venerdì 5 febbraio 2010

Nannarella.



Siamo nel 1923, Anna è una signorina. Ha mantenuta la promessa fatta alla nonna che se l'avesse tolta dal collegio sarebbe andata a scuola. Studiò e arrivo al liceo, si dedicò seriamente anche al pianoforte, con il quale si accompagna quando canta Reginella per la nonna, che è diventata ancora più curva e bianca. Tre zie si sono sposate e anche lo zio Romano. La  bella casa vicino al Campidoglio oramai troppo grande,  e si trasferirono a Porta Pia.



" Rivedo la cucina della nostra casa. Avevamo anche una bella sala da pranzo, ma preferivamo stare in cucina, dal pavimento di mattonelle marrone a fiori. la porta finestra dava su una grande terrazza piena di vasi di geranio.Ad Anna piace parlare della casa che l'ha vista bambina. "Spesso quando sono  Roma passo sotto le finestre e la guardo e mi verrebbe voglia di salire i quattro piani, di bussare e dire : Buongiorno, sono nata qui posso entrare? Sarà come entrare nuovamente nel grembo di mia madre. Avevo una cameretta tutta per me, semplice e ordinata. La pulivo tutti i giorni: volevo che fosse come un castello. In quella stanza ero sola al mondo.E imparavo cos'era la solitudine. Allungata sul letto, gli occhi chiusi, sognavo. Era il mio gioco preferito. Viaggiavo molto lontano con la fantasia. Attraversavo i muri , scalavo montagne, camminavo, camminavo, senza nessuno potesse fermarmi..."

Finalmente, Anna nel 1923, si imbarca per l'Egitto, per andare da sua madre, per l'incontro ha messo il vestito più bello, cucito da una zia non voleva sfigurare, indossò anche un cappello, voleva apparire più bella che mai agli occhi di sua madre. "Arrivati al molo, guardavo tra la folla in'attesa che agitavano le mani, cercavo  il volto di mia madre e non la vedevo, ebbi paura che non fosse venuta.
Vidi mia madre, lei mi sorrise ed io sorrisi, il mio cappello la divertiva e io mi divertivo a vederla ridere. E pensare che me l'ero messo per essere bella e farle buona impressione....da quel giorno non ho più messo in testa un cappello".
Anna, conobbe anche la sorellina e il marito della mamma, abitavano in una bella casa, con servitù, la sorellina andava a scuola e lei restava con la mamma.Andavano in giro per negozi e la mamma  le comprava tanta roba. Si trovò proiettata in un mondo diverso. " Mamma mi piacque subito. Adoravo il suo modo di parlare, di raccontare le cose. mia madre se vuole è capace di farti ridere per ore fino alle lacrime, E che temperamento!E' una donna nobile è coraggiosa. 

Il tedesco non mi piaceva,aveva occhi  chiari e freddi Anna prova nei suoi  confronti ostilità. Per causa sua ha dovuto vedere la mamma solo in foto.La sorellina che ora ha 11 anni somiglia al padre e per questo non piace ad Anna.La mamma è tutto per Anna, ma e troppo tardi: non basta una vacanza di pochi giorni, nel lusso e nel divertimento, per colmare 15 anni di affetto e di carezze negate.La mamma è una gentile signora disposta a spendere un patrimonio per farsi perdonare da Anna, ma è una donna diversa da quella raffigurata nella fotografia in cui Anna ogni sera prima di addormentarsi, confidava i suoi pensieri, raccontava i suoi crucci baciando e accarezzando la sua foto. Anna si accorge che la sua vera mamma è la nonna lasciata a Roma. Di colpo sentivo la mancanza della mia povera casa, delle zie, dei piatti da lavare. Qui circondata da domestici, l'atmosfera era diversa, non c'erano più i gerani,  i polli, la mia camera e sopratutto la mia nonna.

La signorina Anna si ritrova sul ponte dell'esperia, la valigia fra i piedi. Sulla banchina in mezzo alla folla, ci sono mamma e la sorellina che la salutano agitando il fazzoletto. La nave parte, i saluti e le forme dalla banchina si fanno sempre più confuse e  indistinte. Dopo un po la linea della terra viene sostituita dalla linea dell'orizzonte. Aldilà di quella linea, Anna ha lasciato la madre. Forse, per sempre.

