
Come cristalli di neve
(Dedicata a Rosaria)
Luccicano lacrime
sulle tenere gote
come cristalli di neve
al raggio di luna.
Nell'atrio risa
e tramestio di passi,
eco di voci
rallegrate e impazienti.
Rombo di auto
svanisce lontano.
Cala il silenzio
come nudo sipario.
Vaghi silente
tra muti giacigli,
cercando tracce
di compagne lontane.
Mira la Stella,
domani è Natale,
bimba negletta
e sconsolata.
Morfeo ti cinge
con braccia pietose.
Dormi sognando
il Re nella culla.
Maria sorride
insieme a Giuseppe.
Entra sicura
in quel buio di stalla.
Pastori e Magi
sulla soglia assiepati
cantano lodi
a nostro Signore.
Diafana cade
la neve intorno,
mentre l'alba dissolve
le ultime stelle.
Fragile Rosa
continua a sognare.
Forse un giorno
sarà Natale.

Cara Annarita, lacrime di gioia hanno bagnato stamattina il mio volto, il dono di una poesia è il più bello, le parole quando son dolci arrivano al cuore e il cuore sorride e piange di gioia.Cara Annarita,conserverò queste tue parole come il dono più bello di questo Natale cosi ricco d'amore e di affetto, attraverso te ho avuto il mio Natale speciale.La tua poesia, chiuderà in bellezza i miei racconti di bambina e questo focolare da oggi sarà alimentato da una legna speciale, che è l'amicizia.Il pc è una macchina e come tutte le macchine è fredda, tra tanti dati inseriti in questo affare, tutti perfetti, ne mancava uno, quello più importante...il sorriso dell'unità, il pc è il trionfo silenzioso della vita, vite che si rincorrono intrecciando, infiniti e sottili emozioni e sentimenti che nell'insieme creano l'umanità.Col nostro virtuale... abbiamo creato onde d'amore, che come Angeli viaggiano e ogni loro battito d'ali è un messaggio d'amore silenzioso che arriva al cuore.Il tuo battito d'ali, cara Annarita, oggi è arrivato al mio regalandomi sorriso ,gioia e speranza Grazie per questo tuo battito d'ali tutto per me. Come vedi cara amica, il dato più importante di questa macchina, è l'amore e noi tutti insieme amandoci abbiamo reso umana una fredda macchina.Ti auguro un sereno Natale a te e famiglia.Ancora grazie e un bacione
Annarita ha detto...
Gaetano, ho letto il tuo doppio commento. Che cosa dire? Un'analisi complessa e affascinante quanto lo è la tua percezione delle cose.
Non ho parole perché è troppo grande quel che hai asserito. Pertanto resto silente, attonita e grata.
Un abbraccio.
annarita






















Cara Rosaria, e attraverso di te Annarita
Ho letto e riletto più volte la tua poesia "Come cristalli di neve", ma non riuscivo a legare le strofe l'una all'altra. Nemmeno i versi e persino le parole eccetto qualcosa. È come se il soggetto del titolo si sciogliesse disperdendosi in umore, ma vi ravvisavo una linfa vitale. Ne percepivo un vago sentimento simile ad un "fruscio d'assenza". Mi piace questa definizione, il titolo del blog di Alessandra62 che interviene con frequenza nei post di Maria del Laboratorio di scrittura. Rende con perfezione ogni elemento della poesia per la sua leggerezza, un eccezionale sforzo per soppesare ciò che non vi è, ma c'è.
Il pensiero di Bateson sull'ecologia della mente mi è entrato nel sangue. Ho bisogno di raccogliere le cose del pensiero in forma di metaloghi.
"Come cristalli di neve" è un metalogo, e il fatto che tu l'abbia dedicato a Rosaria, che è di Caserta dove riposano i miei genitori e i nonni, infittisce la rete dei fatti. Per altri ingarbugliata ma per me no.
Ed ecco ad un tratto mi si squarcia le mente.
Vedo stagliarsi al mio sguardo interiore Ipazia D'Alessandria che fuoriesce dall'affresco di Raffaello, Scuola di Atene. L'avevo delineata con linee geometriche con il breve saggio che tu hai presentato per il Carnevale della Matematica, ed era la "costola" per trarla dal suo sarcofago doveva giaceva dormiente da secoli.
