, quasi fredda.
Indizi che caratterizzano in genere il periodo severo e che  spingerebbero dunque a considerare questa statua la più antica delle due.
Ogni singolo muscolo viene evidenziato, le vene ingrossate corrono sotto la pelle. Quasi ossessivo è l'accanimento con cui il bulino dell'esecutore ha definito i solchi delle ciocche e i pesanti riccioli della barba e della capigliatura, il volto sembra infiammato dalla ferocia dello sguardo, enfatizzata dalla nettezza con cui l'ombra scava gli zigomi, Siamo di fronte all'espressione di una maschera di guerra.


Per il Guerriero B, l'artefice sembra aver avuto altre preoccupazioni: la postura è simile a quello del compagno ma diverso è il trattamento delle masse, più armoniche. L'equilibrio si riflette anche sul volto: l'inclinazione della testa le labbra socchiuse come fossero pronta a parlare,incorniciata da una morbida barba, la luce diffusa sulle guancie, lo sguardo segnato dalla curva abbassata delle sopracciglia tutto concorre a caricare il volto di intensa umanità. Tutte caratteristiche che meglio vedrebbero nell'opera una realzzazione più compitamente classica.

Le differenze riscontrate possono essere ricondotte alla diversa cronologia delle statue, che nella lettura più diffusa non sono contemporanee, o semplicemente rivelare personalità artistiche diverse, il clima potrebbe essere quello della metà del V secolo a. C.

Per capire la provenienza delle due statue, recentemente sono entrati in gioco anche i più moderni metodi scientifici. L'analisi della terra di fusione rinvenuta nelle statue al momento del restauro ha permesso di  confermare  quantomeno, che  le due opere sono state realizzate in due luoghi diversi: il bronzo A ad Argo, il B ad Atene.
Tali indicazioni vengono portate a supporto delle ipotesi avanzate sulla base di confronti stilistici.
Agelada di Argo, "maestro dei dei maestri" Fidia Policleto e Mirone, celebrato dagli antichi scrittori, sarebbe il bronzista cui attribuire la statua A. Le caratteristiche del volto trovano strette somiglianze con i personaggi rappresentati sul frontone orientale del tempio di Zeus a Olimpia
Il bronzo B si assegna ad Alcamene contemporaneo e rivale di Fidia.

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Notizie e immagini prese dal ...La Storia dell'Arte.
Buona Lettura e buona domenica. 

22 commenti:

Sandra M. ha detto...

In perfetta sintonia con le mie prossime vacanze: torno in Grecia ... manco da 20 anni! E sono parecchio contenta.

riri ha detto...

Rosellina, è un post che mi piace, adoro la Grecia, la sua storia così antica, la descrizione ed ampia informazione che si può leggere qui da te. L'Arte con la A maiuscola, è un bene, da mangiare, da bere, con cui convivere ed è bello:-)
Grazie Rosellina, un bacio e buona domenica.

o.t.ieri è arrivato un venticello, dal sud che ha spazzato via tutte le nuvole e nel pomeriggio abbiamo goduto di un sole estivo con la compagnia di 10 piccoli ed accompagnatori :-) E' stato bello, grazie

riri ha detto...

Per Lina:
scusa ma non riesco ad entrare nel tuo blog. mi blocca..ti mando qui i cari saluti di una buona domenica..ci proverò ancora, appena posso. Baci

chicchina ha detto...

Quei drappeggi,che ti pare di sentire il fruscio delle sete che seguono i passi eleganti e leggeri delle vergini in processione...
E poi,i Bronzi! E un'emozione che si deve vivere,staresti ore a guardarli,solo guardarli e riempire gli occhi e la mente di bellezza e perfezione.
Hanno messo dei sedili,forse anche per invitare ad una sosta di riflessione-
Ma li hanno posizionati alle loro spalle,certo per non rompere l'incanto della prospettiva.
Anche il lato B,ti assicuro,merita attenzione.
Che chiacchierona che sono,Rosy.Ti abbraccio.

Nicolanondoc ha detto...

Ciao Rosy, ho letto con interesse questo tuo post, cosi' ricco e dettagliato. Un abbraccio e buona serata. A risentirci.
Un saluto da tutti noi.

zicin ha detto...

Adoro l'arte e questo post è bello ed interessante, ricco di particolari... che suscitano emozioni e riflessioni.
Grazie di averlo postato.
Felice settimana

Caterina ha detto...

Ciao cara, ammiro la cultura dell'antica Grecia. Leggo con tanta interesse il tuo post che é ricco e bellissimo.
Qui caldo e pioggia si alternano:))
Baci e buona nuova settimana

riri ha detto...

Ciao Rosellina, un bacio, un saluto ed un pò di sole, che entra ed esce, come gli va..ma almeno dovrebbe smettere di piovere..a presto:-)

rosy ha detto...

