martedì 24 maggio 2011

A Cin Cin!



 Come è nato il famoso brindisi che urliamo tutti al botto dello spumante?

La leggenda  racconta...   che in un paese, moltissimi anni fa viveva una famiglia ricchissima, con un solo figlio. Il ragazzo era la pupilla dei loro occhi, sognavano per lui il meglio del meglio.
Il ragazzo cresceva in bellezza sia fisica che spirituale.
Amava molto la lettura,  era di modi garbati e gentili e  si faceva amare da tutti  adulti e ragazzi. Insomma la natura era stata assai benigna con lui.

Fattosi grande, i genitori iniziarono a desiderare che si sposasse e mettesse su famiglia arricchendo la loro vecchiaia di una folta  schiera di nipotini. I genitori 
iniziarono a dare delle feste,  invitando tutte le ragazze del paese, sperando,  che questo figlio si innamorasse di qualcuna di loro.
 Niente da fare,  il ragazzo era  gentilissimo con tutte ma non si decideva. Il tempo passava e i genitori si misero in pensiero.

Una sera il ragazzo a cena rivolgendosi ai genitori disse...

" So che vi darò un dolore ma spero che mi capirete e mi aiuterete.
Tu, papà. Tanti fa  al ritorno di in uno dei tuoi viaggi mi portasti un libro, avevo sedici anni.  In questo libro stava scritto   che ognuno di noi siamo come una mela divisa a metà e se siamo fortunati possiamo trovare l'altra metà della nostra mela,  ed essere felici per tutta la vita.
lI che vuol dire la nostra anima gemella.
All'epoca  mi ripromisi che da grande  mi sarei messo alla ricerca della mia anima gemella, qui in paese non c'è e voglio cercarla. Vi chiedo di darmi due anni di tempo, in questo tempo girerò il mondo ma se dopo due anni non la  trovo vi prometto che ritornerò".

La mamma,  alle parole del figlio scoppiò in lacrime,  al solo pensiero che non avrebbe visto il suo amato figlio per due anni,  ma  neppure il padre era d'accordo. Ma il ragazzo  era risoluto e con molta calma disse...che sarebbe rimasto nella sua stanza sempre in piedi e non avrebbe più toccato cibo fino a quando non gli avrebbero dato il loro  consenso.
Il ragazzo mantenne la sua promessa, ma i genitori che l'amavano tanto dopo due giorni  acconsentirono alla richiesta del loro unico è amato figliolo.

Il ragazzo,  si mise in viaggio, girò tutto il mondo ma niente da fare,  la sua anima gemella non la incontrava. Come promesso ai genitori,  dopo due anni di vana ricerca decise di ritornare a casa. Sulla strada del ritorno sull'imbrunire,   camminava assorto e deluso ma  alzando lo sguardo vide che all'altro lato della strada passeggiava una bellissima ragazza.
Il ragazzo si sentì attratto da questa bellissima figura femminile e senza rendersene conto l'avvicinò, invitandola a fare una passeggiata con lui.
La ragazza accettò, passarono tutta la notte insieme tenendosi  solo per mano e parlando di tante cose. Il ragazzo capì che  aveva trovato la sua anima gemella.

L'alba li trovò ancora insieme felici come bambini  ma la ragazza doveva tornare a casa.  Lui l'accompagnò e la  lasciò all'entrata del cancello di casa sua. Si salutarono con la promessa di rivedersi nel pomeriggio, ma solo allora il ragazzo si ricordò che non sapeva neppure il suo nome e le chiese...come ti chiami?
Cin Cin, rispose la ragazza.

Il pomeriggio il ragazzo ritornò dove aveva lasciato Cin Cin ma nulla,  non la vedeva. Aspettò tutto il pomeriggio, la notte, il giorno dopo e ancora altri giorni.
 Un giorno decise di varcare la soglia del cancello e bussando a tutte le porte chiedeva dove abitasse Cin Cin  e tutti gli rispondevano la stessa cosa...qui non abita nessuno con questo nome. Ci dispiace.
Il ragazzo dopo un mese passato fuori al cancello si arrese e  ritornò a casa, come promesso ai genitori.



 I genitori diedero una grande festa in suo onore,  invitando tutti gli amici del figlio.   Gli amici volevano sapere del viaggio e se avesse trovato la sua anima gemella.  Il ragazzo promise che dopo pranzo avrebbe raccontato tutto.