Certo che deve essere stata una grande sofferenza per Anna, ritrovare la mamma e perderla di nuovo, ma questa volta, era lei che si allontanava.La sua mamma era la nonna...
I figli sono di chi li cresce e non ti chi li fa! si dice bene!







Confusi con la pioggia sul selciato
son caduti gli occhi che vedevano
gli occhi di Nannarella che seguivano le camminate lente
sfiduciate ogni passo perduto della povera gente.
Tutti i selciati di Roma hanno strillato.
Le pietre del mondo li hanno uditi.
Eduoardo De Filippo. Il messaggero di Roma-13 Ottobre-1973-

Quasi emblema, ormai, l'urlo della Magnani
sotto le ciocche disordinatamente assolute,
risuona nelle disperate panoramiche,
e nelle occhiaie vive e mute
si addensa il senso della tragedia.
E' li che si dissolve e si mutila
il presente, e assorda il canto degli aedi.

Pier Paolo Pasolini-La religione del mio tempo, Milano, 1961.



14 commenti:

  1. Nun posso ditte grazzie de 'sto video perché m'hai fatto piagne e nun'è giusto co' l'età mja ce posso restà secco.
    Ma sì chi se ne frega tanto quanno sarà arivedrò nun solo Nannarella ma puro mi madre mi padre e i mi fratelli e sai quante risate se faremo.

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  2. Ardù, non me dire queste cose, mi hai fatto star male, guarda che io lo tolgo il video.
    Voglio che tu sia allegro, dai mandami un sorriso!
    Ti abbraccio forte! Su sorridi

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  3. Rosy sono strabiliata nel trovare e leggere la storia di questa grande Donna che è stata la Magnani! Mi fa impazzire il suo talento e la sua passione mentre recita, ho pensato più volte di dedicarle anch'io un post perchè sono una sua ammiratrice!
    Ho guardato e ascoltato con attenzione i dialoghi del video che hai postato, un'emozione incredibile, perchè penso che Donne come Anna Magnani sono immortali...
    Un caro abbraccio, a presto!

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  4. Lei rimarrà sempre nella nostra memoria come una grande!Grazie Rosy!!

    Monticiano, non ti abbattere eh! Facci un bel sorriso dai!

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  5. Ma che me stai a di'?
    Nun t'azzarda' a leva' quer video.
    Se lo levi allora sì che me metto a ppiagne armeno pe 'na settimana.
    Invece si lo lasci te giuro che sorido anzi lo sto già a fa' e seguiterò ancora pe' un ber po' de tempo.
    Sta tranquilla me so' aripreso.
    Adesso grazzie te lo posso da di' e pure de core.

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  6. Miriam, ne siamo in tanti ad amare Nannarella, credo, che sarà bello continuare a parlarne, anche perchè ci son troppe cose belle di lei da raccontare, e lo farò! Puoi sempre dedicarle un post.
    Sai Miriam, credo che parlare di donne cosi straordinarie, è quasi un dovere.
    Sono contenta che Nannarella piaccia tanto a tanti
    E come ha scritto Annarita
    EVVIVA NANNARELLA!
    Bacio

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  7. Angelo, tanti ragazzi di oggi non la conoscono e io voglio umilmente cercare di farla conoscere.
    Son contenta che finalmente ho preso il coraggio di portare avanti questo mio vecchio progetto, tutto dedicato alla nostra Nannarella.
    Bacio

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  8. Aldo, allora non tocco il video. almeno per il momento...poi si vedrà...mano mano...

    Un bacione grande e grazie per aver sorriso.

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  9. Rosaria, lo sai che quando sono in ballo le cose serie non sono di molte parole.

    Ti ringrazio di cuore per farci rivivere un'atmosfera così densa di emozioni.

    Un abbraccione.
    annarita

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  10. Annarita, le tue poche parole, dicono tanto...
    Dell'attrice Anna Magnani conosciamo tutto, ma non tutti sanno della quantità di dolore che Anna si portava dentro.
    Ti abbraccio.
    Ciao.

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  11. Ciao Rosy, ho visto un film della Magnani e mi e piaciuto molto. Anche Mao l'ha apprezzato molto e ti mandiamo un bacio e un'abbraccio.
    Buona vita, Viviana e Mao

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  12. viviana son contenta che il film della Magnani ti è piaciuto e che Mao l'abbia apprezzato...se posso..che film avete visto?
    Un bacione a tutti e due.
    Grazie a nome di Nannarella.

