lunedì 9 marzo 2009

Ed ecco un'altra storia di costume del mio paese.

Barba, baffi e brillantina: le tre "b" del vecchio barbiere... Nel piccolo paesino l'operato del barbiere era considerato un lavoro di tutto rispetto, era in uno scalino intermedio tra le varie professioni esercitate, poco sotto il medico condotto e il sindaco del paese e sopra i ceti sociali più umili.



Ci si ritrovava per la toletta completa, barba, baffi e brillantina... ma anche per discutere di fatti accaduti nel frattempo nella piccola comunità e raccontare le proprie esperienze avute durante il periodo di assenza forzata, nonché le storie fantastiche narrate dai più anziani. Tra un cliente che si alzava dalla poltrona all'altro che si sedeva su sollecito del barbiere all'intonazione di "sotto il prossimo"


Il barbiere del mio paese si chiamava don Mimì era alto e magro con baffetti alla Valentino i capelli tutti tirati lisci e lucentati dalla brillantina... era l'uomo più profumato del paese.Quando passavo davanti al suo locale rallentavo sempre i passi per scrutare l'interno...mi piaceva il cavalluccio per i bambini, gli specchi enormi, le grandi poltrone e il profumo che il locale emanava. Don Mimì era un tipo allegro ma il sabato e la Domenica diventava ancora più allegro. In questi due giorni tutti gli uomini del paese andavano da lui per barba e capelli, una processione di uomini entrava nel suo locale


Tra forbici e rasoio Don Mimì sorrideva allegro e pimpante, più il locale si riempiva e più il barbiere tagliava e radeva in allegria.Tutti gli uomini del paese si preparavano a festa per la Domenica.


La Domenica l'unica piazza del paese si riempiva di uomini vestiti con l'abito migliore, ricordo i colori degli abiti ma quello che ricordo di più sono le cravatte, dio mio, sembravano tanti arcobaleni.
In questa giornata la piazza prendeva vita si riempiva di voci tutte allegre.Tra sorrisi e strette di mano si parlava del tempo, della semina, del raccolto e di tante altre cose.(Un po come facciamo noi in questa piazza virtuale)Poi c'erano i giovanotti del paese che schizzinosi passavano tra gli adulti.Anche i ragazzi erano vestiti a festa, portavano i capelli come il barbiere e qualcuno anche i baffetti.La loro andatura, era lenta da guappi... camminavano con una mano in tasca e nell'altra una sigaretta che fumavano con lentezza

Mentre gli adulti si fermavano al bar i giovani andavano tutti verso il grande sagrato della chiesa per la messa di mezzogiorno.
Sul sagrato della chiesa i ragazzi aspettavano le ragazze, anche loro arrivavano tutte addobbate a festa e camminavano lentamente quasi a dare il tempo di essere non solo ammirate ma anche scelte e tra sguardi e sorrisi maliziosi...i cuori si sceglevano.
Su questo sagrato nascevano amori e... in chiesa durante la messa ogni cuore tra un amen e l'altro... batteva più per l'amor profano, che per l'amor sacro.

Pagine di un libro che il tempo non ha ingiallito.

10 commenti:

  1. Altri tempi...cara Rosy.

    Eravamo felici con poco : anche solo un sorriso o uno sguardo ammiccante di un ragazzo,passeggiando per le strade del paese, mi facevano trepidare...

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  2. un altro tempo. Ora si è molto più isolati. si sta al computer ed al cellulare.

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Rosy
    Grazie della visita e del bel commento che mi hai lasciato...

    Attraverso te ho iniziato ad amare la poesia ! e ad usare il computer se oggi so scrivere versi lo devo a te ,
    sei stata per me una brava maestra , hai avuto una grande pazienza ....e te ne sono grata .

    Una volta imparato sono andata avanti e non mi sono fermata più e mi sono improvvisata anche ...poetessa.

    I versi , le poesie hanno colorato la mia vita di rosa di azzurro di verde ciò che il cuore altrimenti
    non erge ..redendola un arcobaleno .

    Con la fantasia e la poesia ho imparato a volare , o perlomeno mi sono sollevata dalla terra
    quel tanto che mi e bastato per sentirmi di avere qualcosa in...PIU'

    La poesia e...musica per il cuore ,ed asperime i sentimenti dai mille colori.

    Descrivere la vita senza senza poesia è come un quadro senza colori ,

    UNA MUSICA SENZA ....SUONI.
    Ti abbraccio ...lINA

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  5. Altri tempi...tempi dove sono cresciuta e per me sono dolci ricordi.

    Ero una bambina e mi paceva osservare, abitavo in piazza e come tu sai nella piazza si svolgeva la vita sociale del paese.

    Tempi duri ma che avevano la loro dolcezza.
    Ciao stella.

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  6. Antonella, hai ragione oggi siamo più isolati...ma la natura dell'uomo non è fatta per essere isolata...cosi chi ha da dire ancora quacosa si apre un blog e la piazza si è allargata...

    Ci cerchiamo per comunicare, l'uomo ha bisogno del suo simile e l'unica pietra di paragone che abbiamo a nostra dispozione per crescere e migliorare.

    Un bacione.

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  7. Cara Lina, tutto quello che hai imparato stava tutto dentro di te aspettava solo il momento di venire fuori e prima o poi sarebbe venuto.

    Ti ripeto quello che ti dico sempre...

    Io ti ho offerto solo un fiore e tu lo ha subito amato, perchè il fiore già stava in te...hai amato il suo profumo. hai ammirato la sua bellezza perchè l'uno e l'altra facevano parte di te.

    Hai spiccato un volo meraviglioso le tue ali si sono aperte e ti dico...vola, vola sempre più in alto e gioca con le nuvole e vedrai spuntare in te meravigliosi giardini e ogni fiore di questo giardino avrà il suo incanto.

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  8. Lina nel commento ho dimenticato di lasciarti la buonanotte e di ringraziarti per tutte le volte che sto male e mi fai da infermiere.
    Ciao.

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  9. Che bel racconto Rosy.
    Pare di sentire il cicaleccio della piazza, il profumo del negozio di don Mimì, i battiti di cuori...
    Davvero bella!
    Ottima giornata, mia cara!!!

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  10. cara Mandi, conservo con cura i miei piccoli e teneri ricordi del mio paesino.
    Tra questa gente, la mia fantasia si sviluppò...la mia non era curiosità..ero affascinata dall'umanità e ancora lo sono.

    Ciao cara Mandi, buona giornata

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