C'era una volta la primavera, ma quella vera.
C'erano una volta tanti bimbi e bimbe che in questa stagione correvano felici e sudati tra giardini fioriti ed erbetta verde.
Rubando qua e la fiorellini, per farne cosa? Non si sa, almeno io li raccoglievo ma poi immediatamente si appassivano e li buttavo.
Non lo so se la primavera è stata sempre come adesso o ero io diversa?
Certo che lo ero, ero una trottola, restare ferma e zitta per me era una tortura.
Il maggior castigo che mi potessero dare era il silenzio.
Ma anche nel castigo silenzioso imparammo a comunicare con i colpettini di tosse..le suore mica potevano impedirci di tossire.
Un colpetto di tosse significava di distrarre le suore, mentre ciò succedeva, qualcuna si accostava alla castigata per riferirle qualcosa. Due colpetti di tosse, avvertivano che la distrazione, era finita.
Imparammo a parlare anche in altri modi che erano tanto complicati che al solo pensarci mi vien da ridere ora per allora.
C'era una volta la primavera, ma quella vera.
Quella che ricordo io, rose, ciliege, corse per i prati, grida allegre sotto la pioggia primaverile.. ecco adesso ricordo..che mentre si giocava dovevamo rientrare di corsa in refettorio, per un'improvvisa pioggia primaverile che ci rovinava la ricreazione.
Come ora che sta piovendo, forse è stata sempre cosi la primavera?
Dove si va? Cosa si Fa? Si resta a casa e si posta a suon di pioggia.