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  13. Eh, cara Rosaria! si vede chiaramente che di Nannarella ne hai fatto un emblema. Una donna per te ideale in cui ti ci rifletti per gran parte della tua personalità, intima e apparente. Nannarella è veramente una donna che è difficile trovare oggi, una popolana di una solarità speciale eccezionale. Anna Magnani di una Roma da ricordare in eterno, una pietra di paragone. Porla come dea speranza per un mondo assopito che le le nuove generazioni confuse e prive di sani ideali e di forza animica di cui Anna era pregna, questo intravedo nei tuoi intenti, Rosaria amica mia. Interroghiamo la nostra "farfalla interiore" che decide a modo suo su quale fiore poggiarsi e impollinarlo. Si "c'è una farfalla dentro di noi" dentro il nostro cuore e fra queste Nannarella.
    «Il nostro cuore batte. E non c’è giorno della nostra vita, in cui lui, logicamente dovrebbe arrestarsi: sfinito, deluso. Se si potesse, su un computer immaginarlo, segnare i battiti di angoscia e quelli di felicità di questo muscolo così magico, si conterebbero troppo in fretta i battiti radiosi.
    Quelli del pianto riempirebbero lo schermo.
    ... Eppure, per quei rari momenti, per quelle ossigenate pulsazioni di felicità, il cuore resiste: riposa una notte e l’indomani ricomincia inspiegabilmente a sperare in chissà quanti e quali battiti di gioia.
    Allora io sogno: e dico che sul cuore di ognuno di noi c’è una farfalla.
    Si una piccola farfalla irrequieta, che nasce con le ali bianche e che la vita di ogni giorno macchierà.
    Una farfalla che nei momenti di maggiore dolore, comincia a fare andare le sue ali, a cercare di riportare in quota di sopravvivenza questo cuore.»
    http://www.ciao.it/Poesie__Opinione_749899.

    Abbracci,
    Gaetano

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  14. Caro Gaetano, il tuo commento, mi ha assai commossa, hai centrato.
    Scopri Nannarella all'età di vent'anni. Aspettavo il primo figlio, a sette mesi andai a casa per la gravidanza e cosi, io che raramente guardavo la TV
    in quel periodo e nell'attesa guardavo molto spesso la TV e mandarono in'onda una serie dei suoi film,e mi appassionai a questa donna, ma c'è un piccolo particolare, va che lo dico...la sua voce cosi intonata, cosi bassa, cosi bella, mi riportò alla mente, di quando cantava la mia mamma, aveva lo stesso timbro di voce intonato e calmo, da piccola l'ascoltavo, incantata dalla dolcezza della sua voce...
    Poi, scopri tante altre cose di Anna che somigliavano alle mie...
    Non è stato raro neanche ritrovare le mie parole nelle sue e mi chiedevo com'è possibile tanta somiglianza?
    A 42 anni lessi il suo libro anche se sapevo tutto di lei, questa lettura, mi fece scoprire un Anna sofferente e allora forse capi che tutte le anime che soffrono, conoscono lo stesso linguaggio.
    E' vero poggiato sul nostro cuore svolazza una farfalla anche se ci sono momenti che le ali si chiudono...ma si riaprono sempre più forti di prima, perchè il cuore chiede di vivere e un vero cuore non si accontenta di avere una vita ristretta, e cosi le ali della farfalla, servono a farlo volare sempre più in'alto dove c'è l'ossigeno puro, necessario per farlo respirare
    (Non a caso da Piccoli si prendeva una farfalla la si chiudeva tra le mani, e con lei ci si confidava e si mandavano messaggi, dopo averle detto dove doveva andare, la si lasciava libera)
    Tante volte da bambina lo facevo solo da grande capi che i miei messaggi non sarebbero mai arrivati...ma quel credere, dava speranza al mio piccolo cuore.
    Quella farfalla, da sempre abita nel mio cuore, ci sono momenti che svolazza felice, e momenti che chiude le ali, ma solo per riprendere a volare sempre più in'alto.
    Com'è strano trovare in questo mondo persone che con le loro parole ti sanno riportare indietro nel tempo...
    e tu stamattina con le tue parole hai fatto volare il mio cuore.
    Grazie, per le parole e grazie per il link della poesia, che correrò a visitare.
    Un abbraccio emozionato.

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