Tra poco carissime amiche e amici, andrà via starò una giornata a casa di mia figlia,domani sera
al mio ritorno risponderò singolarmente a tutti.

Lascio un bacio e un abbraccio circolare a tutti.

Caterina ha detto...

Ciao Rosy, da giovedi cominceranno per me i giorni forse piú pesanti dell'anno scolastico.
Nel pomeriggio ero nel giardino da dove ti mando un bacione - rosa

riri ha detto...

Ciao Rosellina cara, adesso vado a comprare qualcosina per la pappa, poi di corsa da Zucchero:-))Nel pomeriggio se ci sei, batti un colpo;-) Una buona giornata, con sole dentro e fuori, per ora qui è solo un pò dentro..e' chiov'..Gesu' ma comm'chiove'Baci

Nicolanondoc ha detto...

Solofra, non Avellino, il mio paese nativo...mi basta che tu l'abbia "sfiorato"...
Un abbraccio

Caterina ha detto...

Ciao cara, qui il caldo e la pioggia si alternano. Oggi é il giorno di Medard. Qui si dice se in quel giorno piove allora pioverá per 40 giorni ancora:(. Spero che non sará cosí:)).
Un bacione

Paola ha detto...

Sempre belli e interessanti i tuoi post sull'arte. Sono passata per lasciarti il mio saluto: spero che tu stia bene e tutto proceda nel migliore dei modi. Un abbraccio

zicin ha detto...

Cara Rosy, scusa la latitanza, ma è un periodo molto intenso e... bello. Sto quasi tutto il giorno in giro e al ritorno mi aspettano un bel pò di cose da fare.
Un bacio ed un sorriso

riri ha detto...

Ciao Rosellina, arrivata da poco,dal gruppo ricami & affini:-) Un abbraccio, a Lina ho offerto un thè fresco, anche a te , se vuoi..ma anche un aperitivo. Baci a tutte le nonne indaffarate;-)ma anche alle nonne che vanno a spasso:-)

Annarita ha detto...

Cara rosaria, un post molto bello. Brava! L'Atene di Pericle è un periodo ricco di storia e di arte: uno dei miei preferiti come lo è tutta la grecità antica.

Straordinario il suo discorso agli Ateniesi del 461 a.C.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.

Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.

Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così.


Un esempio di democrazia cui gli attuali governanti dovrebbero ispirarsi,...ma quanto ne siamo lontani ahimé!

Un bacione.

annarita

zicin ha detto...

Cara Rosy, che bello fermarsi un momentino dagli amici e scambiare un sorriso... scambiare due chiacchiere... bere un caffè in allegria... è una delle semplici gioie della vita... anche se avviene virtualmente... indi per cui... chi si accontenta, gode e... io godo.
Ti auguro un felice fine settimana
Un bacio ed un sorriso

il monticiano ha detto...

La perfetta descrizione dei Bronzi di Riace l'ho assaporata parola per parola e l'ho molto gradita.
Anni fa, non rammento neppure quanti ebbi la fortuna di vederli bene perché esposti nei salone del Quirinale, dopo aver fatto una lunga fila.

rosy ha detto...

Buon viaggio Sandra ciao.

Riri sapevo che ti sarebbe piaciuto e ne sono lieta-
Bacio a zucchero e ai nonni
Ciao.

Chicchina tu chiacchierona?
So che i bronzi so che ti piacciono
tanto
Solo a guardare l'immagine ti emoziona e figuriamoci da vicino.
Ciao abbraccione.

Nicola grazie sei gentilissimo
Un abbraccio.

Zicin grazie a te e a voi tutti che
lasciate la vostra interessante traccia.
Bacio

Caterina, mi fa piacere del tuo interesse per la cultura antica .
Spero che il tempo da te vada meglio.
Mi è arrivato il tuo bacio Buon lavoro. Il giorno di Medard, ha piovuto? Spero di no.
Bacione ciao.

Nicola, chiedo scusa per l'errore.
Ciao.


Paola, grazie del tuo gradito passaggio.
Mi chiedi come sto?
Si tira a campà... ma non posso lamentarmi...
Ti abbraccio saluti a
saverio ciao.


Annarita, il tuo commento era un peccato tenerlo nascosto nei commenti.
Grazie

Bacione ciao.

João Ludugero ha detto...

Olá, venho te convidar a visitar ao meu blog de Poesias. Seja-bem-vinda, pois a casa é sua!
Eu já te sigo com alegria, porque gostei muito do seu blog. LINDO DEMAIS!!!
Voltarei, de certo. Acho seu país muito belo.
Hiper abraço iluminado e saúde!
Até mais!
João Ludugero, Poeta.
www.ludugero.blogspot.com

Ricardo Miñana ha detto...

Interesante repaso a la historia,
Es un grato placer pasar a leerte,
que tengas un feliz fin de semana.
un abrazo.

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