Alla fine del pranzo, raccontò di Cin Cin di come aveva trovata e persa in una notte  la sua anima gemella. 
Alla fine del suo racconto si alzò e alzando il calice  in alto gridò!
A Cin Cin! Gli amici lo imitarono e tutti insieme gridarono A Cin Cin! 
Da quella sera diventò un'abitudine,  alla fine di ogni pranzo che il ragazzo dava, raccontava la sua storia e alla fine tutti si alzavano gridando A Cin Cin!


******
***
*
(Ogni leggenda che si perde nel tempo si dice che ha sempre un fondo di verità. Mi piace pensare che sia così.  Questa leggenda la lessi a sedici anni.
C'è stato un tempo che ogni volta che si brindava la raccontavo.
Gridavo,  volete sapere perchè si dice Cin Cin?
Un coro di voci  dopo anni mi rispondevano...No basta! Ma io mi divertivo e anche questo diventò un gioco. Quando me ne dimenticavo,  al botto dello spumante  c'era sempre qualche amica/o che mi gridava... Rosaria,  perchè si dice Cin Cin? E anche questo diventò un gioco.
 Ma certe volte tolti gli amici che sapevano se capitava un nuovo amico e sentiva questo batti becco gridava... io non lo! E cosi si raccontava la leggenda al nuovo arrivato e  se mi succedeva di ovviare  qualche passaggio, gli amici mi riprendevano e anche questo alla fine diventò un gioco.

A Cin Cin!
 Grazie,  Cin Cin.  Per averci accompagnato  per anni in questo nostro gioco).



 Annarita ha detto...



Cara rosaria, ho svolto una ricerca in rete per essere certa di ricordare bene e riporto ciò che effettivamente ricordavo in proposito:


"Cin cin ha origini cinesi.


Dal termine ch’ing ch’ing (che significa “prego, prego”), si trasse la forma chin chin del pidgin english, l’inglese “universale” usato da commercianti e naviganti in genere in epoca vittoriana, soprattutto nel territorio di Canton.


Entrò in voga soprattutto tra i marinai e nei porti della vecchia Europa, soprattutto quelli italiani, dove venne introdotto proprio dagli ufficiali di Marina di Sua Maestà Britannica.


Attecchì subito nella nostra lingua perché il suono onomatopeico della parola si accordava benissimo con quello di due bicchieri o calici che si toccano tra loro.


Una curiosità; in cinese moderno, oggi ch’ing ch’ing vuole dire bacio; e in fondo, il delicato tocco di bicchieri è un metaforico bacio affettuoso scambiato tra chi beve in compagnia di amici".


Un abbraccione.
annarita


26 maggio 2011 21:54


Grazie cara Annarita, sei grande! Ma che dico..sei  Grandissima!

19 commenti:

  1. I giochi nella vita sono tanti, bisogna saper giocare con gioia e allegria così alla fine arriviamo sempre a un bel cin cin.
    Buona giornata cara Rosy spero tutto che vada bene un caro saluto.
    Tomaso

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  2. cara Rosy, sei di una simpatia travolgente.
    Bella la leggenda di Cin Cin e bello il tuo raccontare al momento del brindisi... un sottolineare il momento accentuando la festa.
    Un bacio ed un sorriso

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  3. E allora CIN CIN a noi cara Rosy e grazie per avermi fatto conoscere questa leggenda.

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  4. Io la so diversamente, cara rosaria bella, ma la leggenda da te narrata è molto più bella ed emozionante.

    Quella che conosco io, benché più veritiera forse, ha decisamente meno fascino...ed esito a raccontarla.

    Grazie di questo delicato post.

    Un bacione.

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  5. è interessante scoprire come molti dei nostri "modi di dire" celino storie, vite ed esperienze spesso lontane. Tutto ha un senso, anche se remoto. Un saluto

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  6. Una fiaba eterea, dolce, di speranza..in fondo cos'è l'amore se non l'attesa di uno sguardo sempre nuovo ed un CIN CIN ?:-)
    Un abbraccio, un caffè tanta simpatia ed allegria in questa giornata ....

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  7. ciao Rosy
    io non la conoscevo, perciò grazie di avermela raccontata. In alto i calici, in alto i cuori e Cin Cin!!
    ciao Nina

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  8. Tomaso: grazie Tomaso della tua costante presenza nel mio spazio.
    Si vivacchia...
    Bacio.

    cizin: a me è sempre piaciuta sata leggenda e così romantica.
    Bacio e sorrisi a te
    Ciao.

    Aldo: Cin cin Aldo all'amore e all'amicizia.
    Bacio.