Ed ora l'umore vitale dei cristalli di neve da te ravvisati con la poesia è come si coagulassero formando la carne d'Ipazia che procede verso di me sorridendomi.
Attraverso le sue sembianze intravedo un poeta e scrittore contemporaneo che l'ha resa divina con i suoi versi sublimi, Mario Luzi venuto meno nel 2005. Ed è lui quasi a farle da paladino presentandomela.
Non senza le sue tragiche memorie che la condussero al martirio attraverso il poema drammatico "Libro di Ipazia" di Luzi, quale segno di un "Golgota" del paganesimo che dovrà rinascere in seno al cristianesimo, forse dei nostri giorni, per la "resurrezione dei corpi".
Il momento centrale del poema drammatico, infatti, il colloquio tra la filosofa neoplatonica ed una misteriosa. La voce, la vox ignota, convince Ipazia che non deve rifiutarsi all'accoglimento in se stessa di quel che è inferiore, basso, ostile. Vediamo questo bellissimo passo.
Ipazia a casa, sta riposando, e tra poco uscirà per l'ultima volta. Certamente in Luzi vi è un'eco della veglia di Gesù nel Getsemani.
IPAZIA Chi viene? Perché questa visita? Sono stanca e colma,
non posso accogliere niente e nessuno.
UNA VOCE Sono colui che è dovunque. E sempre.
Non vengo. Sono qui come in ogni parte.
IPAZIA Oh non ti riconosco. Ti pensavo diverso.
Il risuonare di una misteriosa voce nella stanza in cui Ipazia si trova in uno stato di lieve assopimento avviene dopo che qualcosa di silenzioso si è reso percepibile, dopo che si è manifestata una presenza, che non è ancora parola, che diviene voce solo a seguito della domanda di Ipazia. E questa presenza, che si autodefinisce eterna, ovunque presente, all'inizio non viene riconosciuta da lei.
UNA VOCE Sono come sei tu. Perché io sono te.
Te e altro da te. È questo altro che devi sopprimere,
perché anch'esso devi comprendere e far tuo.
E aggiunge poi alla fine:
L'avverso, il negativo,
i ciechi, gli ignoranti, i barbari
non solo, ma anche la loro opera:
tutto ciò che devi combattere
devi anche portare su di te,
accoglierlo nel tuo cuore e là dentro vincerlo.
Perché io sono anche là. 1)
A Mario Luzi, or si sostituisce una matematica, Annarita Ruberto, con un poetare come in numeri e linee, "Come cristalli di neve". Conclude quasi che fosse ella nel sogno della poesia a incoraggiare le genti di questo Natale:
Fragile Rosa
continua a sognare.
Forse un giorno
sarà Natale.
Gaetano
1) http://www.bibliosofia.net/files/luzi.htm
25 dicembre 2009 09.59
Può sorgere l'idea che la poesia di Annarita, dedicata a Rosy, sia l'esatta espressione di tutto ciò che ho appena posto a commento. Ossia che Annarita sia una profetessa che, a sua insaputa, elabora concezioni rivolte alla mia persona, invece non è.
La poesia in questione, come tante altre sue, direi tutte, sono da stimarsi al pari di formule matematiche semplici e complesse, capaci di risolvere problemi personali di chi si dispone a leggere versi dopo versi così ben disposti.
La poetessa in Annarita, così disponendosi, è accolta dalle interiorità palesi e inconsce dei suoi amici che la amano per questo e non solo.
Ecco - faccio l'esempio di me con la poesia in discussione - che nel mio inconscio avviene che vengono sostituiti i "valori numerici", a, b, c, alfa, beta, e via dicendo, della sua la formula espressa in versi e strofe della poesia in questione, e si rivelano in tutta la loro statura le incognite, x, y, e z - mettiamo. E così Ipazia fuoriesce dall'affresco Scuola di Atene di Raffaello e poi Mario Luzi, innamorato di Ipazia attraverso la sua poesia.
Annarita poetessa, con "Come cristalli di neve", questo ha innescato in me, facendomi emozionare e permettermi di descriverla e trasmetterla qui a Rosaria oltre che ad Annarita.
Annarita ha questo di grandioso, col suo elisir in versi. Non solo desta emozioni, ma se ognuno ci prova può mostrare agli altri il sogno che ha destato.
Gaetano