    Annarita: sarei curiosa di conoscere la tua, se vorrai raccontarmela te ne sarò grata.
    Sono che che ti dico grazie.
    Bacione ciao.

    Marcello Affuso: tutto ha un senso e hai ragione marcello. Benvenuto! Ho visitato il tuo blog e sono incantata.
    Ciao e grazie.


    Riri: la spernza che illumina l'amore, è la luce che ci porta verso
    qualcosa di straordinario!
    Caffè e simpatia due cose che nella vita non dovono mai mancare.
    Bacio ciao.

    Lina: non preoccuparti, che Luca questa sera mi ha promesso che vedrà lui.
    Non sentirti colpevole dai, vieni a prenderti il caffè se puoi.
    Ti abbraccio Ciao.

    Nina: dici bene Nina in alto i calici e i cuori e in coro gridiamo Cin Cin!
    Ciao bacio.

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  9. Cara Rosy, è arrivato l'autunno anche da me...da stanotte non fa che piovere forte...come è strana la primavera... non ti da nessuna sicurezza... è troppo volubile.
    Un bacio ed un sorriso

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  10. Cara Rosy, cin cin..saluti a te..cin cin, ci bevo sopra cin cin:-)))
    Buona serata.

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  11. Buongiorno, bella signora:-) Qui ha fatto il diluvio universale fino a poco fa..allora eccomi ad offrirti il mio caffè forte ed energetico:-) Un bacio e buona giornata.

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  12. Cici: oggi da noi il tempo è indeciso, lui... e devi vedere io...i
    Bacione.

    Nicola: beviamoci su cin cin!
    Ciao.

    Lina:ci dobbimo abituare alle bizze di blogspot, restare calmi, tanto dopo si aggiusta da solo, fa tutto lui. TVB
    Bacione

    Riri: anche qui piove sempre ogni pomeriggio.
    Mi immagino la pioggia che cadrà a Giugno...giugno diceva mia nonna che
    è pioggerellone.
    Bacione.
    Ciao.

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  13. Ciao Rosy, stamattina ho riaperto l'ombrellone sembrava arrivasse l'estate... chissà quante volte lo chiuderò e lo aprirò questo ombrellone, finchè non diventa stabile...
    Che dici... farò i muscoli?
    Un caffè, un sorriso ed un bacio

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  14. Cizin insisti apri sempre l'ombrellone:)
    Fai un po' di ginnastica sai che muscoli avrai dopo.
    Cizin se ti può essere di conforto da noi è la stessa casa.
    Io invece dell'ombrellone abbasso e alzo il tendone che arriva un vento all'improvviso che pare che sradica tutto.
    Dobbiamo avere pazienza l'estate dovrà pur arrivare? Domanda.
    Bacione.

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  15. Cara rosaria, ho svolto una ricerca in rete per essere certa di ricordare bene e riporto ciò che effettivamente ricordavo in proposito:

    "Cin cin ha origini cinesi.

    Dal termine ch’ing ch’ing (che significa “prego, prego”), si trasse la forma chin chin del pidgin english, l’inglese “universale” usato da commercianti e naviganti in genere in epoca vittoriana, soprattutto nel territorio di Canton.

    Entrò in voga soprattutto tra i marinai e nei porti della vecchia Europa, soprattutto quelli italiani, dove venne introdotto proprio dagli ufficiali di Marina di Sua Maestà Britannica.

    Attecchì subito nella nostra lingua perché il suono onomatopeico della parola si accordava benissimo con quello di due bicchieri o calici che si toccano tra loro.

    Una curiosità; in cinese moderno, oggi ch’ing ch’ing vuole dire bacio; e in fondo, il delicato tocco di bicchieri è un metaforico bacio affettuoso scambiato tra chi beve in compagnia di amici".

    Un abbraccione.
    annarita

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  16. Bella anche la tua versione.
    Il bacio metaforico dei bicchieri è bellissimo.
    Posto il tuo commento
    così diamo due versioni
    la prima è romantica e fa sognare.
    La tua sono certa che invece è
    più esatta.

    Grazie della ricerca
    Bacione a te Annarita.

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  17. Baci, buona giornata, caffè a modo mio, dolcetti..bè, portali tu, sfogliatelle miste e qualche babà:-) Ti abbraccio e ti auguro un bel fine settimana:-)

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  18. Ciao Rosy, sei sempre fantastica.
    Buon fine settimana e un dolce abbraccio,
    Lara

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  19. Buon fine settimana e un dolce abbraccio a te Lara.

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